Serie C, meno due alla grande decisione: come ripartire? Ghirelli prepara la bomba: “Via le fideiussioni”

di Redazione PadovaSport.TV

Venerdì la serie C vuole prendere una decisione. In attesa del quando, prepara il “come” ripartire. Un tema, per nulla trascurabile considerato il blocco di capitali per centinaia di migliaia di euro da parte di ogni club, è quello delle fideiussioni necessarie per l’iscrizione. La proposta di Ghirelli è radicale: «Le tolgo. Le toglieremo e aumenteremo i controlli per evitare che qualcuno ne approfitti o che restino penalizzati coloro che seguono le regole di gestione e di pagamenti – spiega il numero uno della Lega Pro, intervistato da TuttoSport – Vede, ora dobbiamo compiere un salto di qualità molto importante, direi perfino etico. In questi mesi ci siamo occupati, e mi lasci dire con un discreto successo, di controllare iscrizioni e gestione per togliere di mezzo i furbi e gli sciacalli. Ora dobbiamo agire per tutelare gli onesti, coloro che investono soldi per consentire di avere il calcio in tutta Italia. Per questo lavoriamo su sostenibilità endogena (fondi di solidarietà e molto altro) ed esogena (deducibilità delle sponsorizzazioni, spostamento di scadenze) che illustrerò venerdì. La riforma del campionato proposta da Gravina? Ora mi concentro sulla sostenibilità e sulla salvezza del campionato poi, quando il dolore sarà passato, parleremo volentieri anche di riforme. Gabriele sa che non è un tabù». Gravina e Ghirelli si conoscono e si stimano da decenni e hanno una grande sintonia sulle riforme “di sistema” da apportare al calcio: nulla di nuovo. Le parole del presidente Figc, casomai, hanno sollevato più di qualche perplessità tra i club sia perché è sembrata una eccessiva fuga in avanti, quando ancora non è chiaro se ci saranno retrocessioni e promozioni con il rischio di ricorsi, sia perché c’è timore riguardo alla scelta dei 20 club di elite, come ha sintetizzato a TMW Oscar Magoni, ds del Renate: «Guardando la tifoseria non potremmo esserci, ma guardando i risutati sul campo sì: per meriti sportivi valiamo molto più di tante altre squadre blasonate. Quindi chi stabilisce chi è l’élite o meno?». Priorità, ora, alla sopravvivenza.

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