Da Il Mattino:

Siamo entrati nella settimana decisiva. Ed è un po’ uno strano scherzo del destino che il futuro del Padova si decida, in un modo o nell’altro, proprio lì dove si è scritta una delle più belle pagine del passato. Sabato pomeriggio, a Busto Arsizio, il teatro dell’ultima promozione in Serie B, il Padova si gioca tanto. La sua stagione, forse: un passo falso in casa dell’ultima in classifica farebbe precipitare ulteriormente una situazione già molto vicina alla nevrosi. Il futuro del proprio allenatore, quasi di certo: con l’allenamento di ieri sono iniziate le due settimane che possono decidere il destino di Carmine Parlato. Perché è evidente che se un passo falso con la Pro Patria potrebbe indurre la società, sin qui salda intorno al suo tecnico, a prendere di petto la situazione, anche una vittoria allo “Speroni”, se non seguita da un'adeguata conferma dei progressi il sabato successivo all'Euganeo contro l'Albinoleffe, potrebbe non scongiurare del tutto il ribaltone. Saranno due settimane cariche di pensieri, da nervi a fior di pelle: ieri, alla ripresa degli allenamenti dopo la sciagurata sconfitta con il Cuneo, si è consumato solo il primo atto. ULTIMATUM A METÀ. Venti minuti di faccia a faccia: tanto è durato il confronto tra la squadra, l’allenatore, il direttore sportivo e il presidente. Con questi ultimi due che, dopo la prima metà, se ne sono usciti lasciando che fosse lo stesso Parlato per una decina di minuti a guardare in faccia, da solo, i suoi giocatori. Prima di lui era stato Fabrizio De Poli a prendere per primo la parola. Non invece Giuseppe Bergamin, che ha voluto sì guardare la squadra negli occhi, ma rimanendo in silenzio: «Dobbiamo ripartire con uno spirito diverso, mantenere la tranquillità e l’equilibrio, e ovviamente lavorare di più per prepararci alle prossime partite, molto delicate». Non solo quella di Busto Arsizio, quindi. Bergamin, a precisa domanda, non ammette apertamente che tra quattro giorni si potrebbe decidere il futuro del tecnico. «Sabato è decisiva, nel senso che vogliamo capire se la squadra ha recepito bene il messaggio, e soprattutto se darà una dimostrazione di responsabilità e di attaccamento alla maglia. La società le è vicina, ma i giocatori da professionisti devono rendersi conto della situazione e metterci del loro, per risalire la china e trovare una soluzione a questo momento. Il morale va risollevato, ma per farcela tutto deve partire proprio da loro». IL NODO CRUCIALE. Chi le idee chiare pare averle eccome, però, è il direttore sportivo. Che di fronte alla squadra, a quanto pare, l’ha detto chiaro e tondo: «È tutta una questione di impegno, di dare continuità ad un percorso che finora è stato troppo altalenante». Non quindi un problema tattico, non quindi la malasorte che a Cremona ha messo i bastoni tra le ruote ad una squadra che avrebbe meritato la vittoria: «Un discorso globale», spiega De Poli. «Sia io che mister Parlato, e tutti i giocatori, dobbiamo tirare fuori il “perché” di questa situazione e risolverlo alla svelta». SENZA PAURA. L’allenatore, infine. È lui, per primo, a rischiare il posto se le cose dovessero proseguire senza un’inversione di tendenza. Piaccia o no, ma questo è il calcio, e pure lui lo sa, anche se fa di tutto per nascondere il timore che si porta dentro. Troppe volte ha pensato di avere preparato la squadra per la gara della svolta, troppe volte se l’è vista ritorcersi contro sul campo. «La situazione che si è creata dispiace a tutti, questo è il momento forse più delicato da quando sono diventato l’allenatore del Padova», ammette. «L’unica cosa che voglio è che si resti tutti uniti, cercando di lasciare i giocatori fuori da eventuali problematiche esterne, perché la testa è la cosa più importante. A prescindere dalla prestazione, il risultato positivo sarà la medicina migliore». Ed è naturale che, messo di fronte alla questione-Pro Patria, Parlato cerchi di difendersi: «Noi i tre punti a Busto dobbiamo farli, ma non stiamo certo andando a fare la guerra. Qui bisogna solo prepararsi come al solito, e andarci a prendere i tre punti perché la nostra posizione di classifica richiede al più presto il ritorno alla vittoria. In discussione? Io lo sono sin dall’inizio, e le responsabilità me le sono sempre prese, nel calcio e nella vita: non ho paura, voglio essere lucido e cerco di dare ai ragazzi la mia stessa serenità». L’ultima risposta arriverà solo sabato, dal campo. E potrà darla soltanto la squadra.

a390b8e29f9bd57650722cdd0db62991-74053-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e.jpg

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti