La storia

Dilettanti, allenatore esonerato: glielo comunica il portiere d’albergo

Dilettanti, allenatore esonerato: glielo comunica il portiere d’albergo

Protagonista Paolo Tarozzi, ex capo ufficio stampa del Milan, che a dicembre scorso aveva ricevuto la chiamata per allenare il Roccella

Redazione PadovaSport.TV

Una singolare storia di calcio raccontata oggi dalla Gazzetta dello Sport, che riguarda la serie D calabrese. Protagonista Paolo Tarozzi (che non è il Tarozzi che ha vestito la maglia biancoscudata, Andrea), ex capo ufficio stampa del Milan ai tempi di Sacchi con la passione di allenatore diventata il suo lavoro negli ultimi anni.

Da Milano all'esperienza calabrese

È stato esonerato da un portiere d’albergo alle 11 di sera il giorno prima della partita con una busta contenente 300 euro e un biglietto aereo per Milano. Sembra una storia inventata, invece è tutto vero. Perché è quello che è successo a Paolo Tarozzi, nei 40 giorni di permanenza a Roccella Ionica, arrivato da Milano per allenare una squadra di Serie D. «Quello di fare l’allenatore è un desiderio che ho sempre avuto e quando mi è capitata l’occasione di farlo in maniera impegnativa (Tarozzi ha girovagato tra le giovanili di Pavia e Legnano allenando anche in Svezia nelle categorie minori, ndr) non me la sono fatta scappare». In Calabria lo porta il ds. Massimiliano Leghissa che lo mette in contatto con il presidente del Roccella Rocco Femia che ha da poco esonerato l’allenatore Galati. «Dovevo venire a luglio - ha spiegato Tarozzi - poi non se ne fece nulla ma a dicembre del 2021 sono stato chiamato al posto di Galati e ho accettato. Millecinquecento euro al mese più spese ma ero entusiasta e così avevo deciso di tralasciare anche gli affari di famiglia e dell’azienda alimentare dove svolgevo le mie mansioni». Tarozzi dura due partite, con due sconfitte: 4-0 alla prima, con molte assenze per Covid, 1-0 in casa.

Poi la svolta: «Prima della terza gara contro il Sersale - racconta -  alle 23 di venerdì il portiere dell’albergo dove soggiornavo mi bussa alla porta e mi consegna una busta con dentro 300 euro e un biglietto aereo Lamezia–Milano per il giorno dopo. Me l’ha portato uno della società, mi dice, ma non so chi sia». Tarozzi allora prova mettersi in contatto col presidente Femia ma senza fortuna e nemmeno il direttore sportivo Leghissa si fa rintracciare. «Ci ho provato in tutti i modi ma non sono riuscito a parlare con nessuno. Il giorno dopo alle 9 mi aspettava fuori dall’hotel un autista che mi doveva accompagnare all’aeroporto». Il Roccella dopo non si è più rialzato, ha perso altre partite con il precedente allenatore ed è ultimo in classifica. Tarozzi è tornato intanto a lavorare all'azienda di famiglia, in attesa di un'altra chiamata.

 Tarozzi ai tempi del Milan di Sacchi
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