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Il Padova chiude il suo 2025 con un ko: con il Palermo poteva finire anche in altro modo

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La sfida amica tra Palermo e Padova, alla fine, ha un vincitore. Nessun pareggio ad accontentare entrambe le tifoserie (anche se difficilmente il Palermo si sarebbe compiaciuto con un pari…). Sul campo è stata un’autentica battaglia,...
Pietro Zaja
Pietro Zaja Redattore, telecronista 

La sfida amica tra Palermo e Padova, alla fine, ha un vincitore. Nessun pareggio ad accontentare entrambe le tifoserie (anche se difficilmente il Palermo si sarebbe compiaciuto con un pari...). Sul campo è stata un'autentica battaglia, apertissima fino all'ultima offensiva. Ma al triplice fischio dell'arbitro a festeggiare sono stati i rosanero, trascinati come al solito dall'uomo più determinante e cinico di questa Serie B, Joel Pohjanpalo. Il Padova, in ogni caso, ha ben figurato, creando molte occasioni, in particolar modo con Fusi, e rimanendo in partita per tutti i 90' di gioco. Una prestazione nel complesso positiva (qualcosina si può ancora migliorare), che ha di sicuro soddisfatto i 425 tifosi biancoscudati presenti al Barbera. Chiudere il 2025 con almeno un punto sarebbe stato gratificante, allungare la striscia positiva di quattro risultati utili di fila (vittorie con Pescara e Reggiana e pareggi con Cesena e Samp), invece, esaltante, visto che mai in questa stagione i patavini ci sono riusciti. Alla fine, però, un segnale importante è stato trasmesso ugualmente dai giocatori in campo. Ora il Padova può riposarsi, per poi ripartire più forte (come sottolineato dallo stesso Andreoletti in sala stampa) alla ripresa degli allenamenti il 4 gennaio. In vista c'è l'ultima partita del girone d'andata contro il Modena all'Euganeo. Ma rimaniamo concentrati sul presente, o meglio, sul recentissimo passato. E andiamo ad analizzare la prestazione di ieri dei biancoscudati in Palermo-Padova.

Le scelte tattiche di Andreoletti per Palermo-Padova

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Andreoletti, rispetto alla nostra previsione, cambia solo Faedo per Belli nel terzetto difensivo completato da Sgarbi e Perrotta. Una scelta che ci può stare, magari dettata anche da un po' di stanchezza. Il Padova, infatti, non vuole rintanarsi nella propria area di rigore come un cucciolo impaurito, ma vuole colpire il nemico ben più blasonato. Con i propri artigli affilati e limati da un filotto di quattro risultati positivi consecutivi. E così, l'equilibrio tanto decantato da Andreoletti viene leggermente meno, in favore di un dinamismo che a tratti sbilancia maggiormente il Padova rispetto al solito, ma che permette anche di creare più occasioni da gol. Per questo, infatti, Andreoletti preferisce Harder a Crisetig in cabina regia. Il Principe Azzurro agisce al fianco di Fusi e Varas, con Capelli e Barreca sulle fasce del 3-5-2 andreolettiano. PapuGomez e Bortolussi, invece, completano la formazione in attacco. Senza dimenticarsi del buon Sorrentino tra i pali. Il piano gara, dicevamo, è quello di far valere le proprie caratteristiche, contro una squadra che, probabilmente, in qualche modo sarebbe passata anche se il Padova si fosse arroccato con due o tre linee strettissime nella propria metà campo. Così Andreoletti preferisce giocarsela, lasciando più libertà ai propri giocatori. Che fanno girare velocemente la palla per provare a colpire il Palermo e per tenerlo distante dalla propria area. E così i biancoscudati impostano il proprio gioco con il classico 3+1 (il terzetto di difesa più il mediano che si abbassa), lasciando le mezzali più alte e gli esterni liberi sulle due fasce di centrocampo. Con il Papu che può muoversi quasi liberamente per il campo, tanta è la sua qualità. Dalla sfida con la Reggiana, ovvero da quando la condizione fisica del Papu gli permette di partire sempre dall'inizio, infatti, il Padova non costruisce più con il 4-2-4 che ha caratterizzato la prima parte della stagione. Con l'argentino i dettami tecnico-tattici di Andreoletti sono diversi. Sfruttare l'enorme qualità di Gomez è d'obbligo. Ed evidentemente questo sistema di gioco è quello che permette a tutti gli interpreti di esprimersi al meglio con il Papu in campo.

Il primo tempo del Barbera: il solito Pohjanpalo...

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E' il PapuGomez che dopo pochissimi secondi prova subito a stappare Palermo-Padova. Chi se non lui, ma il suo tiro è centrale. Mentre è sbilenco il suo bis al 6'. Il Padova non approccia male l'incontro, ma neanche il Palermo. La sfida è equilibrata (e lo sarà per tutta la partita) e anche i rosanero arrivano nei pressi dell'area di rigore di Sorrentino. Al quarto d'ora di gioco Pohjanpalo ha una doppia chance per colpire, ma prima Perrotta e poi Sorrentino salvano. Poco dopo Joronen para su Bortolussi. Il confronto è aperto, il Palermo s'inserisce negli spazi per colpire con la qualità dei suoi due fantasisti, Le Douaron e Palumbo, ma spazio per affondare lo trova pure il Padova. Poi le squadre si chiudono con più ordine per circa 15', evitando di allungarsi troppo, finché il solito Pohjanpalo non sblocca la situazione. Il Palermo riparte in contropiede, Palumbo viene respinto, ma vede Pohjanpalo del tutto libero sul secondo palo. Il finlandese riceve e segna, ringraziando del regalo la difesa biancoscudata, troppo concentrata sul pallone tanto da dimenticarsi del vichingo Joel nell'altra metà dell'area di rigore. Un errore di lettura del momento. Barreca era alto in fase d'attacco e non è rientrato in tempo, mentre gli altri giocatori si sono riversati con poca lucidità su Palumbo. Un errore decisivo, che non scalfisce, però, la voglia di giocare dei patavini. Anzi. Dopo il gol subito il Padova reagisce d'orgoglio e si stanzia con prepotenza nella metà campo avversaria, condotto dalle geometria del Papu e dagli inserimenti di Fusi. Al 43' proprio Fusi e Varas duettano al limite dell'area, Fusi penetra, ma si fa murare da un grandissimo intervento in uscita di Joronen.

La ripresa di Palermo-Padova

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Nel secondo tempo a iniziare con il piglio giusto è il Palermo, ma il Padova al 50' ingrana e inizia il suo assedio, sciupando un'altra clamorosa palla gol. Barreca crossa dentro, Varas fa da sponda per Fusi, che impegna nuovamente Joronen a un miracolo. Manca solo il gol, perché tutto il resto funziona. Il giro palla è pulito e qualitativo e i corridoi giusti per colpire si trovano. Inzaghi, però, fiuta il pericolo e si ripara, inserendo l'ex Vasic per Le Douaron, e più tardi Gomes e Pierozzi per Palumbo e Gyasi, mantenendo la boa Pohjanpalo in attacco. Nel mentre il Padova prova a costruire manovre d'attacco pericolose, ma Bortolussi non pare molto in serata e stremato viene sostituito da Seghetti, che riporta un po' di verve, ma fatica a tenere palloni. Dall'inizio della sfida, infatti, in mezzo al campo i giocatori si controllano quasi a uomo e non è facile trovare il tempo di girarsi quando si riceve palla a terra. Al 72' si rivede il Palermo con Peda, che indirizza in porta. Ancora una volta un eroico Perrotta salva quasi sulla linea. Poi Andreoletti cambia ancora e rinforza il tandem Papu-Seghetti, troppo leggero. Entra anche Buonaiuto, che sciupa due occasioni su punizione e si fa vedere ben poco. Senza giocatori dalla grande struttura fisica in area, il Padova è costretto a far girare la sfera alla ricerca del pertugio giusto, ma con il Palermo più basso, passare non è così semplice. Andreoletti si gioca il tutto per tutto, passa al 4-3-3 e inserisce in campo Di Maggio, Silva e Baselli per Varas, Belli e Gomez. Capelli e Barreca fanno i terzini, Baselli il mediano, Di Maggio e Fusi le mezzali, mentre lì davanti Silva, rientrato dopo un lungo infortunio, gioca a destra, con Buonaiuto a sinistra e Seghetti nel mezzo. La nuova strategia funziona poco o nulla, tanto che a rischiare è il Padova. Baselli sbaglia la misura di un banale passaggio in mezzo al campo, Gomes riparte e calcia, ma Sorrentino, prontissimo, respinge. Alla fine è 1-0. E qualche rimpianto c'è.

Quante occasioni, ma nel finale si poteva fare meglio

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Il Padova se ne torna a casa con più spunti positivi che negativi, certo. I ragazzi di Andreoletti hanno tenuto testa al forte Palermo. Hanno creato diverse occasioni da rete. Sono sempre rimasti in partita. E non hanno mai dato la sensazione di essere inferiori agli avversari. Buoni segnali. Ma in due circostanze, forse, si poteva fare meglio. Nel gol subito, come già detto, ma anche nella gestione degli ultimi assalti finali. La stanchezza, in quelle situazioni, fa da padrone, com'è normale che sia, ma con un po' più di lucidità, soprattutto da parte dei nuovi entrati, che non sono riusciti a svoltare la gara, forse qualche opportunità in più si sarebbe potuta creare. Silva, Baselli e Di Maggio hanno sbagliato qualche appoggio di troppo, Buonaiuto si è visto pochissimo, se non su calcio di punizione, mentre Seghetti ha fatto fatica tra i titani della difesa siciliana. Nel complesso la prestazione è positiva, ma il rammarico di tornarsene a casa con zero punti resta.