Il calcio è così, lo sappiamo, è fatto di presente, hic et nunc. Ma il senso effimero del risultato è ben compensato in questo caso dal peso che l'allenatore uscente, Carmine Parlato, ha avuto e avrà nella storia del club. Non è esattamente uno dei tanti che fa le valigie e scende dalla nave biancoscudata (ne abbiamo visti un'infinità in questi anni): Parlato è stato uno dei grandi protagonisti della Rinascita, forse tra i più decisivi. 44 anni, nato a Napoli, padovano d'adozione, è diventato uno specialista di promozioni in serie D (Rovigo, Pordenone e Padova), ma il suo capolavoro è siglato Biancoscudati Padova: “Non me ne vogliano le altre società dove ho allenato, ma questa è stata la stagione migliore della mia carriera” aveva dichiarato l'anno scorso dopo il raggiungimento dell’ultimo obiettivo. Annunciato nell'estate 2014 come il vero fuoriclasse della Biancoscudati Padova, ha confermato quanto di buono si diceva sul suo conto. Il testa a testa con la grande rivale Altovicentino è durato molto meno del previsto, grazie a un’ottima gestione del gruppo e alla capacità di modificare in corsa il sistema di gioco rendendolo sempre funzionale agli interpreti maggiormente in forma. Quest'anno probabilmente paga colpe non solo sue, in un girone comunque molto complicato. Con lui lascia anche il preparatore atletico Alan Marin.

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