Rossettini e le bestemmie: “Non capisco la squalifica, sono cristiano! Ricostruzione sbagliata”

di Redazione PadovaSport.TV

Toglietegli tutto, ma non la sua fede, la sua immagine di vero cristiano. Luca Rossettini, 35 anni, difensore del Lecce, 300 partite in Serie A, accetta la squalifica, per il cartellino rosso subìto in panchina per decisione dell’arbitro Aureliano domenica a Cosenza, però non manda giù la motivazione. Lui che avrebbe bestemmiato, sarebbe davvero… una blasfemia, per chi lo conosce bene, per chi sa le sue abitudini.

“Alzandosi dalla panchina, contestando l’espulsione del proprio allenatore, così riporta il comunicato del giudice sportivo, avrei proferito un’espressione blasfema – è la dichiarazione di Rossettini -. Se da un lato confermo che, al momento dell’espulsione di mister Corini, ho espresso il mio dissenso per la decisione assunta nei confronti dell’allenatore, dall’altro, nego fermamente di avere utilizzato alcuna espressione blasfema. Senza volere disconoscere il valore del referto dell’ufficiale di gara e dando atto della difficoltà della ricostruzione dell’accaduto, non posso non evidenziare come non appartenga alla mia indole, alla mia educazione e al mio modo di vivere e praticare la fede cristiana l’utilizzo di tali espressioni. I principi ed i valori in cui credo mi portano a non ricorrere mai, in nessuna circostanza, a espressioni di tal genere. Sono convinto, nella consapevolezza della difficoltà del ruolo arbitrale, che si sia trattato di un semplice errore di percezione in una fase assai concitata della gara, ma ho il dovere di ribadire di non avere pronunciato l’espressione blasfema che erroneamente mi viene attribuita”.

Casa e chiesa

Impegnato con la sua famiglia (moglie e tre bambini, che l’anno scorso hanno vissuto con lui a Lecce) nelle attività parrocchiali a sostegno dei più bisognosi, Rossettini è un fervente cristiano. In ogni trasferta, Claudio Vino, team manager del Lecce, predispone, tramite gli alberghi nei quali alloggiano i giallorossi, una messa officiata da un prete locale: è una richiesta del difensore, che segue la funzione religiosa insieme con il portiere brasiliano Gabriel. La società presieduta da Saverio Sticchi Damiani ha preso posizione con un comunicato, scegliendo di non proporre ricorso per la squalifica. “L’U.S. Lecce prende atto della nota di Rossettini, di cui conosce e apprezza i valori etici e morali, esprimendo il proprio convincimento circa la verità degli accadimenti come ricostruiti dal calciatore. Tanto, al fine di tutelare l’integrità morale del calciatore e senza alcuna finalità strumentale dal momento che, di comune intesa, non verrà proposto ricorso contro la squalifica, nella consapevolezza che non si possa superare la valenza probatoria del referto di gara pur fondato, in buona fede, su un errore di percezione”. (Da Gazzetta.it)

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