Serie D, molti club che saranno retrocessi sono pronti a diffidare Coni e Figc: la situazione

Serie D, molti club che saranno retrocessi sono pronti a diffidare Coni e Figc: la situazione

di Redazione PadovaSport.TV

Con la chiusura del campionato di Serie D da parte della FIGC la LND ha comunicato i propri verdetti alla Federazione per quanto riguarda la stagione 2019/2020. Promosse in Serie C le prime di ogni girone e retrocesse in Eccellenza le quattro ultime di ogni raggruppamento. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport 30 fra le 36 società retrocesse hanno preparato una diffida da inviare a Governo, CONI e FIGC per far valere le proprie ragioni.

Proprio in queste ore è stato costituito un comitato denominato ‘Salviamoci’, una vera class action per impedire che venga applicata una norma iniqua atta a far retrocedere d’ufficio i club che non hanno potuto giocarsi sul campo le proprie chance di salvezza. Il presidente del Grumentum Antonio Petraglia, noto avvocato del club partecipante al girone H di serie D nella trasmissione ‘Riunioni di D’ di Valerio Caprino ha promosso questo coordinamento di tutte le ‘Escluse’ che si farà sentire nelle sede legali opportune ma soprattutto chiederà di essere ricevuto direttamente a Roma per esprimere il proprio dissenso alla retrocessione d’ufficio.

Anche il presidente del Levico Sandro Beretta (nella foto, al centro) ha avuto parole dure nei confronti dei vertici della Serie D. “Hanno prevalso chiaramente altre logiche che con il “merito sportivo”, termine che in maniera vergognosa accompagna queste delibere, tanto da far arrossire anche il più navigato dei dirigenti sportivi, nulla hanno a che spartire. La cosa che più mi fa incazzare è la mancanza di rispetto per gli sforzi enormi che queste Società, come la nostra e molte altre, mettono in campo per disputare uno dei più bei campionati nazionali che vi siano, la Serie D, anni di lavoro, di progettualità, di collaborazione con le altre società del territorio, sia a livello di settore giovanile che di prima squadra, buttati alle ortiche da scelte scellerate e senza logica sportiva, fatte dai vertici federali. Sforzi di Società sportive, dei loro dirigenti, di intere Comunità, abituati a guadagnarsi i titoli ed i meriti, quelli si sportivi, sul campo e non a tavolino. Se vogliamo pensare di porci un obiettivo ambizioso che è quello di provare a migliorare la flebile credibilità di questo bellissimo sport che è il calcio, lasciando da parte il valore, qui elevato, della spettacolarità, dobbiamo invertire rotta, le decisioni devono essere mosse non da interessi particolari ma da un interesse generale, quello dello Sport. Servono dirigenti federali di altro rango, non ci possiamo accontentare di delibere condite con passaggi come “aver agito con la massima accortezza” o che si basano su “merito sportivo”,quando poi i fatti dicono esattamente il contrario. Non siamo il popolo bue. Servono dirigenti dalla schiena dritta, dai principi sportivi forti, che non si nascondono dietro il dito quando devono prendere decisioni, solo così il nostro calcio potrà diventare anche credibile. Fino ad allora, ci dovremo far bastare lo spettacolo delle giocate dei nostri campioni e le grandi scivolate dei nostri dirigenti, che per quanto mi riguarda, non sono più disposto ad accettare. Vedo lo sport come grande veicolo di valori, forse il più grande, ma nei fatti il nostro calcio da questo punto di vista deve crescere anni luce, e siccome le cose le fanno le persone, finché le persone sono queste difficile immaginare grandi salti in avanti”

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy