Una partenza di stagione superiore alle aspettative, un gruppo di giovani giocatori con l’età media più bassa tra le squadre del girone A e uno scatenato bomber come il brasiliano Caio De Cenco fanno del Pordenone un avversario tosto e complicato da affrontare per il Padova di Carmine Parlato che non sta certamente attraversando un gran momento di forma. Nel decimo turno di campionato i biancoscudati ospiteranno domenica alle 15 all’Euganeo i “ramarri” allenati da Mister Bruno Tedino, un vecchio volpone del calcio triveneto che sa lavorare alla grande anche con i giovani e a testimoniarlo c’è la sua esperienza con le nazionali azzurre under 16 e 17 prima di arrivare sulla panchina del Pordenone la scorsa estate. L’allenatore nato a Treviso in questa stagione ha schierato spesso e volentieri la propria squadra con il 4-3-3, modulo volto ad esaltare in attacco le qualità di Caio De Cenco, attaccante verdeoro giunto in Italia ormai sette stagioni fa ed autentico giramondo (9 squadre in 8 anni) che ora a Pordenone pare aver trovato la sua dimensione avendo segnato 6 reti in 9 gare (con tanto di tripletta al Bassano nell’ultima partita) che lo proiettano in testa alla classifica dei marcatori del girone. Ai lati dell’attaccante brasiliano agiscono due giocatori dotati di ottima tecnica e in grado di innescare la prima punta come Francesco Finocchio, italo-brasiiano ex Parma, e Luca Cattaneo, già giustiziere del Padova nel match di Coppa Italia di inizio stagione e soprannominato “Veleno”. In mediana i neroverdi si affidano all’esperienza di Alex Pederzoli, scuola Juve e visto anche a Padova per una stagione in C1 nel 2008/09. Al suo fianco mister Tedino ha cambiato molto tra infortuni e squalifiche varie ma la sua fiducia è spesso ricaduta sul giovane Marco Berardi interessante classe ‘96 in prestito dalla Fiorentina. Se non dovesse essere della partita Matteo Mandorlini, figlio dell’attuale allenatore del Verona Andrea, causa infortunio, il suo posto potrebbe essere preso da Matteo Buratto, altro giovane classe ’94, a dimostrazione che Tedino non ha paura a gettare nella mischia i propri ragazzi indipendentemente dall’età. Per quanto riguarda il reparto arretrato, uno dei migliori del torneo con 8 reti subite (meglio solo il Bassano con 7), il Pordenone si affida tra i pali all’esperienza di Matteo Tomei, vecchia conoscenza delle giovanili biancoscudate, che guida la propria difesa composta solitamente dai due centrali capitan Stefani e Paolo Marchi (quest’ultimo è in dubbio, in caso pronto il giovane Pasa). Sulle fasce se a sinistra è praticamente certa la presenza di Michele De Agostini (figlio d’arte dell’ex nazionale azzurro Gigi), a destra si giocano una maglia Cosner ed il giovane Boniotti, reduce da alcune ottime prestazioni. Insomma il tecnico Bruno Tedino , richiamato quest’estate dopo che il Pordenone è stato ripescato in Lega Pro, sembra aver trovato la quadratura del cerchio, presentando una squadra che è un buon mix di giovani da lanciare ed elementi più esperti, solida e compatta che subisce poco e davanti vive delle fortune dei suoi tre giocatori offensivi. I ramarri sono rimasti imbattuti per le prime sette giornate prima della sconfitta di Lumezzane e hanno fin qui raccolto 14 punti frutto di 3 vittorie, 5 pareggi ed una sola sconfitta che li hanno proiettati al momento al quinto posto assieme alla corazzata Alessandria. Se domenica il Padova dei tanti ex (da Dionisi a Niccolini, ma anche capitan Cunico e mister Parlato) vorrà portare a casa la vittoria dovrà certamente sudarsela contro una squadra che fin qui non ha regalato niente a nessuno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA