Padova-Cittadella, si avvicina il derby dei disperati

di Redazione PadovaSport.TV

Ci mancava pure il Cittadella ad appesantire un quadro generale, per quanto riguarda il calcio di casa nostra, offuscatosi di brutto con la caduta a picco del Padova nel mese di marzo! Costretti a ridimensionare ambizioni e sogni (sproporzionati) di possibile serie A attraverso i playoff, i biancoscudati devono ora fare i conti con ben altro obiettivo, una salvezza da raggiungere il più presto possibile, e con una scomoda compagna di viaggio: la paura. A loro si sono aggiunti i “cugini” granata, ai quali indubbiamente va concessa l’attenuante di essere incappati in un pessimo arbitraggio, che ha falsato l’andamento del match con il Novara, finito con un punteggio tennistico, ma penalizzati anche dagli evidenti propri limiti manifestati dall’inizio del 2013. Dov’è finito il Citta spumeggiante e spavaldo ammirato all’andata, che faceva della velocità e dell’imprevedibilità le sue armi vincenti? Evaporato. Non osiamo pensare all’atmosfera e allo scenario in cui si calerà il derby del 13 aprile, in programma al Tombolato. Una sfida tra disperati? Il rischio c’è tutto, perché prima dello scontro diretto si gioca solo una partita e il tempo per rimediare, migliorando le rispettive posizioni, è ridotto a 90’. Il compito che attende sia Pea che Foscarini è delicato: il Citta, pur avendo ragione da vendere per la direzione del fischietto pugliese, commetterebbe un errore gravissimo se si sentisse “vittima” di qualche macchinazione (sebbene un pensierino “cattivo” ci sia venuto dopo quel grossolano errore): con tre derby durissimi davanti la reazione dev’essere, invece, massima. Nella concentrazione, nella rabbia agonistica, ma soprattutto nella feroce volontà di venirne fuori con la propria testa e le proprie gambe. Quanto al Padova, che conta (per sua fortuna) su tre punti in più, giocherà lunedì 8 in posticipo, conoscendo già i risultati della 35ª giornata: un vantaggio da un lato, ma un peso non trascurabile dall’altro. Perché, se la classifica fosse nel frattempo peggiorata, ci vorrebbe solo la vittoria per respirare. E l’Euganeo, lo sappiamo bene, ultimamente è diventato riserva di caccia per tutti o quasi.

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