Cinque curiosità sul Cittadella: dal sigaro di Pavin, alla filosofia del “mai un esonero”

Cinque curiosità sul Cittadella: dal sigaro di Pavin, alla filosofia del “mai un esonero”

di Redazione PadovaSport.TV

Il sogno serie A è svanito, ma tutta l’Italia calcistica ha riscoperto il Cittadella. Ecco cinque curiosità sui granata:

  1. Mai un esonero. Andrea Gabrielli e, prima di lui, il papà Angelo, non hanno mai cacciato un allenatore. Il club porta avanti una filosofia precisa: per crescere ci vuole pazienza, l’allenatore deve poter anche perdere senza la pressione di un possibile esonero. Angelo Gabrielli, dopo 7 sconfitte consecutive di Glerean, tuonò in sala stampa: “Se qualcuno pensa che lo manderò via, si sbaglia di grosso”. Foscarini, dopo la retrocessione del 2015, lasciò per naturale scadenza di contratto.
  2. Il sigaro del vice. Giancarlo Pavin, 77 anni, storico vice presidente del Cittadella e titolare da quasi sessant’anni dell’azienda edile Ce.Car, ha un rito scaramantico: il sigaro un’oretta prima di ogni partita casalinga. Quando è terminato, lo getta in un tombino: se entra dentro, è un buon segno. Quello del sigaro, non è l’unico rito di Pavin, sempre a fianco della squadra in casa e in trasferta: anni fa vece un voto per cercare di evitare la retrocessione facendosi crescere la barba.
  3. Un solo modulo. L’allenatore, Roberto Venturato, pescato dal dg Marchetti per il dopo Foscarini nel 2015, era reduce dalle sfortunate esperienze in serie D con Piacenza e Pergolettese. Dopo due partite al Cittadella, con l’arrivo del fantasista Lucas Chiaretti, ha adottato il modulo 4-3-1-2, che in quattro anni non ha mai cambiato. Il calcio adottato da Venturato è moderno, si basa su pressing e giocatori in grado di attaccare la profondità, sa imporre il proprio gioco su qualsiasi campo, calcio propositivo e mai speculativo. L’impianto e la filosofia di gioco sono talmente assimilati, che c’è davvero poca differenza tra titolari e seconde linee.
  4. Un solo proprietario. Niente soci, il Cittadella è da sempre nelle mani della famiglia Gabrielli, il cui Gruppo di aziende siderurgiche supera il miliardo di fatturato, con più di mille dipendenti. La squadra nasce nei primi anni settanta, fondata da Angelo Gabrielli (scomparso nel 2009 a 83 anni), come dopolavoro dei dipendenti dell’azienda. Uno di loro, Giancarlo Pasinato, ebbe una buona carriera, arrivando negli anni ottanta a giocare anche con Milan e Inter.
  5. Un direttore plenipotenziario. Si dice che in sede al Cittadella non si può appendere neppure un quadro senza il benestare di Stefano Marchetti. Il direttore generale, cittadellese doc, è partito dal basso: nel 2000, dopo la prima promozione in B iniziò occupandosi della segreteria del settore giovanile, dal 2005 ricopre il ruolo di direttore generale e sportivo. La proprietà ha sempre accontentato Marchetti, che negli anni ha dimostrato di avere un incredibile fiuto per calciatori “dimenticati” dalle altre squadre o con potenzialità non ancora espresse a pieno. Nel suo contratto ci sono corposi bonus per ogni plusvalenza ottenuta con il mercato.

 

Andrea Gabrielli racconta come è nato il Cittadella a Storie di Sport

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