Il Padova è salvo! Non senza soffrire, ma forse è anche più bello così. Chi c'era ieri pomeriggio all'Euganeo potrà dire "Io c'ero!". L'intensità delle emozioni provate è stata fortissima. E come potrebbe non esserlo dopo la folle partita a cui abbiamo assistito tra Padova e Pescara, che ha consegnato la salvezza ai biancoscudati nel momento in cui nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Crisetig e compagni hanno dominato il primo tempo, Insigne e la sua banda, invece, il secondo. Con tanto di palo scheggiato da Letizia. Quel che è successo dopo è un'opera d'arte. Prima il rigore parato da Sorrentino a Russo, poi, in pieno recupero, la bordata di Pastina che ha letteralmente trafitto Saio. Così il Padova si è salvato. Quando hanno rischiato maggiormente di subire una sconfitta che poteva ricacciarli negli abissi della lotta per evitare i playout, i biancoscudati hanno tirato fuori le ultime energie rimaste (di sicuro trasmesse dal muro bianco e rosso che avevano di fronte) per spingere in porta il pallone dai tre punti d'oro. Ora è il momento di festeggiare (leggi qui le pagelle biancoscudate).
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Il tifo della Curva e gli eroi Sorrentino e Pastina: così il Padova si è salvato con il Pescara
Le scelte di Breda per Padova-Pescara
—Breda, sin dal primo allenamento, ha trasmesso ai suoi ragazzi concetti chiari e semplici, da cui non si è mai discostato. E così, ancora una volta, ecco che il tecnico trevigiano ha spedito in campo il suo Padova con il 3-5-2. Tra i pali il solito Sorrentino, futuro eroe di giornata assieme a Pastina. Quest'ultimo è diventato inamovibile nella linea a tre di difesa, e ieri ha giocato assieme a Belli e Villa. Solo panchina per Faedo e Perrotta. In mezzo al campo riecco il quintetto della promozione formato da Capelli, Fusi, Crisetig, Varas e Favale (linea mediana mai toccata dalla partita con l'Empoli in poi), a supporto del tandem d'attacco Caprari-Bortolussi. Per Caprari quella con il Pescara è una partita particolare. E forse anche per questo Breda l'ha scelto per giocare dal 1'. Con la maglia del Delfino, infatti, Caprari ci ha fatto la storia. Tanto che, a fine gara, il classe '93 è stato il primo, dopo aver esultato con la sua squadra, a consolare Insigne e i suoi vecchi compagni del tempo. Caprari, però, non è riuscito a incidere nella partita e, si potrebbe dire, anche nella stagione in generale. Avrà modo di rifarsi, perché è facile ipotizzare che il Padova del futuro possa ripartire anche dalla sua qualità indiscussa. Da sottolineare come, invece, la gran parte della formazione titolare di ieri fosse composta da quei giocatori che l'anno scorso hanno portato in Serie B il Padova (ben sette calciatori su undici, non una banalità). A sottolineare ancora una volta che il gruppo, già ben unito e saldo, ha fatto la differenza. Gli "incoscienti giovani" di Andreoletti sono maturati e da "coscienti uomini", che hanno imparato a navigare nei meandri più profondi di una categoria rognosa come la Serie B, hanno fatto quadrato nel momento più delicato della stagione per condurre il Biancoscudo ad una salvezza destinata a rimanere nella storia del club.
Sorrentino e Pastina: da panchinari del Padova a eroi salvezza con il Pescara
—Senza le gesta eroiche di Sorrentino e Pastina, probabilmente, staremmo parlando di un Padova che si dovrebbe ancora salvare all'ultima di campionato a Cesena. Perché possiamo dirlo senza troppi giri di parole: la parata di Sorrentino sul rigore di Russo e la staffilata di Pastina hanno regalato con anticipo la salvezza al Padova. Sorrentino si è ripreso alla grande dopo diverse settimane di appannamento, è tornato a trasmettere le certezze a cui ci aveva abituati e da vero leader carismatico, oltre che tecnico, ha respinto una conclusione dagli undici metri forse un po' troppo centrale del giovane attaccante pescarese. Ma non solo. Con diversi interventi e alcune sue intuizioni in ripartenza, ha tenuto in vita i suoi anche in una ripresa molto sofferta per la qualità emersa degli avversari. Mentre Pastina, marcatore roccioso e praticamente impossibile da spostare, è diventato il perno della retroguardia a suon di chiusure e interventi precisissimi. Breda lo ha definito un difensore da Serie A: starà a lui dimostrarlo. Certo che un difensore con quel mancino delicatissimo, ma potente allo stesso tempo, e con un tempismo perfetto nelle letture, difficilmente si vede in giro. Ieri è stato impeccabile, dietro e... davanti. Quel gol sotto la Curva Sud è un miscuglio di genio e sregolatezza. Ci vuole fegato. Per il Padova la missione estiva è quella di trattenere sia Sorrentino che Pastina e di ripartire anche dal loro contributo per costruire un futuro radioso. Perché non si sono rivelati solo dei giocatori forti, ma perché hanno anche dimostrato di aver tirato fuori il meglio di sé partendo da una posizione sfavorevole. Va ricordato, infatti, che entrambi non erano titolari a inizio stagione. Sorrentino era il vice di Fortin, mentre Pastina l'oggetto misterioso finito nel dimenticatoio per mesi e mesi dopo quei 45' horror disputati con il Vicenza in Coppa Italia.
Il tifo della Sud: il segreto della salvezza
—Ma senza l'apporto fondamentale della Curva Sud, siamo onesti, forse tutto questo non sarebbe potuto accadere. Non è un caso, infatti, che il Padova sia riuscito a vincere di misura le ultime tre partite casalinghe, segnando tutti i gol vittoria dall'80' in poi, sempre attaccando sotto il muro di tifosi scatenati che sempre lo sostiene. Bortolussi all'84' contro l'Empoli. Seghetti all'80' con la Reggiana. Ieri, Pastina al 94' contro il Pescara. Non è un caso e non può esserlo. A dimostrazione che d'ora in poi, per davvero, i biancoscudati in campo non saranno solo undici. Ma ben dodici. L'Euganeo è destinato a diventare uno di quegli stadi in cui giocare è difficilissimo. Dopo anni di agonia, finalmente i sostenitori biancoscudati possono dire di avere una loro casa che, a bordocampo, è un'arma in più per la propria squadra. E forse, ai più romantici, ringraziando vivamente Breda e i giocatori per il grande lavoro svolto, il pensiero sarà andato anche a Matteo Andreoletti. Il suo contributo, lo ha sottolineato anche l'attuale tecnico del Padova in conferenza stampa dopo la vittoria con il Pescara, è stato evidente. Il destino e la fortuna non gli hanno sorriso e il cambio in panchina, in fin dei conti, si è rivelato decisivo. Ma assaporare quella Curva, viverla ed esultarci ai suoi piedi, se lo sarebbe meritato anche lui.
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