La firma sull'unico derby vinto (2-1) dal Cittadella al Tombolato. Una deviazione vincente da distanza ravvicinata al primo minuto di recupero, pesantissima appunto. Per la boccata di ossigeno all'allora classifica dei granata, che erano reduci da tre stop consecutivi, e anche per le conseguenze sui biancoscudati, nel dopo gara contestati vivacemente dai tifosi. Con Ezio Glerean - appunto già nei panni di ex granata - che di lì a poco avrebbe consegnato le dimissioni, poi respinte. Sulla panchina del Citta c'era Rolando Maran. Era il 23 novembre 2003, campionato di serie C1. Match winner, Joachim De Gasperi. Anche oggi, sempre lì. E pronto più che mai a giocarsi pure questo derby: «Sono al Cittadella da una vita (undici anni, ndr), ci tengo tantissimo. Cerco di fare una settimana di avvicinamento perfetta, sempre comunque in serenità».
Di nuovo alla parentesi amarcord. Ricorda quel gol? «Ero appena entrato, ho segnato il 2-1. Cross laterale di Amore (autore del primo sigillo granata, pareggiato momentaneamente da Romondini, ndr), palla non pulitissima in area perchè era stata deviata da un difensore, mi sono trovato solo a tre-quattro metri della porta e con il sinistro ho fatto centro sul primo palo. In porta c'era Colombo».
Memoria di ferro, non c'è dubbio. E continua: «Con il Padova riesco sempre a fare buone partite, e ho altri ricordi belli. Come il gol nell'1-1 segnato nel campionato precedente sempre al Tombolato, in quella occasione con un colpo di testa».
Torniamo ai giorni nostri, con sosta però al derby dell'andata all'Euganeo. Va male (2-1 per i biancoscudati), ma nel primo tempo il Cittadella poteva chiudere almeno sul 2-0. E Foscarini aveva spiazzato tutti, rivoltando la formazione iniziale: «Per me è stata la prima partita da titolare in stagione, anche per Gorini. Il tecnico si è affidato alla vecchia guardia, ed è stata una sorpresa un po’ anche per noi. Quella partita è stata la nostra svolta: abbiamo perso, ma giocato una buonissima gara. E da lì abbiamo iniziato a fare risultati».
Proiettiamoci a lunedì sera: si aspetta di giocare? «Spero di dare il mio contributo. Sto facendo abbastanza bene, anche sabato quando sono entrato. Ma dipende anche da come vuole giocare il tecnico: con il rombo, o con il 4-4-2». In caso di successo accorcereste il distacco dal Padova a due punti. «Siamo quint'ultimi, e cerchiamo di agganciare chi è davanti. Sarebbe importante tirare dentro nel calderone anche i biancoscudati». Con cui da febbraio gioca tra l'altro un suo ex compagno, Ardemagni. Come giudica il suo trasferimento all'ombra del Santo? «Tanta gente a Cittadella ce l'ha con lui, personalmente non ci vedo niente di strano. Ha fatto benissimo qui con noi, ma ha giocato solo un anno. Sono scelte che fanno parte del nostro lavoro, mi fa piacere che sia andato in una piazza importante». E aggiunge: «Sono andato sempre molto d'accordo con Matteo. Lo saluterò, e lo inviterò a sbloccarsi la partita seguente, se proprio deve segnare».
Siete carichi? «È la partita che sentiamo di più, e ci teniamo tutti a fare bene».
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