Oughourlian presenta il nuovo Padova: Daniele Boscolo presidente, Fabio Pinelli vice e Alessandra Bianchi AD

Oughourlian presenta il nuovo Padova: Daniele Boscolo presidente, Fabio Pinelli vice e Alessandra Bianchi AD

di Tommaso Rocca

In diretta dalla sala stampa dello Stadio Euganeo le conferenza stampa di insediamento di Joseph Oughourlian come azionista di maggioranza del Calcio Padova  (vedi il live video sulla nostra pagina Facebook).

Presente anche l’ex presidente Roberto Bonetto che prende la parola inizialmente.

Roberto Bonetto: ” Oggi la famiglia Bonetto e la famiglia Beccaro come anticipato lasciano le quote di maggioranza a Joseph Oughourlian che da oggi detiene il 51% della società. La famiglia Bonetto con Moreno Beccaro tiene il 39%, restano al 5% Luca Destro e sempre al 5% Giampaolo Salot. Detto questo lascio la parola a Joseph che vi illustrerà la nuova organizzazione societaria”.

Oughourlian: “Grazie a tutti di essere qui. Per me è un piacere essere qui in città per continuare il progetto di Roberto con il quale ho iniziato a collaborare più di due anni fa. Ringrazio chiaramente i consiglieri Giampaolo Salot e Luca Destro e l’amministrazione nelle persone dell’assessore Bonavina e del Sindaco Giordani, da sempre grande sostenitore del Calcio Padova. Più di tutti permettetemi però di ringraziare Roberto Bonetto, una persona squisita che la vita mi ha dato la fortuna di incontrare, non solo per gli affari ma anche dal punto di vista umano. Dobbiamo ringraziare Roberto perchè ha preso il club cinque anni fa che era praticamente sparito e lo ha riportato in Serie B. Quello che è successo nell’ultimo anno sicuramente non fa piacere ma sono passaggi che possono accadere e dai quali cercheremo di imparare per il futuro. Oggi vi presento la squadra che abbiamo messo insieme per la gestione del club:Il presidente sarà Daniele Boscolo, una persona che imparerete a conoscere ma ad alcuni di voi saranno già note la sua passione per la città e per il club Calcio Padova. Il vicepresidente sarà Fabio Pinelli, avrà il compito delle relazioni del territorio e la responsabilità del settore giovanile. Alessandra Bianchi, la mia collaboratrice e persona di fiducia sarà l’amministratore delegato e avrà in mano le finanze, credo che sia importante avere una donna in questo settore in modo tale da avere chi riesce a placare i nostri ardori. Partire dalla Serie C? Io parto dal progetto Bonetto, non è una questione di serie ma di progettualità. Credo che Padova abbia una piazza fantastica, dei tifosi molto attaccati alla squadra e credo che nel Nordest possa diventare un punto di riferimento. Il calcio non è una scienza esatta e non voglio fare promesse ma il club ha grande potenziale e faremo di tutto per risalire il prima possibile da un serie difficile come la serie C. I nostri progetti? In tre anni vogliamo risalire in Serie B, affrontare il tema dello stadio, su cui stiamo lavorando in sinergia con l’amministrazione per valutare quale sia la strada migliore da seguire, e investire sul settore giovanile. I passaggi sulle mie quote in società? Non era tutto deciso dall’inizio, ci siamo trovati strada facendo a fare queste valutazioni con Roberto. Non era previsto, ma mi sono innamorato del club e ritengo sia giusto fare questo sforzo che accetto ben volentieri. Poi io sono uno, ho messo insieme una squadra che credo sia da Serie A, che avrà comunque bisogno di tutta la città e della gente del territorio per fare bene. Vogliamo risalire il prima possibile, è vero che la serie C finanziariamente è un’altra storia rispetto alla serie B ma non corriamo da soli e non sarà una passeggiata perché altre società importanti sono pronte ad investire. Calcio come business? Ho preso i Milionarios in Colombia che erano spariti e non avevano più settore giovanile, con gli investimenti e con il tempo dopo 7 anni a dicembre 2017 abbiamo vinto lo Scudetto riportando la squadra di Bogotà dove merita. Nel Lens è una cosa più recente, due anni fa sono entrato, ho preso la presidenza, risanato le casse della società e stasera ci giochiamo la semifinale dei playoff per andare in Serie A. Per me il calcio è una passione, non centra con il mio fondo, ma chiaramente non voglio bruciare soldi. Le esperienze che ho maturato negli altri club credo mi potranno essere utili anche qui nel Calcio Padova. La squadra? Credo che nel mix perfetto si ha bisogno di tutto: esperienza e fame di chi ha voglia di dimostrare, sia in campo che nello staff tecnico. Dove intervenire a Padova? Trovo un club che amministrativamente va bene grazie a Roberto, rispetto a Milionarios e Lens partiamo già da una base migliore. Ci sono inoltre persone professionali e che sanno come si lavora in un club, il cambio è al vertice, continueranno a lavorare a Padova persone del territorio. Se inciderà nelle scelte avere già sotto contratto un DS e un allenatore? No, vogliamo la migliore squadra possibile. Acquisire ulteriori quote? Ora non è il momento di parlarne, non immaginavo di prendere il 51% un anno fa e quindi ora non so cosa potrebbe essere tra un anno. Il problema del senso di appartenenza? Accade in tutto il mondo del calcio, il mondo è cambiato, i calciatori pensano giustamente alla loro carriera non siamo negli anni ’70. La serie C sarà una categoria durissima, senza fame e senso di appartenenza non andiamo da nessuna parte, sarà un requisito fondamentale quando sceglieremo la rosa. Il settore giovanile è importantissimo, al centro del progetto. Vogliamo portare i ragazzi dalle giovanili fino alla prima squadra, chiaro che non avremo risultati immediati nè tra un anno. Stiamo pensando a un nuovo centro sportivo per il settore giovanile. Fabio (Pinelli ndr) ha un figlio che gioca nel settore giovanile, credo sarà molto sensibile al tema. Calcio e managerialità possono convivere? Certo, è il mio obiettivo, ottenere risultati con un club sano. Quanto sarò presente? Il più possibile, sono presidente del Lens e alle gare in casa in Francia non posso mancare. Se siamo pronti a un ripescaggio? Prontissimi, magari!”

 

Daniele Boscolo: “Ringrazio Joseph Oughourlian, per me è un onore poter presiedere un club glorioso come il Calcio Padova. Sono un uomo di poche parole, alle parole preferisco i fatti. Veniamo da un anno difficile, ma dalle difficoltà noi dobbiamo imparare. Raccogliamo una grande sfida, riportare la società dove merita. Non partiamo da zero ma da quello di buono che è stato fatto dalla famiglia Bonetto e dal socio Beccaro, che ci tengo a ringraziare anche a mio nome. Ho chiesto a Roberto di restare seduto accanto a me nelle prossime partite in casa. Siamo un team di professionisti che ha ottenuto grandi risultati nelle sfide aziendali e il modello che ci ha consentito di avere questi successi lo vogliamo applicare al Calcio Padova. Sarà importante la programmazione, non è possibile dover ricalibrare ogni anno i progetti. La mia storia parte da lontano, da quando ai tempi di Buffoni facevo l’Università qui a Padova. Prendo questo incarico da padovano, da tifoso e da manager. Se sono stato io a mettere in contatto Joseph e Bonetto? Si, ho collaborato con entrambi dal punto di vista lavorativo ed è stato facile visto l’entusiasmo di entrambi. Sono due persone che lavorano e ci tengono sempre a raggiungere gli obiettivi. Non abbiamo le idee confuse, il Direttore sportivo è la chiave del nostro progetto, ruoli e responsabilità devono essere ben definiti e rispettati. Vogliamo un piano ambizioso che possa riportare entusiasmo e che riporti la voglia di lottare insieme e il direttore sportivo sarà un ruolo fondamentale. Stiamo lavorando su una rosa di nomi, non sarà un concorso pubblico, i criteri li abbiamo definiti ora parleremo con chi riteniamo essere in linea. Sarà una sorta di direttore generale, di direttore tecnico. Non abbiamo mai ricoperto cariche all’interno di una squadra di calcio ma abbiamo le conoscenze per sapere chi e come valutare le candidature. Padova è una piazza ambita, arrivano anche delle autocandidature. Zamuner? Abbiamo avuto un ottimo rapporto, non siamo qui solo per colpa sua, ha fatto anche cose positive, valuteremo. La campagna abbonamenti? Veniamo da un ottima annata, anche se le tribune vuote delle ultime gare sono state un brutto colpo. Vogliamo che i padovani si sentano vicini alla squadra. Chiudo con una battuta, negli anni del paron Rocco il fluidificante sinistro era un Boscolo, speriamo possa portare fortuna e Forza Padova!”

Fabio Pinelli: “Ringrazio chiaramente Joseph per l’incarico che ha ritenuto io possa ricoprire. Mi è stato chiesto di intensificare i rapporti con il territorio poichè il club possa beneficiarne nella sua crescita. In termini pratici essere al servizio del club e della città. Il Calcio Padova deve essere un veicolo educativo per la comunità come lo sport dovrebbe essere, con l’idea di aggregare e costruire legami, migliorare . Dobbiamo crescere non isolandoci ma diventando parte di una comunità anche in sinergia con aziende e associazioni del territorio. L’altro mio impegno sarà sul settore giovanile, giovani che crescono con il biancoscudo sul petto e che possano un domani vestire la maglia della Prima Squadra. Coinvolgiamo numeri enormi tra tutti i tesserati e le loro famiglie, il nostro progetto vuole essere educativo e di valori positivi. Chiudo ringraziando in primis Roberto Bonetto che mi aveva voluto nel CdA a marzo dello scorso anno. Ringrazio chiaramente anche Joseph Oughourlian, che mi ha voluto qui e che Padova imparerà a conoscere come persona ambiziosa che vuole sempre raggiungere gli obiettivi che si prefissa”.

Alessandra Bianchi: “Sono una persona di poche parole, non aspettatevi discorsi e proclami ma tanto lavoro che abbiamo già iniziato. Le scelte tecniche non verranno prese prima della prima settimana di giugno. Stiamo facendo valutazioni utili a capire partnership e sinergie, a breve potremo presentare l’organizzazione che abbiamo in mente. Non faremo rivoluzioni, chi lavora in società e i collaboratori verranno valutati ma sappiamo essere persone valide a cui sta a cuore il Calcio Padova”.

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