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Il nuovo regime di licenze riscrive le regole del mercato del gioco d’azzardo online in Italia

Redazione PadovaSport.TV
Il nuovo regime concessorio è iniziato, ci sono 52 concessioni dalla durata di 9 anni, ogni licenza prevede un contributo una tantum da 7 milioni e c’è il limite a una sola skin per operatore. L’attivazione dei servizi è prevista...

Il nuovo regime concessorio è iniziato, ci sono 52 concessioni dalla durata di 9 anni, ogni licenza prevede un contributo una tantum da 7 milioni e c'è il limite a una sola skin per operatore. L'attivazione dei servizi è prevista entro maggio 2026. La spesa relativa ai casinò online è arrivata a 277,2 milioni, con più di 6,6 miliardi di raccolta al mese.

L'Italia ha riscritto le regole del gioco online. Il nuovo sistema, che si basa sul decreto legislativo 41/2024 e sulla gara Adm, ridisegna l'accesso al mercato e spinge verso degli operatori più strutturati. Il vantaggio per gli utenti è che gli operatori sono sicuri, affidabili e super regolati. Se sei curioso di conoscere i migliori bonus e i giri gratis senza deposito più vantaggioso, trovi più bonus su Grazieslot, la piattaforma che si occupa di selezionare per te le offerte migliori. Dietro c'è un intero team di esperti che confrontano i vari operatori e che filtrano le offerte in base agli importi e alla convenienza. Grazieslot è una piattaforma leader in questo settore e ti fornisce tutte le indicazioni di cui hai bisogno per fare delle scelte consapevoli e informate.

Cosa cambia davvero con le nuove licenze online in Italia

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La riforma introduce una licenza unica con contributo iniziale di 7 milioni di euro, dalla durata di nove anni e un limite operativo a una sola skin per concessione. L'obiettivo è avere un mercato più ordinato e contendibile, con dei paletti tecnici e organizzativi più severi lungo tutta la filiera.

Dopo i ricorsi, il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità del bando e ha chiuso la fase di incertezza. Il risultato è che c'è meno frammentazione, più responsabilità diretta dell'intestatario della concessione e processi di conformità più presidiati.

Sette milioni a licenza, nove anni di durata e una sola skin

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Il contributo una tantum da 7 milioni aumenta la soglia d'ingresso, la durata novennale consente dei piani d'investimento più lunghi e la skin unica impone delle scelte chiare sul branding e sul posizionamento. Gli effetti si vedono già: più concentrazione del mercato e più attenzione all'omnicanalità, tendenza che in Italia si è rafforzata negli ultimi anni e che oggi diventa quasi una condizione strutturale.

I dati 2019-2024 mostrano come la spesa dell'online sia passata da 1,9 a 5 miliardi, con gli operatori omnichannel saliti al 72% della quota.

Cinquantadue concessioni al via e cronoprogramma di attivazione entro metà maggio 2026

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La nuova stagione è già partita. Dal 13 novembre 2025 sono attive 52 concessioni di gioco a distanza. La circolare Adm del 7 novembre ha fissato delle indicazioni chiare sulla migrazione, sui domini e sulle tempistiche, ha chiarito che l'operatività va avviata entro sei mesi dall'assegnazione, quindi entro il 14 maggio 2026.

Varie testate di settore hanno precisato che le 52 licenze sono state aggiudicate a 46 operatori, questo significa che il quadro competitivo è più selettivo. Per gli addetti ai lavori, questi sei mesi sono il banco di prova per armonizzare i sistemi, allineare le interfacce, chiudere le certificazioni, sistemare il Kyc e la tracciabilità.

Domanda sostenuta tra casinò e scommesse mentre il gettito rallenta

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A novembre il settore dei casinò online registra 277,2 milioni di spesa e più di 6,6 miliardi di raccolta nel mese, segno che mantiene interesse anche nella fase di transizione. Sulle scommesse nel calcio e negli altri sport, l'autunno mostra delle oscillazioni: ottobre vede un calo della spesa online del 3,5%, mentre la raccolta totale tra online e rete fisica supera 1,88 miliardi. Il bollettino Adm del terzo trimestre indica 2,36 miliardi di entrate, -10,2% rispetto al 2024, un rallentamento che gli analisti collegano alla stagionalità e alla ricalibrazione delle offerte in attesa del nuovo assetto.

I dati trimestrali segnalano una raccolta complessiva di 41,9 miliardi nel secondo trimestre, con 36 miliardi tornati ai giocatori e 3,2 miliardi di gettito per l'Erario. Si conferma un mercato ampio, dove la dinamica della spesa è sensibile alla composizione dell'offerta e alla calendarizzazione sportiva, ma il passaggio al nuovo regime non ha inceppato il sistema.

Cosa significa per gli operatori, i fornitori e i giocatori

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La licenza più cara e la skin unica obbligano a delle scelte nette. Un brand principale forte, un portafoglio di prodotti essenziale e delle partnership tecnologiche affidabili. Per i fornitori, il 2025-2026 è l'anno degli upgrade: antiriciclaggio integrato, monitoraggio del margine, reporting in tempo reale e migrazioni senza interruzioni.

Per i giocatori di Padova e di tutta Italia, l'effetto visibile è più omogeneità di interfaccia e, verosimilmente, delle promozioni meno frammentate tra i micro-siti, con un focus sulla qualità complessiva. Il quadro normativo codifica il perimetro e riduce gli spazi di ambiguità, mentre la giurisprudenza recente ha messo un punto sui profili più discussi del bando.

Come sarà il 2026 tra stabilità regolatoria e nuove strategie

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Il 2026 dovrebbe essere l'anno della piena stabilizzazione con tutte le concessioni attive, gli assetti omnicanale più chiari e una concorrenza che si gioca sull'usabilità, sulla profondità di catalogo e sull'integrazione con i punti vendita fisici. La combinazione tra la durata di nove anni e la skin unica spingerà gli investimenti selettivi sui contenuti e sulla tecnologia, mentre i conti pubblici potranno beneficiare della tracciabilità.

Quindi, il nuovo regime ha riscritto le regole e ha alzato l'asticella: meno rumore di fondo, operatori più solidi e un mercato che ha ancora dei margini per innovare senza perdere di vista la semplicità dell'esperienza utente.