Il vicepresidente del Calcio Padova Giovanni Banzato, figlio di Alessandro Banzato, ha parlato di molte questioni durante la nostra trasmissione "Centrocampo", in onda ieri dall'Osteria Al Filò di Abano Terme

Ospite della speciale puntata della nostra trasmissione Centrocampo, in onda dall'Osteria Al Filò di Abano Terme, il vicepresidente del Calcio Padova Giovanni Banzato, figlio di Alessandro Banzato, ha parlato della salvezza, della situazione societaria, dell'esonero di Andreoletti e di moltissime altre questioni. Ecco tutte le sue dichiarazioni: "Siamo entrati nel Calcio Padova più o meno a gennaio ed eravamo in una situazione di classifica che a me e a mio padre faceva pensare con una certa tranquillità al finale di stagione. Dopodiché, la seconda metà del campionato è qualcosa di diverso. Abbiamo iniziato a faticare un po' e siamo arrivati ad un finale al cardiopalma. Scintilla a Trieste? Mio padre aveva dato la sua parola per portare il Petrarca a fare l'URC (United Rugby Championship, ndr.), il campionato europeo, ma devo dire che sicuramente in quella situazione è scattata una scintilla. Anche se in famiglia era da un po' che tra una battuta e una frase più seria ne parlavamo. Quand'è finita la partita a Lumezzane ho chiamato mio padre e gli ho detto che questo era uno sport talmente divertente che se volevamo entrare quello era il momento. Poi si sono allineati i pianeti, sia per l'amicizia con Francesco Peghin, sia per il pressing di Massimiliano Mirabelli, durato mesi. L'esonero di Andreoletti? Ha riportato con merito la piazza in Serie B dopo diversi anni e ha fatto un girone d'andata importantissimo, aveva costruito un rapporto ottimo con l'ambiente. E' sulla bocca di tutti con pieno merito, ma purtroppo il calcio vive di risultati. In quel momento si è valutato che servisse una scossa e abbiamo preso questa decisione. Alla fine è andata bene e non possiamo sapere come sarebbe andata se avessimo proseguito su quel filone. Però oggi siamo soddisfatti. E' bello che ci sia ancora del romanticismo, il calcio è del popolo, di tutti, e il fatto che ci sia ancora del sentimento e che non sia solo business è bellissimo. Ma come società dobbiamo guardare i risultati".

Giovanni Banzato Centrocampo

Le parole di Giovanni Banzato a Centrocampo

"Cosa si era rotto con Andreoletti? Come in ogni azienda del nostro gruppo - ha spiegato Giovanni Banzato - sono i manager a prendere le decisioni, nonché la responsabilità. E' evidente che dopo 4 sconfitte abbiamo visto l'ambiente un po' scarico e abbiamo preso questa decisione. Francamente sbaglierei a dire io cosa si fosse rotto, ma credo che alla fine abbiamo fatto la scelta giusta. Il mercato di gennaio? Nel mercato invernale è complicato trovare delle occasioni che si rivelino favorevoli per la seconda parte della stagione. Trovo che, comunque, a parte assicurarci due giocatori per la prossima stagione (Marcolin e Silletti, ndr.), abbiamo preso un bel giovane di prospettiva (Giunti, ndr.), Di Mariano, che ha fatto un ottima seconda parte di stagione, e Caprari, che nonostante qualche difficoltà fisica, nelle ultime partite si è rivelato determinante. Credo che sia stato un mercato fatto bene. Pastina? Non so se lo abbia voluto Andreoletti, ma ben venga se lo abbia richiesto lui. La responsabilità, ad ogni modo, è del direttore sportivo, perché se prendeva un bidone era sua la responsabilità. Un giocatore che mi ha colpito? Sono in difficoltà, non voglio fare figli e figliastri. Sono arrivato nella squadra che tifo e della città di cui sono innamorato. Quando ho fatto il primo discorso alla squadra avevo la voce che mi tremava. I ragazzi mi piacciono tutti. Se devo dire un nome, purtroppo è in prestito, è quello di Jonas Harder. E' un giovane di personalità e a me piacciono tanto i giocatori che si fanno dare la palla. Vediamo sul suo futuro. La possibilità di tenerlo c'è, se ne sta parlando. E' passato troppo poco tempo ancora dall'obiettivo raggiunto. Crisetig? Ha fatto un finale di stagione impressionante, ha dato l'equilibrio giusto e ha fatto delle partite super. Non mi ha stupito, perché dal primo giorno era chiaro che fossimo entrati in un gruppo di ragazzi straordinari, di gente senza troppi fronzoli, che lavora. Sembra proprio che i ragazzi si vogliano ben l'un l'altro".

I giocatori in scadenza, il futuro di Mirabelli e gli striscioni alla Guizza

"I giocatori in scadenza? Non è detto che vogliamo smantellare la vecchia guardia. Vogliamo rinforzare la squadra - ha proseguito Giovanni Banzato - e non è detto che venga escluso qualcuno. Ora è troppo presto, fino a qualche giorno fa avevamo altre preoccupazioni e non era il momento di parlare di mercato. Vogliamo costruire una società ambiziosa e questo non passa solo dai giocatori. Non vogliamo galleggiare e non voglio neanche esagerare con gli obiettivi. In Serie B, spendere soldi, non è sempre sinonimo di arrivare ai risultati. Confermato Mirabelli? Bisognerà sentire le sue volontà innanzitutto, ma dal lato nostro non c'è alcun motivo per smettere di lavorare assieme. Se non ho capito male, le frizioni partono da più lontano, non è cosa di oggi. Da quando siamo arrivati noi, il direttore ha avuto onestà intellettuale su ogni argomento che abbiamo toccato. Ha portato a casa i risultati seppur con un budget estremamente ridotto e il contratto non centra niente. Sono convinto che, se fossimo retrocessi, sarebbe stato lui il primo magari a fare un passo indietro, quindi il contratto non centra niente. Se vuole rimanere ha la nostra fiducia. Non abbiamo ancora parlato, ad ogni modo. In una situazione normale, un dirigente che ha fatto quello che ha fatto lui, non dovrebbe essere minimamente in discussione. Gli striscioni alla Guizza contro Mirabelli e Bianchi? In questi primi mesi di Calcio Padova, ho provato a entrare nelle dinamiche delle tifoserie e degli Ultras e quello che ho capito è che esulano un po' dalle dinamiche societarie e questo ci sta. Il non gradire la loro assenza con il Palermo è perché dispiace che, in una partita così importante contro una squadra gemellata, manchi il supporto dei tifosi. Per quanto riguarda gli striscioni, lì ci è dispiaciuto perché capiamo che quello è il centro sportivo del Padova, ma lì siamo ospiti. Sapere che i bambini devono arrivare lì al mattino e si trovano gli striscioni, un po' ci è dispiaciuto".

L'ambiente calcistico, il centro sportivo e l'Euganeo: le parole di Giovanni Banzato

"L'ambiente del calcio? Mi aspettavo fosse profondamente diverso dal rugby - ha sottolineato Giovanni Banzato - ma non fino a questo punto. Non è una critica, ma una presa di coscienza. Ripartire dallo stadio pieno? La risposta dei tifosi, tutto l'anno, in casa e in trasferta è stata straordinaria. Con la Curva, poi, è stato stupendo. Purtroppo un aumento di capienza, al momento, non è un argomento sul tavolo, in futuro chissà. Ma devo dire che abbiamo degli altri progetti. Non è pensabile che una società in Serie B, che vuole avere ambizioni, non abbia una sua casa, un suo centro sportivo. Per cui sì, ci stiamo facendo venire le idee e ci stiamo muovendo. Sono processi che non accadono con uno schiocco di dita. Bresseo? Ad oggi non è sul tavolo. Centro sportivo vicino all'Euganeo? E' un discorso che circolava da un po', ma ad oggi, per intervenire nel più breve tempo possibile, stiamo intervenendo per migliorare il centro Guizza. Dopodiché, per avere la casa del Calcio Padova, seguiranno aggiornamenti. Stadio? Non è nostro, per cui non siamo gli unici attori in partita e ci vogliono delle interlocuzioni che stiamo portando avanti con l'Amministrazione. Sicuramente, lato nostro, abbiamo iniziato dei lavori per riuscire a fare degli sky box, in modo da rendere l'esperienza stadio un po' più bella. Devo dire che sul brand Padova ultimamente non si è investito tanto. Gli sky box saranno collocati in Tribuna Ovest, sopra. Abbiamo una prescrizione per allargare la Tribuna d'onore, anche se dobbiamo ancora capire come sistemarla. Dobbiamo fare dei lavori in un posto che non è nostro, per cui c'è ancora del lavoro da fare. Qualche ingresso come sponsor? Amici no, non abbiamo chiesto a nessun amico ancora. Per quanto riguarda il settore dell'acciaio, abbiamo chiesto a qualcuno se volesse aggiungersi alla partita".

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