Chiricò, il bazooka di Mandorlini: chi ferma adesso il Padova?

di Redazione PadovaSport.TV

Se prima il Padova sparava col mitra, dopo gennaio Mandorlini ha un bazooka. E le avversarie, lentamente si diradano. Un acquisto su tutti: Mino Chiricò. L’entusiasmo e la determinazione con cui è sceso di categoria lasciano increduli, il suo sinistro si fa spazio e punisce l’avversario di turno (quattro fino oggi), già se si chiudesse oggi il suo contributo alla causa sarebbe notevole. Ma l’attaccante potrebbe essere solo all’inizio (con il Padova che, grazie alla formula concordata con l’Ascoli, lo riscatterà a giugno) della sua love story biancoscudata.

A Padova ha espresso in modo cristallino i suoi due punti di forza, quelli che gli hanno permesso di fare una gavetta fulminea tra i dilettanti. Corsa e sinistro, che abbinati ne fanno un pericolosissimo esterno destro d’attacco, totalmente a suo agio nel tridente disegnato da Mandorlini. A fare la differenza è anche la voglia di riprendere il cammino dove si era interrotto, nel 2012, il punto più alto della sua carriera: il suo cartellino cominciava a essere misurato in milioni di euro e il suo nome era finito sul taccuino di Antonio Conte, allora tecnico della Juventus.

Chiricò non ha mantenuto del tutto le promesse, creandosi in questi ultimi anni l’etichetta di buon giocatore di B, che in C diventa un lusso (chiedere al Monza, che l’anno scorso lo ha voluto per stravincere il campionato). Ma Mino non vuole essere ricordato come uno dei tanti talenti sprecati, l’età è dalla sua: a Padova può spiccare un nuovo volo. E Mandorlini intanto si gode il suo bazooka.

Chiricò, fidanzata e Berlusconi durante la cena di Natale del Monza

 

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