Perugia, Sabatini garantisce per Italiano: “L’ho allenato, il paragone con Pirlo regge”

di Redazione PadovaSport.TV

Il botto è stato grosso, il rumore fragoroso. Ieri il 35enne regista Vincenzo Italiano è sbarcato a Perugia, si è infilato la tuta e si è allenato, anche se solo in palestra, mentre fuori gruppi di curiosi ed entusiasti lo aspettavano. Naturalmente la società si è affrettata a smentire qualsiasi firma perchè il contratto non può essere depositato fino al 18 marzo, giorno in cui scadrà la squalifica. Formalità regolamentari. Quello di Italiano (più di 300 gare e qualche decina di gol tra A e B) è il colpo ad effetto, il crac del mercato di Lega Pro, realizzato da Santopadre, Moneti e dal ds Goretti che gli stavano addosso da un mese e hanno messo nel motore un trascinatore per le ultime 6 gare ed eventuali playoff.

Ma per capire la portata dell’acquisto, niente di meglio che l’opinione del tecnico perugino Carlo Sabatini che lo allenò al Padova due anni fa: “Innanzitutto Italiano è un gran giocatore – dice Sabatini -, un gran bel vedere per gli occhi e per la Lega Pro un lusso assoluto. Con me e Dal Canto a Padova ha fatto cose incredibili. Fisicamente è ancora integro, un regista classico di enorme qualità, con grande capacità di verticalizzazione, che detta i tempi, gioca corto e soprattutto lungo con grande disinvoltura, capace di pescare il compagno a 40 metri, bravo in copertura dove grazie alla sua esperienza si trova spesso al posto giusto nel momento giusto. In più, ha un gran tiro di forza e precisione: con me ha segnato 6 gol, una volta contro il Mantova addirittura da 30 metri. Quante partite ha risolto con Verona, Chievo e Padova di cui è stato anche capitano. Nello spogliatoio e in campo è un leader. Come accade con Pirlo alla Juve, dargli palla non è un consiglio, è un ordine. E badate che nelle caratteristiche il paragone regge. Pirlo è inarrivabile ma Italiano è il regista perfetto, una manna dal cielo per chi attua il 4-3-3 o il 4-3-1-2”.

Scoperto da Foschi, a Verona (11 stagioni) è una bandiera. Uno che in carriera ha avuto maestri come Cagni, Prandelli, Malesani, per il carattere forte rapporti non sempre idilliaci con Di Carlo, Calori, Ficcadenti, Cosmi (nella parentesi al Genoa) ma che dovunque è stato amato e ha lasciato il segno. Nella sua carriera le partite memorabili sono decine. Per restare al Padova basti ricordare i gol a Livorno e Torino (storica vittoria 2-0 al Delle Alpi) che nel 2011 portarono i playoff. Ma un segnale di chi è Vincenzo Italiano lo dà anche la vicenda delle scommesse: scoppiato il bubbone, ha lottato come un leone fino a vedersi assolto al Tnas da qualsiasi accusa di illecito, accogliendo col sorriso la sentenza “politica” di uno stop di 9 mesi comminato per evitare richieste di risarcimento. Chi ieri in sede a Pian di Massiano ci ha parlato e lo ha guardato negli occhi, vi ha letto solo una enorme voglia di riscatto…

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