Dopo Taranto, Turris, Rimini (per citare i casi più recenti), ecco il Trapani. Il destino sembra già scritto per il club di Valerio Antonini, vulcanico patron salito alla ribalta delle cronache negli anni passati per le spese folli di mercato (vedi Lescano, per citare un super acquisto). Intanto le penalizzazioni: con il Consiglio di Stato che ha chiuso un cerchio. Come riporta La Gazzetta dello Sport, anche il secondo e ultimo grado della giustizia amministrativa ha respinto il ricorso del Trapani contro gli 8 punti di penalizzazione ricevuti a maggio e da scontare nella stagione in corso. La vicenda è nota ed è la stessa che costò cara al Brescia di Cellino: il club di Valerio Antonini aveva effettuato pagamenti fiscali attraverso crediti d’imposta rivelatisi poi fasulli (come nel basket al Trapani Shark, dello stesso proprietario). Il club ha sempre ritenuto di essere stato truffato e ha poi comunque provveduto ad alcuni versamenti, ma la linea difensiva non è mai passata: né in appello, né al Collegio di Garanzia, né tantomeno al Tar Lazio. Il 22 gennaio una tappa (il TFN) che potrebbe segnare l'esclusione dal campionato. Con le note conseguenze per la classifica (annullamento di tutte le partite), già sperimentate nella passata stagione con l’amara fine di Taranto e Turris e in questa con il Rimini. Il rapporto con la città di Trapani è ormai in macerie. Antonini definisce i trapanesi come persone che lo hanno tradito: “Mi hanno abbandonato alla prima curva. Mi hanno pugnalato. Merde”, il suo sfogo, raccolto dal quotidiano Il Domani.
pddintorni

