L'amore è eterno finche dura, oppure fino al calciomercato. E' il caso di Roberto Bonetto e Fabrizio De Poli, due uomini che si sono trovati a lavorare sotto lo stesso vessillo per pura necessità e contingenza. De Poli scelto da Bepi Bergamin nell'estate 2014, Bonetto socio forte (diciamo "alla pari") del Calcio Padova. Tutto bene fintanto che il Padova infilava vittorie e consensi settimana in settimana, poi è arrivato il momento delle scelte in vista della Lega Pro. Estate 2015: tante, troppe le decisioni non condivise da parte dell'amministratore delegato, per ultimo il mancato arrivo di Eros Schiavon (caldeggiato dall'imprenditore), forse vero pomo della discordia nel rapporto tra i due. Rapporto già incrinato dunque, che spiega anche la reazione di Bonetto al caso Amirante. L'ad è uomo attento all'immagine del club, una leggerezza come quella di sabato sera a Pavia è imperdonabile: ma non sarebbe solo Fabrizio De Poli a rischiare il posto, anche il segretario Fabio Pagliani sarebbe stato oggetto di pesanti critiche. Decisivo il summit odierno: De Poli ha un contratto biennale, le dimissioni in questo momento vanno escluse, dunque l'eventuale esonero rappresenterebbe un costo non irrilevante per le casse societarie. A Giuseppe Bergamin il compito di "mediare" per trovare la soluzione migliore per il bene del Padova. Che ha ancora 25 giornate da giocare...
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