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Durante la nostra trasmissione Centrocampo, in onda su TeleCittà e dedicata interamente al Calcio Padova, è intervenuto, assieme al sindaco Sergio Giordani (leggi qui le sue dichiarazioni sullo stadio e molto altro), il direttore generale del Petrarca Rugby Corrado Covi. Ecco le sue parole: "Il Padova si allena da diversi anni nei campi della Guizza, quindi lo vediamo spesso. Vediamo con la serietà con cui si allenano. Se il Padova è a metà classifica è perché c'è un gruppo che lavora seriamente. Ed è una posizione meritata. Il Papu? Ha fatto amicizia con gli argentini del Petrarca. Il Plebiscito? Anche questo, come l'Euganeo, ha i suoi problemi. Non abbiamo tuttora la capacità di portare 6/7 mila persone allo stadio, quindi conseguentemente si è fatta la scelta di giocare alla Guizza, ma poi l'anno scorso, con molto lavoro, siamo molto riusciti a portare 4500 persone allo stadio per la semifinale contro Rovigo. Quindi la città risponde all'evento, ma è chiaro che sono stadi nati vecchi a livello architettonico. Tutti questi stadi nati con i fondi degli anni '90 dovevano avere queste piste d'atletica. Banzato? Dovreste chiederglielo a lui. Posso solo dire che il Petrarca e la sua presidenza negli sei anni ha fatto molto, ha messo nelle condizioni la società di avere una squadra molto competitiva. Bisogna solo essere grati al lavoro che ha fatto. E' una persona seria, posata e quindi posso solo dire cose positive. So che è un grandissimo tifoso di calcio. Lui non mi parla dei suoi progetti, parliamo di rugby. Parliamo più di queste cose, piuttosto che dei suoi investimenti futuri".
"Timore che il rugby possa essere ridimensionato se Banzato dovesse prendere il Calcio Padova? No. Chiaramente dipende sempre dall'entusiasmo che mette nel fare le cose. Negli ultimi anni ha messo grandi risorse - ha proseguito il dg del Petrarca Rugby Corrado Covi - e non si farà questo discorso dell'URC (United Rugby Championship, ndr.), ma magari si discuterà di come portare avanti il rugby, anche con delle progettualità diverse. Il rugby è una macchina che funziona già bene e si può adattare a diverse decisioni che si possono prendere. Noi stiamo lavorando bene quest'anno e Banzato è contento. I suoi figli? Rugbisti anche loro, due ragazzi interessanti che poi hanno fatto delle altre scelte".
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