Ghirelli: “Play-off ridotti? Ne vedremo delle belle. E sulla B a 40 dico che così la uccidiamo”

Ghirelli: “Play-off ridotti? Ne vedremo delle belle. E sulla B a 40 dico che così la uccidiamo”

di Redazione PadovaSport.TV
Consiglio Federale Ghirelli

Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli è intervenuto ai microfoni Rai, parlando di play-off e possibili riforme: Saranno playoff con molte sorprese, è evidente che siamo fermi dal 21 febbraio, la gran parte delle squadre, ed altre da inizio marzo. Sarà difficile organizzare amichevoli e si arriverà ai playoff senza questo tipo di preparazione. Il campo sarà una verifica spietata. Il fatto che alcune hanno rinunciato è un segnale di difficoltà della Serie C che non riguarda il professionismo. Quando si discute del perché alcune non accedono, dobbiamo ricordare che ci sono 3 livelli di professionismo, con differenti valori e risorse economiche, diritti tv e sponsor oltre che la conformazione delle società sul territorio. La nostra è una esperienza originale, piccoli comuni, piccole squadre, la provincia, le grandi squadre. Quest’anno sarà una formula ridotta, in partite uniche, ma ne vedremo delle belle”. Sulle polemiche… “Ho visto questo percorso con grande sofferenza e con grande rispetto delle idee diverse. Si sono confrontate due idee: la prima era quella di prendere in considerazione il fatto che ci fosse una particolarità della Serie C, una sua sofferenza e quindi non far pagare pegno a chi avesse avuto difficoltà in un campionato non terminato. L’altra, invece, è stata quella di scendere in campo e tornare a giocare. Io ho affrontato questo dibattito con grande rispetto: è stato travagliato, nessuno di noi pensava di poter vivere questa situazione. E’ bene che i toni siano bassi vista la situazione, poi c’è chi ha voluto innescare la polemica, ma io non me la ricordo neanche più. Ognuno deve difendere i propri interessi, ma non andare oltre quando si incoccia contro gli interessi generali”. Sulle riforme: “La B a 40 così la uccidiamo, sarebbe un disastro, anche loro hanno un problema serio di sostenibilità economica, come lo abbiamo noi. Dobbiamo accelerare il processo della formazione dei giovani talenti italiani. Perché i calciatori spesso decidono di andare a giocare in Serie D piuttosto che venire in Serie C? Dobbiamo ragionare sulle regole che dobbiamo mettere in campo. Solo al termine del processo vengono i numeri. Chi parte dai numeri vuole fare polemica, bisogna tornare a pensare al progetto a sistema che riguarda tutte le categorie”.

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