Brescia, la procura rilancia per l’arresto del presidente Cellino: i dettagli

di Redazione PadovaSport.TV

Il pm Erica Battaglia, nell’ambito di una maxi inchiesta finanziaria, nei mesi scorsi aveva depositato la richiesta d’arresto in carcere per il presidente del Brescia Massimo Cellino e dei domiciliari per la moglie. Richiesta rigettata. Proprio per il coinvolgimento della moglie, è «il dispiacere più grande» del presidente Cellino (ha detto ieri all’uscita dal Tribunale). Ma a questo si aggiunge l’incomprensione per quanto gli sta accadendo. Nell’udienza di ieri la difesa ha chiesto l’inammissibilità dei nuovi atti prodotti dal pm Battaglia.

Le accuse

A carico degli altri quattro indagati — il membro del cda del Brescia Daniel Arty, la segreteria Stefania Arca e due collaboratori del presidente, Giampaolo Caboni e Andrea Mastropasqua — accusati di frode fiscale, gli inquirenti avevano richiesto solo misure cautelari reali e non personali: sequestri che, per tutti e sei gli indagati, ammonterebbero a oltre cinquanta milioni di euro, tra conti correnti, beni immobili e non. Respinte anche queste dal gip, che non ha ravvisato «indizi gravi, precisi e concordanti», così come le intercettazioni, concesse sì per la contestazione di un reato in particolare (l’autoriciclaggio) ma dalle quali sarebbero emersi elementi utili a confermare l’accusa di frode, come riporta oggi il Corriere di Brescia. Dichiarate, però, non utilizzabili. I reati ipotizzati (dal 2015 al 2020) vanno dall’evasione fiscale milionaria con omessa dichiarazione dei redditi, all’esterovestizione delle società, dall’autoriciclaggio alla sottrazione di beni al pagamento delle imposte.

Nell’indagine anche la compravendita del campo per il nuovo centro sportivo

Nell’udienza di ieri la procura ha prodotto nuovi atti di indagine. In particolare, documenti relativi a una recente perquisizione della Guardia di Finanza a Londra, là dove Cellino risulta residente e dove hanno sede alcune delle sue società. Ma anche la relazione delle Fiamme Gialle relativa agli accessi precedenti nelle proprietà e nelle aziende riconducibili agli indagati, durante le quali sono stati acquisiti carteggi, telefonini e computer. Ma questo sequestro probatorio è già stato protagonista di un’udienza davanti al Riesame in cui i legali hanno chiesto l’annullamento del provvedimento, e che a differenza di ieri comprende anche il filone relativo alla compravendita del campo per realizzare il centro sportivo del Brescia a Torbole Casaglia, in cui ci sono altri tre indagati; il sindaco di Torbole Roberta Sisti, l’assessore Mauro Ometto e Fabio Vizzini (della commissione urbanistica). Per questo le difese hanno chiesto in prima istanza l’inammissibilità delle produzioni, già oggetto di un ricorso diverso. Termini a difesa chiesti e ottenuti, invece, per i nuovi documenti depositati dalla procura, che ha tempo fino al 24 marzo per produrre ulteriori atti. Gli avvocati potranno replicare fino al 29. L’udienza si aggiorna al 31 marzo.

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