Sul pullman diretto al'Hotel Adler di Villabassa non sono saliti Andrea Cano e Totò Di Nardo. Nessuna clamorosa novità dell'ultimo minuto, anzi, il portierone è fresco di rinnovo. I due più amati giocatori del Padova sono semplicemente stati trattenuti qui per le ultime visite mediche di rito. Il numero uno biancoscudato, di nome e di fatto, dedica il suo primo pensiero ai tifosi, che tanto lo amano. Stando ad un dato più o meno indicativo sul numero di fans dei giocatori biancoscudati, sono 1.192 gli iscritti alla pagina dedicata a Cano su Facebook. Il romano è secondo solo a Vincenzo Italiano, a quota 2.315, con la differenza che i supporters del portierone sono quasi solamente padovani. “Li ringrazio di cuore -dice- sento quotidianamente il loro affetto, pur non seguendo internet, e ne sono molto felice. Il lavoro ripaga sempre.” L'inchiostro della firma sul contratto sta ancora asciugando e il portierone è felicissimo: “Inizio il mio sesto anno a Padova, ero un ragazzino quando sono arrivato qui, adesso ormai sono nella storia! Sono diventato il più vecchio della squadra, sia per anzianità sia per età anagrafica. Italiano ha subito puntalizzato su questo! -scherza Cano- Avevo un'opzione di rinnovo automatico del contratto in caso di salvezza, quindi la mia permanenza non è mai stata messa in discussione, si trattava solo di definire gli ultimi dettagli.” Conosciuti i cinque nuovi compagni e il mister che idea si è fatto? “I ragazzi nuovi sono tutti giovani, molto validi, e con tanta voglia di mettersi in luce. Calori è uno che sa il fatto suo, ha le idee chiare su ciò che vuole e ce l'ha fatto capire fin dal primo giorno.”. La famiglia è contenta di rimanere ancora a Padova? “Tantissimo. Mia moglie (Monia, ndr) appena le ho detto che avevo finalmente firmato mi ha mandato un messaggio molto dolce -e qui brillano d'amore i bellissmi occhi verdi di Cano- è molto felice sia per me sia perchè a Padova stiamo molto bene. E poi la nostra Giorgia quest'anno inizierà la prima elementare, sarebbe stato un peccato portarla via da qui, dai suoi amichetti. Ormai lei è padovanissima, ha pure il vostro accento -ride- tanto che quando torniamo dai parenti a Roma nessuno riesce a capire quello che dice!”

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