Di Nardo: “Cano non è stato trattato come meritava”

di Redazione PadovaSport.TV

Totò Di Nardo, nella mezzora di sabato contro il Crotone l’abbiamo rivista a buoni livelli. Come si sente? «Da come mi conosco sono ben lontano dal miglior Di Nardo. Ho fatto un po’ di fatica a entrare in partita, ma piano piano ho preso fiducia e ho avuto un paio di occasioni per fare gol. Ho solo contribuito alla grande rimonta. Abbiamo dato prova di carattere con una reazione rabbiosa da parte di tutti». Un palo e una super parata di Caglioni, non è che la fortuna la stia assistendo. «È normale che per un attaccante un gol aiuterebbe ad aumentare la fiducia. Spero di ritrovare la via della rete al più presto. Non devo però pensarci troppo: a forza di lavorare il gol sono sicuro che arriverà». Dovesse dare una percentuale alla sua condizione attuale? «Un’idea te la puoi fare quando giochi dall’inizio. In allenamento hai altri ritmi. Sento che mi manca un bel po’ per raggiungere il top. Sto lavorando per arrivarci al più presto. La mezzora di sabato l’ho fatta tranquillamente. In questo periodo i campi non mi stanno aiutando e faccio fatica. Più gioco, prima andrò in forma». Intanto si limita ad essere impiegato a gettone, un po’ come accadeva ad Altafini. «Dovrei buttarla dentro come lui però. Sono uno che cerca di dare il 100%, che sia per mezzora o per 5 minuti. Se sto bene qualche soddisfazione posso prendermela anch’io come Altafini». Che settimana sta passando? «Sto bene, mi sono sempre allenato e questo è un buon segnale. Sembrano essere passati i vecchi fastidi». A giugno andrà in scadenza di contratto: ne ha parlato con Marchetti? «Non mi sembra il caso. So come lavora questa società da anni. Devo intanto pensare a far bene e solo dopo parleremo di futuro. La priorità è quella di rimanere qui. Finire la carriera a Cittadella non sarebbe male, ma ora come ora la cosa che mi preme è tornare a fare gol». Ha sentito che il suo amico Cano è stato vicino al ritorno al Padova? «Pensavo mi prendessero in giro. Ho subito verificato una cosa che mi sembrava surreale. Andrea non è stato trattato come meritava. Il Padova poi si è ricreduto e so quanto lui avrebbe voluto tornare. È sotto contratto con il Bassano e il Padova doveva forse pensarci prima». E se il Padova chiedesse a lei di tornare? «Penso che il nostro matrimonio sia arrivato al divorzio. È stata un’esperienza incredibile, ma ora sono legato a questa società che mi ha dato la possibilità di giocare ancora in B. Voglio dare il massimo per il Cittadella. Un altro conto sarebbe se mi trovassi senza contratto. Allora valuterei un eventuale ritorno a Padova».

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