Cinque cambi? Il laboratorio serie C ha convinto. Ecco la testimonianza di due allenatori

Cinque cambi? Il laboratorio serie C ha convinto. Ecco la testimonianza di due allenatori

di Redazione PadovaSport.TV

Per l’eventuale ripresa dei campionati, c’è anche l’idea di poter dare ad ogni allenatore cinque cambi anziché i tre classici: l’ipotesi è un ovvio aiuto per le squadre che – in caso di ripartenza – saranno impegnate con partite ogni tre giorni. L’opportunità dei 5 cambi darebbe la possibilità di dosare gli sforzi e ridurre gli infortuni. L’esperimento è stato messo in pratica dalle squadre della Serie C, visto che la formula delle 5 sostituzioni è stata introdotta. Sulla Gazzetta dello Sport di oggi la testimonianza di due allenatori sull’utilizzo dei cinque cambi.

Brocchi (all. Monza): «La qualità dell’organico aiuta, ma non è l’unico fattore. Con più sostituzioni si alza l’intensità, aumenta lo spettacolo. E’ anche un bene per il gruppo: i ragazzi si sentono coinvolti, sanno di trovare spazio anche se non partono titolari. Strategia? Mi piace fare 2-2-1, due doppi cambi più uno nel finale. Dopo il 60’ sostituisco il trequartista, gli attaccanti e gli interni di centrocampo. Tendo a cambiare uomini e non sistema, che resta 4-3-1-2». E’ favorevole all’estensione della regolainAeinB? «Certo. Sono stati fermi troppo tempo, va ridotto il rischio di infortuni da sovraccarico. Spero venga introdotta in tutti i campionati in maniera stabile, non solo per terminare questa stagione».

Di Donato (all. Arezzo): Il suo Arezzo ha sfruttato i 5 cambi solo 7 volte in 27 giornate. Scelta o necessità? «Scelta. Cambiare così tanto nei 90’ significa sconfessare il piano partita, ha poco senso quando le cose funzionano. Però resta una grande possibilità, da lasciare a discrezione degli allenatori, spero anche nelle categorie superiori”. I suoi giocatori si sono mai lamentati per non essere entrati in campo? «Mai. Non solo per la loro professionalità, ma anche perché in un campionato così lungo sono riuscito a far giocare tutti, distribuendo le presenze». E’ più difficile gestire le sostituzioni quando bisogna schierare gli under per il minutaggio? «E’ un vincolo da tener presente, si accetta quando si sposa la politica di un club. E’ importante avere in rosa tanti giovani bravi, così da poter cambiare tra pari età».

 

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