Monza, Brocchi: “Le gare a porte chiuse? Non è calcio. E questa lunga inattività porterà problemi ai calciatori”

Monza, Brocchi: “Le gare a porte chiuse? Non è calcio. E questa lunga inattività porterà problemi ai calciatori”

di Redazione PadovaSport.TV

Forse bisognerà abituarsi all’idea: anche la prossima stagione potrebbe partire con le porte chiuse. Cristian Brocchi, allenatore del Monza, intervenuto ai microfoni di Radio KissKiss, ha detto la sua a proposito: “Le partite senza pubblico? Non è calcio. Io le ho giocate e le emozioni, l’adrenalina, lo spettacolo, non sono le stesse. Le emozioni che dà il calcio sono tante ed è giusto farlo col pubblico. Se non sarà possibile, si chiuderanno i campionati nella maniera migliore sperando che dal prossimo torneo si possa tornare pian piano alla normalità. Noi avremmo voluto concludere la stagione sul campo, per festeggiare una promozione con i tifosi che la aspettavano da tantissimo tempo. Se questo non sarà possibile, i meriti sportivi vanno tenuti in conto perché i miei ragazzi hanno fatto qualcosa di grande fino all’ultima partita giocata. Fisicamente c’è un grande problema – continua Brocchi – troppa inattività non va bene. In estate i calciatori hanno quattro o cinque settimane di vacanza e poi riprendono con una preparazione di un mese. Quindi si può solo immaginare quali problemi possano subentrare. Le sedute individuali sono fondamentali anche per questo, per rimettere il fisico dei giocatori al passo. E’ impensabile stare fermi due mesi e poi giocare subito ogni tre giorni. Le gare a porte chiuse? Non è calcio. Io le ho giocate e le emozioni, l’adrenalina, lo spettacolo, non sono le stesse. Le emozioni che dà il calcio sono tante ed è giusto farlo col pubblico. Se non sarà possibile, si chiuderanno i campionati nella maniera migliore sperando che dal prossimo torneo si possa tornare pian piano alla normalità. Noi avremmo voluto concludere la stagione sul campo, per festeggiare una promozione con i tifosi che la aspettavano da tantissimo tempo. Se questo non sarà possibile, i meriti sportivi vanno tenuti in conto perché i miei ragazzi hanno fatto qualcosa di grande fino all’ultima partita giocata”.

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