primo piano

Iori: “Il Padova? Bravi a nascondersi quest’estate”

Parola d’ordine: aggressività. Quella che è del tutto mancata nel primo tempo della partita di domenica. Quella che permette di fare il salto di qualità in un campionato come la Lega Pro, in cui nessuno tira indietro la gamba. Quella che ti...

Redazione PadovaSport.TV

Parola d’ordine: aggressività. Quella che è del tutto mancata nel primo tempo della partita di domenica. Quella che permette di fare il salto di qualità in un campionato come la Lega Pro, in cui nessuno tira indietro la gamba. Quella che ti fa superare avversari “scorbutici” come la Pro Piacenza vista al Tombolato. Manuel Iori, capitano e leader di questo Cittadella dal grande potenziale in buona parte ancora inespresso, lo sa bene e non si nasconde: «L’atteggiamento mentale non era quello giusto. Dobbiamo ancora analizzare l’incontro, lo faremo domani (oggi, ndr) alla ripresa degli allenamenti, ma è chiaro che una squadra come la nostra, costruita per disputare un torneo di vertice, non può permettersi di regalare una mezz’ora buona all’avversario, com’è successo domenica», afferma il regista granata. Sembra quasi che la Pro Piacenza vi abbia colti di sorpresa con il suo pressing alto: vi aspettavate una tattica più attendista da parte degli uomini di Viali? «Non puoi mai sapere che gara vorrà fare l’avversario e devi anche saper leggere la partita in corso d’opera. Però è evidente che, da parte nostra, è stato sbagliato l’approccio. L’avevamo preparata bene, eppure in campo abbiamo lasciato troppo spazio fra le linee e, nel primo tempo, ci siamo trovati spesso a dover tamponare le falle che si creavano perché eravamo “lunghi”. In più, abbiamo sbagliato qualche appoggio di troppo in uscita dalla nostra area, e questo ha peggiorato la situazione. Tuttavia, occorre ripartire anche dalle cose positive fatte vedere». Ovvero? «Dalla capacità di riagguantare un incontro che si era messo male. In vantaggio di un gol, la Pro Piacenza era nella situazione ideale e non era per nulla scontato che riuscissimo a riprenderla. Nel secondo tempo, invece, abbiamo cambiato volto». Resta il fatto che adesso non si può più scherzare: sabato alle 17.30 sarete a Pavia, in casa dell’attuale vice-capolista. E poi ci sarà il derby… «A questo punto della stagione non possono essere considerate sfide decisive, ma di sicuro entrambe costituiscono un bel banco di prova. Io sono abituato a pensare ad una gara per volta: concentriamoci sul Pavia, una squadra completa in ogni reparto e con elementi che conoscono bene la categoria. Dovessi citare un solo giocatore da tenere d’occhio, direi Bellazzini, ma ce ne sarebbero tanti. Attenzione, però: se è un esame per le nostre ambizioni, lo è pure per le loro». E questo Padova? Se l’aspettava lassù? «Sì. In casa biancoscudata sono stati molto bravi a nascondersi, quest’estate. Hanno sempre mantenuto il profilo basso ma poi, se si va a vedere la rosa che è stata allestita, ci sono giocatori di categoria superiore come Corti, Fabiano, Diniz e Neto, inseriti nell’intelaiatura che tanto bene ha fatto l’anno scorso. Sono elementi di qualità, aggiunti ad una formazione che già aveva un suo gioco». Se non altro affronterete entrambe con un Litteri diverso: finalmente il centravanti catanese si è sbloccato. «Era naturale che all’inizio incontrasse un po’ di difficoltà, non giocando da alcuni mesi. Credo che migliorerà di partita in partita, come già sta facendo. E poi sappiamo tutti quanto trovare il gol aiuti gli attaccanti…». Recupero di mercoledì. Intanto, la Lega ha comunicato la data per il recupero del match della 2ª giornata tra Pro Patria e Cittadella, non disputato il 13 settembre: si giocherà mercoledì 14 ottobre, alle ore 15, allo stadio Carlo Speroni di Busto Arsizio.