La rivale

Südtirol, Poluzzi il migliore in Europa: “Pagliuca mi sgridò quando ero ragazzino, ora ho capito che…”

Südtirol, Poluzzi il migliore in Europa: “Pagliuca mi sgridò quando ero ragazzino, ora ho capito che…”

L'estremo difensore del Südtirol si racconta al TGR Bolzano

Redazione PadovaSport.TV

Giacomo Poluzzi, portiere del Südtirol, non prende gol da ben 937 minuti ed è l'unico ancora con una striscia del genere nel Vecchio Continente. Anche grazie a lui, la difesa del Südtirol, in questa fase del campionato rivale numero uno del Padova, è un vero bunker. Nato e cresciuto a Bologna, dopo 11 partite ha subito solo 1 gol, l'ultima risale al 4 settembre contro l'Albinoleffe. Lo stesso portiere al TGR Bolzano a Rai 3, ha parlato dei suoi fantastici numeri e di alcuni suoi aneddoti ai tempi del Bologna.

COME I GRANDI PORTIERI - Sull'accostamento con i grandi portieri d'Europa, ha dichiarato: "Essere accostato a questi nomi così importanti è sicuramente un onore. Sono consapevole che i nostri numeri sono importanti anche se in una categoria inferiore, ma fa comunque piacere".

BOLOGNA - Sull'esperienza nella squadra rossoblù: "Ci buttavano dal settore giovanile a fare i racchetta palle allo stadio Dall'Ara. Ricordo che era sempre un emozione perchè stavo dietro la porta per scrutare qualche segreto ai portieri che capitavano lì, cercando di rubare loro sempre qualche maglietta e pantoloncino. Ho avuto il piacere di vedere campioni come Baggio, Pagliuca e Zidane. E' un ricordo che conservo con piacere dentro di me".

PAGLIUCA - Sull'aneddoto con Pagliuca: "Una volta mi ha rimbrottato perchè gli ho dato la palla troppo velocemente e il Bologna stava vincendo. In quel momento non avevo capito l'importanza di quelle piccole cose, ma ora lo capisco ed aveva ragione".

Sulla decisione di diventare portiere, ha rivelato: "Un giorno l'allenatore dei portieri, Paolo Cimpiel, famoso vincitore dello Scudetto con il Bologna mi disse di scegliere se fare l'attaccante o il portiere, oppure non mi avrebbe allenato più. Da quel giorno in poi decisi di fare sempre il portiere e non abbandonai più questo ruolo così speciale. A mio figlio consiglio sempre di fare l'attaccante, però per me rimane comunque un ruolo bellissimo".

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