Ghirelli: “Rose a 22 giocatori per contenere i costi e valorizzare i giovani”

di Tommaso Rocca
Consiglio Federale Ghirelli

In una lunga intervista rilasciata a “TuttoC.com” il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli è tornato sulla decisione dei 22 giocatori per rosa tanto discussa negli ultimi tempi: “Ci siamo accorti che, su una media di 25 giocatori tesserati per squadra, in realtà scendono in campo 21,75 calciatori. Il resto della rosa gioca mezz’ora o un’ora complessiva in tutto il campionato. Oltre i 22 giocatori, insomma, non gioca quasi nessuno”.
Con tanti turni infrasettimanali, però, c’è il rischio infortuni e, di conseguenza, una rosa corta.
“Si inizia tardi, per i motivi che sappiamo, e si finisce presto, causa Europei. Le date, purtroppo, non si possono modificare. Detto questo, analizziamo nel dettaglio la norma: ogni rosa è composta da 22 giocatori ma, in realtà, si può cambiare un portiere e siamo a 23. Poi si può cambiare in corso d’opera anche un infortunato: e siamo a 24. Si può fare un contratto a un 2001 e si arriva a 25. Sostanzialmente non abbiamo tagliato niente, considerando poi che ogni squadra potrà tesserare, a campionato in corso, tutti i propri giovani del vivaio che vorrà, in modo che nessuno potrà portarglieli via in corso d’opera”.

Un’altra delle accuse è che indebolendo le big le squadre più piccole abbiano voluto ridurre il gap con le prime posizioni.
“Partiamo dal fatto che a votare le nuove norme sono state le stesse società di Lega Pro a stragrande maggioranza. Ci sono state poche astensioni, soprattutto tra i club neopromossi in B. Il motivo per cui è stata scelta questa norma è perché si risparmieranno 11 milioni di euro, non tesserando giocatori che non verrebbero utilizzati. Una scelta necessaria: quando sono andato dai ministri Gualtieri e Spadafora per chiedere il credito d’imposta e la Cassa integrazione, ho potuto dir loro che la Lega Pro sta tagliando i propri costi. Che credibilità avremmo nel chiedere risorse da inserire in Serie C se nel frattempo sperperiamo soldi?”

Non c’è la paura di tornare al passato, quando i giovani venivano utilizzati solo per far minutaggio e poi buttati via una volta over?
“Nessuno obbliga a schierare i giovani: se tu vuoi farli giocare, accedi al minutaggio, se non vuoi, niente minutaggio. In più se sei una società che ha 28 giocatori sotto contratto, puoi mantenerli. Il punto vero è che abbiamo proposto una valorizzazione dei giovani contenendo i costi. Forse ci si dimentica che in questi mesi c’è stata l’emergenza Covid-19. Se non contieni i costi saltano i club. Ripeto: non posso dire al ministro di rinviare il pagamento dei tributi e di darmi la Cassa integrazione altrimenti muoio e poi butto via 11 milioni di euro. E ricordiamoci che i lavoratori sono anche quelli giovani, questo è bene ricordarselo. È stato il provvedimento più complicato di questi anni, perché è normale che in sede di discussione vengano fuori le differenze tra società che hanno storie, blasoni e disponibilità differenti. Questo allo stesso tempo è il bello e il brutto della Serie C”.

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