Lega Pro, anche il Lecco salta? Di Nunno: “Ho sbagliato degli investimenti e sono nella m…, stagione a rischio”

di Redazione PadovaSport.TV

Tra ieri sera e questa mattina a Lecco non si parla che delle dichiarazioni del presidente Paolo Di Nunno, che sembrerebbe intenzionato a mollare il club. Ieri in serata la versione del patron, intercettato da una trasmissione locale, era decisamente più fosca: “Lascio a stagione in corso, non ce la faccio” aveva detto. Dichiarazioni poi ribadite al quotidiano “La Provincia di Lecco”, che hanno seminato ovviamente un certo allarmismo. Poi la correzione, con uno spiraglio per finire il campionato: «Ho sbagliato degli investimenti di natura e sono nella merda – ha detto oggi – Ci hanno rubato dei punti a Busto Arsizio, dato che avevamo segnato un gol regolare. Oggi, lunedì, ho parlato con il Presidente di Lega Francesco Ghirelli e mi ha dato ragione. Se mandano questa gente incapace ad arbitrare è dura». Il patron scende nei dettagli della sua scelta: «Pensavo che Lecco mi avrebbe aiutato a tirare avanti la carretta. L’obiettivo era vincere il campionato, poi ci sono stati tanti problemi. Personalmente non sto bene di cuore, non posso morire per queste cose. Cercherò di tenere la squadra finché potrò, ma dopo la fine del campionato sicuramente lascerò. Lecco è provincia, la Lombardia è la regione più ricca d’Italia, ma nessuno si è mai fatto avanti per aiutarmi. Non potete pensare che io vada in giro a chiedere l’elemosina, ho otto figli a cui pensare e non posso lasciarli in mezzo alla strada per il calcio. Il Comune? E’ tutto a posto, mi ha dato una piccola somma per finire la palestra allo stadio. Mi servono dei soldi per pagare tutti, ma più di tutti serve qualcuno che mi affianchi e prenda le redini della società, sono disposto a lasciargli tutte le cariche. Non serve, comunque, fare allarmismo, il campionato lo finiamo». Dopo Trapani (già estromessa dal campionato), Livorno (quasi), ecco il Lecco. Una stagione davvero infelice per la Lega Pro.

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Di Nunno (con il bastone) insieme al figlio (senza bastone)

 

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