Quando Maradona incoronò Baggio: “Diventerà il numero uno”

Il ricordo del giornalista David Guetta sul Corriere Fiorentino

di Redazione PadovaSport.TV

All’improvviso è solo [….] senza la solita corte dei miracoli intorno […] È il 17 settembre 1989, sono le 18 di un soleggiato pomeriggio napoletano e Re Diego non dice di no. Parte l’intervista che ha come protagonista Roberto Baggio. Un paio di ore prima Robertino aveva scartato mezza difesa del Napoli (e forse anche un paio di raccattapalle…) partendo dal centrocampo segnando un gol indimenticabile. Nell’ammirare quel capolavoro era impossibile non andare con la memoria a ciò che aveva fatto in Messico contro l’Inghilterra tre anni prima lui, Diego Armando Maradona. «Il gol di Baggio? Bellissimo, mi sono alzato anch’io dalla panchina per applaudirlo». Ora, il fatto strano non è tanto il tributo concesso al numero dieci viola, perché tra campioni accade, quanto la circostanza che il Re non giocasse e fosse seduto ad aspettare il suo turno. Era successo che dopo un’estate a dir poco tormentata Diego avesse cominciato la preparazione con un ritardo mostruoso e che quindi non fosse ancora in grado di reggere i novanta minuti. Lo sostituiva Massimo Mauro, che da opinionista sarebbe poi diventato uno dei bersagli preferiti dei tifosi viola, ma c’era la stessa differenza che esiste tra mangiare e stare a vedere. Il primo tempo di quel Napoli-Fiorentina è quasi un sogno: giocano tutti benissimo, da Di Chiara a Battistini, da Dunga a Pioli e perfino il povero Dertycia fa la sua figura. E poi c’è lui, Baggio. SFOGLIA LE SCHEDE PER CONTINUARE A LEGGERE

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