Articolo tratto dal quotidiano "La Stampa"


Prima il buio in campo, poi quello della giustizia sportiva. Questa volta però non c’è nessun blackout dell’impianto luci con cui fare i conti, ma i tempi biblici di chi dovrebbe rispondere ad un semplice quesito emerso 67 giorni fa: Padova-Torino è stata una partita regolare oppure no? Da quel famigerato 3 dicembre con la partita sospesa al 31’ dopo una ripresa ritardata e due interruzioni del gioco - si discute su regolamenti, leggi e precedenti tra ricorsi, controricorsi e valutazioni, ma finora nessuno è entrato nel merito della vicenda.

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E più passano i giorni, più diventano pesanti quei tre punti in ballo. Perché Padova e Torino sono in lotta per la promozione in serie A e qualsiasi decisione non può che influenzare la classifica e il percorso delle due squadre. Il Toro ritiene di essere stato danneggiato e reclama la vittoria a tavolino per quel che è accaduto all’«Euganeo» di Padova. Il club veneto, invece, difende a denti stretti l’1-0 maturato in due atti e si ritiene vittima di eventi esterni ed imprevedibili. La battaglia è stata aspra fin da quando l’arbitro Calvarese ha rimandato le squadre negli spogliatoi, ma ora è stata di fatto congelata per le lunghe indagini della Procura Federale, a sua volta incaricata in ritardo dal giudice sportivo Valente. Un girotondo al rallentatore che ha già creato imbarazzi nella Lega serie B («Due mesi di attesa sono troppi», denuncia il presidente Andrea Abodi) e che lascia frastornati i tifosi. Anche perché l’attesa non svelenisce il clima, anzi.


Il procedimento legale per fare luce sulle responsabilità del blackout si è trasformato in fretta in un percorso lungo e accidentato. Che è ancora in corso e su cui nessuno si sbilancia per fissare un’agenda.


Per questo Padova-Torino rimane ancora una partita aperta nei tribunali sportivi. Dopo aver perso tempo con ricorsirespinti per vizi di forma (vedi la decisione dello scorso 12 dicembre) ed aver atteso la conclusione dei 14’ restanti da giocare (recupero avvenuto il 14 dicembre), il giudice sportivo della serie B ha chiesto alla Procura Federale di indagare sui fatti.


L’incarico è stato conferito lo scorso 21 dicembre, ma l’esame della voluminosa documentazione si è iniziato solo dopo il 4 gennaio. Giorno in cui la Corte di Giustizia Federale, a cui si era appellata il Toro, ha sostanzialmente sospeso il tutto in attesa della documentazione istruttoria della Procura Federale. Un’andata e ritorno che ha fatto perdere tempo prezioso, ma che ora potrebbe concludersi nella sua prima fase.


Gli uomini di Palazzi hanno infatti terminato il proprio lavoro investigativo: hanno effettuato lo scorso 27 gennaio un sopralluogo allo stadio di Padova (ovvero 55 giorni dopo il black-out) e ora attendono alcuni documenti dagli enti coinvolti nella gestione dell’impianto luci. La relazione finale verrà poi spedita al giudice sportivo Valente, che dovrà stabilire eventuali sanzioni (compreso lo 0-3 a tavolino) oppure il proscioglimento del Padova.


«Mi aspetto giustizia per una gara non regolare», chiede da tempo Urbano Cairo. Che,però,preferisce non entrare nel merito di questo «buco nero» del calcio italiano, anche se è pronto a ripartire con i ricorsi. Un pensiero che dall’altra parte della barricata anima anche il Padova, deciso a spingersi fino in fondo per difendere quei tre punti contesi ed ancora incredibilmente sospesi.

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