Dumitru: “Cittadella ultimo treno, voglio rilanciarmi. A Terni sono stato preso in giro”

di Redazione PadovaSport.TV

E’ stato il migliore in campo sabato contro il Cesena. Nicolao Dumitru si è presentato nel migliore dei modi davanti al pubblico cittadellese. L’ex baby prodigio di Empoli e Napoli, ospite durante la trasmissione PadovaSport, ha parlato della partita e in generale della sua carriera.

Su Foscarini e sul Cittadella: “Non lo conoscevo personalmente, lo conoscevo solamente di fama e perché ci avevo giocato contro. Devo dire che non è stato per niente difficile ambientarsi qui a Cittadella. I ragazzi e l’ambiente in sé hanno un che di molto famigliare, e ti permettono quindi di lavorare facilmente senza pressioni. Qui un giocatore arriva, va in campo per l’allenamento e poi riesce ad esprimersi al meglio in partita. È tutto molto positivo. Sabato? Sono partito bene, sono contento del mio approccio alla gara. Devo lavorare perché non ho ancora i 90 minuti nelle gambe. Spero di avere continuità perché questo è stato il mio problema da quando sono uscito da Napoli. Abbiamo iniziato bene dobbiamo continuare cosi.”

Crisi di risultati: “Siamo preoccupati si, perché i play-out non sono cosi distanti se osserviamo la classifica. Però la squadra gioca e crea. Sinceramente penso che i problemi veri vengano quando la squadra non crea e quando non riesce ad esprimersi. Noi ci stiamo esprimendo e dobbiamo continuare cosi quindi perché i punti arriveranno e anche le soddisfazioni.”

Da Napoli a Cittadella: “Allora, io ho avuto un processo strano perché sono uscito dalla primavera dell’Empoli ed ho avuto tutto subito. Infatti a 18 anni ho debuttato in serie A ed in Europa League in una piazza importantissima come Napoli, quindi ho fatto un salto non indifferente. Poi ho avuto bisogno di riconfermarmi e sono tornato ad Empoli e purtroppo le cose non sono andate benissimo. Quindi chiaramente, avendo 80mila spettatori le gambe tremano, ma il calcio è bello anche per questo. Ripeto Cittadella ha tutto per farti esprimere al meglio.”

Napoli: “Uscito dalla primavera dell’Empoli, ripeto, e sono arrivato a Napoli e i primi sei mesi sono andati bene: ho giocato tanto per le aspettative, dato che pensavo di debuttare con la primavera. Da gennaio in poi, con i nuovi obiettivi della società e i nuovi arrivi, lo spazio è diminuito: Cavani, Quagliarella, Lavezzi, dai quali ho imparato moltissimo. A Giugno ho deciso di tornare a casa, ad Empoli, per giocare con continuità, per esprimermi al meglio. Siamo partiti bene per poi finire maluccio, ci siamo salvati ma io non mi sono espresso come io e tutti si aspettavano.”

L’esperienza con la Ternana: “A Terni ho avuto un rapporto strano con il mister diciamo. Mi sentivo dire la stessa frase ogni volta “sei il piu forte” e poi non giocavo. Penso sia la frase più odiosa che un giocatore possa sentirsi dire. Mi sono un po’ sentito preso in giro”.

Multietnia: “Ho iniziato con le giovanili dell’Italia, dall’under 15 alla 21. Ho scelto l’Italia, sono cresciuto qui e mi sento italiano. Discriminazioni razziali? E’ una cosa che non fa onore ad un paese bellissimo con delle belle persone come l’Italia. Io sono stato fortunato perché ho sempre conosciuto gente civile e rispettosa. Penso che ci sia una sorta di paura del diverso diciamo. Però vedo che piano piano la cultura sta cambiando, vedendo anche altri paesi che hanno giocatori con altri origini, L’italia si sta adeguando e penso sia anche una cosa bella. Sono italiano d’adozione, nato in Svezia, da madre brasiliana e padre rumeno. E per finire la mia ragazza (nella foto) è danese!”

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