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Meglio tardi che mai, Balata arriva al punto: “In B le seconde squadre rendono irregolare il campionato”

Serie B, Balata

Il numero uno della serie cadetta è contrario alle formazioni under, che non potrebbero di fatto puntare alla promozione

Redazione PadovaSport.TV

Le squadre B che partecipano ai campionati minori permettono a molti giovani calciatori di fare esperienza a buon livello, ma di fatto il regolamento così com'è rende poco credibile il progetto. Se n'è accorto anche il numero uno della serie B, Mauro Balata, analizzando il tema delle seconde squadre al forum "Il Calcio che l'Italia si merita", organizzato dal Corriere dello Sport: "Siamo contrari, almeno nel nostro campionato, alle seconde squadre e riteniamo che oggi un modello di calcio giovanile italiano di grande livello esista e si chiami campionato di Serie B: lo abbiamo dimostrato, con i numeri e con calciatori selezionati anche dalle nazionali, tra cui quella di Mancini. Questo modello non va disperso: si è affermato e tante società hanno fatto fare minuti importanti a tanti calciatori che altrimenti sarebbero rimasti dispersi in qualche tribuna e oggi sono un patrimonio del calcio nazionale. In B le seconde squadre non potrebbero correre per la vittoria o per i playoff, questo renderebbe in radice irregolare la competizione".

Se per assurdo la Juventus Under 23, che oggi gioca il ritorno dei quarti di finale contro il Padova, dovesse approdare in serie B, che credibilità potrà mai avere di fronte agli altri club della categoria, che partecipano per ottenere il massimo risultato possibile? Come possono partecipare allo stesso campionato club che possono essere promossi con club a cui non è concessa questa possibiltà? Immaginate il caos nelle ultime giornate, se la squadra B dovesse incrociare altre squadre impegnate nel raggiungimento del proprio obiettivo, quante recriminazioni! Giustamente il presidente della serie B, Mauro Balata, sottolinea inoltre come già la sua categoria sia performante per i giovani calciatori con tanti giocatori in prestito dalla serie A e impiegati titolari (basta vedere il recente esempio della Cremonese). E nel mondo come funzionano le squadre B? In Inghilterra non esistono, in Germania e Francia, invece, le squadre filiali non possono andare oltre la terza divisione e la quarta divisione, rispettivamente. Nelle altre leghe, ad esempio Portogallo e Olanda, le seconde squadre possono arrivare fino alle soglie della massima serie, come in Spagna e Italia. In conclusione viene da fare una riflessione? Per un giovane calciatore è meglio crescere in una squadra B senza pubblico, senza pressioni, senza obiettivi, o in un club che rappresenta una città (magari una nobile decaduta, o una piazza con grande storia calcistica o con un progetto ambizioso)? La risposta sembra scontata...

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