Vicenza, tra vicende di campo e societarie

di Redazione PadovaSport.TV

Vediamo come si avvicina il Vicenza al derby di domenica contro il Padova. L’articolo è riportato da biancorossi.net:

Possono bastare otto giornate di campionato per dare un giudizio sul nuovo Vicenza di mister Breda? Nello scorso torneo l’ottavo turno fu fatale a Silvio Baldini che vide il suo Vicenza perdere al Menti contro il Varese di Rolando Maran. La formazione berica aveva conquistato solo tre punti e da queste pagine alzammo altissimo il grido d’allarme che l’andazzo avrebbe portato a rischiare la retrocessione in lega Pro, cosa poi puntualmente verificatasi. Adesso i punti in graduatoria sono nove, la rosa a disposizione di mister Breda ha valori superiori e l’inizio è stato tutto sommato, vista l’estate trascorsa più parlando di processi che di calcio, sufficiente. Ma la serie B è categoria tosta, non ti concede di mollare mai un secondo nemmeno di un centimetro altrimenti sei… fottuto. La sconfitta di Bari, oltre ad un’attenta analisi dei difetti tecnici della squadra, deve insegnare questo.

Il Vicenza di oggi è una compagine che può far bene, può per dirla chiara centrare una salvezza senza particolari patemi e, se accadesse, nell’era Cassingena sarebbe di fatto la prima volta. Al “San Nicola” però abbiamo visto una squadra spenta, amorfa, e in balia dell’avversario per un’ora fino a quando non è arrivato il gol dei pugliesi come logica conseguenza di quello che stava accadendo in campo. Solo dopo si è visto un Vicenza all’altezza della situazione ma, come recita un famoso proverbio, il recinto è stato chiuso quando i buoi erano già scappati. Qualcuno a fine gara ha detto che una giornata storta ci sta e che non c’erano da fare drammi, noi invece pensiamo che sia opportuno che la partita di Bari sia esaminata attentamente in tutti i suoi aspetti perché non fosse così significherebbe che la storia degli anni passati non ha insegnato nulla. Perché la prima ora di (non) gioco ci ha ricordato troppo da vicino il Vicenza dei tanti anni bui passati, senza determinazione, con poche idee e la solita mentalità perdente che ha caratterizzato questi ultimi campionati biancorossi. E questo è un problema su cui si deve lavorare, tanto quanto sugli aspetti tecnici che non funzionano. Perché anni di sconfitte hanno lasciato un segno difficile da cancellare ed invece c’è la necessità di invertire un trend che altrimenti rischia di consegnarci un’altra stagione da dimenticare.

Per uscirne la via più semplice, ma forse anche l’unica, è quella di portare al timone di via Schio un’altra proprietà. Non stiamo a ripetere quello che è accaduto in otto anni di gestione Cassingena, le vicende sono note, come l’infinità di errori commessi ed i risultati  sportivi conseguiti. L’ora del cambiamento, quindi, non è più rimandabile, si respira ovunque la necessità di una nuova proprietà che possa azzerare il passato e regalare agli impagabili tifosi del Vicenza nuove speranze per un futuro che possa riportare questi gloriosi colori ai fasti che meritano. Delle vicende societarie abbiamo taciuto per un po’ anche perché di chiacchiere eravamo stanchi tutti, ma adesso c’è chi è uscito allo scoperto e ha confermato che sta trattando il Vicenza.

Oltre all’avvocato Angelo Massone, che non ha abbandonato l’idea di prendere il Vicenza, anche Rino Dalle Rive e Lino Chilese hanno pubblicamente confermato di voler acquistare la società biancorossa. Con loro ci sono anche altri tre imprenditori, due portati da Tiziano Cunico e uno vicino a Dalle Rive, che per il momento hanno preferito restare al coperto. Così come un gruppo di circa venti imprenditori berici, di cui fa parte anche Giuliano Fosser, hanno promesso appoggio all’iniziativa e sono pronti ad acquisire una quota di minoranza. Si tratta, quindi: ma quali sono gli ostacoli da superare perché avvenga il tanto agognato passaggio di consegne in via Schio? Di sicuro il problema più grave è l’esposizione debitoria, che è decisamente pesante e che in queste ore è al vaglio dei commercialisti dei possibili acquirenti che andranno ad esaminare l’ultimo bilancio approvato pochi giorni fa. Resta da capire anche quante difficoltà potrà creare l’annosa questione legata al centro tecnico di Isola Vicentina i cui affitti non pagati (circa 500 mila euro?) dovranno essere saldati dalla nuova proprietà come si è affrettato a precisare Sergio Cassingena. Una soluzione, però, potrebbe essere rappresentata dalla disponibilità di un imprenditore scledense a subentrare alla River Srl nella gestione del Centro tecnico, andando a chiedere alla nuova proprietà un affitto mensile molto più abbordabile di quanto non chieda adesso (40 mila euro mensili) la società proprietaria del centro tecnico di Isola Vicentina.

In ogni caso serviranno tanti soldi per acquisire una società con un parco giocatori decisamente impoverito considerato che l’ultimo mercato si è chiuso con un attivo di circa 3,5 milioni di euro. Ma è da ricostruire anche il settore giovanile e, soprattutto, c’è da far crescere in biancorosso i giovani più promettenti visto che troppo spesso negli ultimi anni la scelta (o la solita necessità di far cassa?) è stata quella di cederli all’età di 15, 16 anni. Una situazione che solo l’arrivo di una nuova proprietà che porti un progetto serio e sia “danarosa” può invertire.  Ecco perché adesso la partita più importante si gioca sul tavolo della trattativa societaria. Perché è opportuno sottolineare che, se fallissero ancora una volta le trattative di cessione della maggioranza del Vicenza calcio, il futuro della gloriosa società biancorossa sarebbe buio, buio pesto.

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