Non c’è nulla di nuovo nella stanza dei bottoni biancoscudati. Luca Baraldi osserva il bilancio del 2011 e non può che annuire di fronte ai pessimi resoconti certificati dalla società Leanus. D’altronde il manager emiliano è stato chiamato, nel gennaio 2012, per questo: sistemare i conti e arginare le perdite degli anni precedenti. Il bilancio preso in esame, infatti, si riferisce alla scorsa stagione sportiva, o meglio allo scorso anno visto che, a differenza della quasi totalità delle altre società calcistiche, i biancoscudati chiudono il bilancio annuale non a giugno ma il 31 dicembre. «I numeri sono questi», spiega il consigliere Baraldi. «Ma è proprio per far fronte a queste perdite che abbiamo dato vita ad un piano triennale, già partito con l’inizio della stagione in corso. Nel 2015 puntiamo ad arrivare al pareggio di bilancio, ovverosia a spendere soltanto quanto verrà incassato». Per riuscire nell’impresa la voce principale è una sola: ridurre sensibilmente il costo del personale, che nel calcio significa soprattutto tagliare gli stipendi. «Infatti abbiamo già tagliato del 50% il budget rispetto alla scorsa stagione. L’esborso per gli ingaggi dei calciatori è stato sensibilmente ridotto, sebbene ci sia ancora qualche pendenza, ereditata dai contratti stipulati in passato. Ma il prossimo anno il budget sarà ridotto ancora per arrivare all’obiettivo prefisso. In serie B è questa la strada da seguire, perché i costi sono altissimi e i ricavi nettamente inferiori rispetto alla serie A». Ma il rischio di fallimento è davvero così concreto? "Finche resterà Cestaro lo escludo categoricamente. E' lui il patrimonio della società. I debiti del Padova, infatti, non sono assolutamente pregressi. Il Cavaliere ripiana sempre di tasca propria tutte le perdite. Quando arriveremo al pareggio di bilancio la società non graverà più sull'azionista". Certo che, con questi numeri, è impensabile sognare uno stadio di proprietà. "Infatti in Italia nessuna società può permettersi di investire su uno stadio facendo capo principalmente ai propri azionisti. Noi, per ora, aspettiamo la legge".
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