Tanti nomi sul taccuino, a breve attese le prime ufficialità

Salvo sorprese dell'ultima ora, domani sarà il giorno di Antonio Calabro. Una data curiosa, quasi simbolica: 13 giugno, Sant'Antonio. Il tecnico pugliese si legherà al Padova per due anni. Una scelta ponderata, maturata dopo settimane di colloqui e valutazioni, come vi abbiamo raccontato, che permetterà finalmente al direttore sportivo Massimiliano Mirabelli di concentrarsi totalmente sulla costruzione della squadra.

Mirabelli

Perché se la panchina è ormai stata individuata, il mercato è già entrato nel vivo da tempo. Telefonate, richieste di informazioni, incontri con procuratori e società. Il Padova si sta muovendo su più tavoli contemporaneamente e la linea guida sembra essere molto chiara: rispetto alla scorsa estate, l'obiettivo sarà quello di puntare maggiormente su giocatori già pronti per la categoria, senza rinunciare però all'inserimento di giovani di qualità e prospettiva.

Un equilibrio che dovrà consentire ai biancoscudati di affrontare un campionato più ambizioso rispetto a quello appena concluso. Tra i nomi monitorati con particolare attenzione ci sono due giovani provenienti dai vivai più prestigiosi del calcio italiano. Il primo è Braschi, attaccante della Primavera della Fiorentina, profilo che gli osservatori biancoscudati seguono da tempo e considerano particolarmente interessante per caratteristiche tecniche e margini di crescita. Poi Konate, centrocampista della Primavera del Parma, uno dei giovani che più hanno impressionato negli ultimi mesi a livello giovanile. Sul taccuino anche Topalovic e Cocchi dell'Inter, società con cui c'è sempre un ottimo rapporto.

Entrambi rappresentano quel tipo di investimento che il Padova vuole continuare a fare: talento, prospettiva e qualità tecnica da inserire gradualmente in un contesto più strutturato. Ma il vero cambio di approccio potrebbe riguardare i profili già affermati. Non è infatti un mistero che Calabro abbia portato con sé una lista di giocatori conosciuti e apprezzati durante le sue esperienze precedenti. Sul taccuino di Mirabelli figurano così nomi come Shpendi, Zanon e Zuelli, tutti calciatori che il nuovo tecnico ha già allenato in passato e che conoscono perfettamente richieste, principi di gioco e metodologia di lavoro dell'allenatore pugliese.

Elementi che potrebbero garantire un inserimento immediato e accelerare la costruzione dell'identità della nuova squadra. Attenzione anche al reparto offensivo. Tra i profili per cui il Padova ha già chiesto informazioni ci sono infatti Artistico e Di Nardo. Entrambi arrivano da una stagione conclusa con una retrocessione, ma il dato non sembra spaventare la dirigenza biancoscudata. I gol, infatti, non sono mancati. Artistico ha saputo ritagliarsi uno spazio importante con la maglia dello Spezia (menzionato dal difensore biancoscudato Sgarbi come il più difficile da marcare in categoria), mentre Di Nardo ha confermato le proprie qualità realizzative nel Pescara.

Due attaccanti diversi per caratteristiche ma accomunati da una qualità molto ricercata da Mirabelli: la capacità di incidere in una categoria dove gli attaccanti affidabili rappresentano spesso il bene più prezioso. Resta infine apertissimo il capitolo Harder. Il centrocampista della Fiorentina continua a essere uno degli obiettivi principali del mercato biancoscudato (di ritorno) e i rapporti tra i due club sono ottimi. La società viola è disposta ad ascoltare la proposta del Padova e il dialogo prosegue senza particolari ostacoli.

Il problema, semmai, si chiama concorrenza. Sulle tracce del biondo centrocampista è infatti piombato anche il Sassuolo, che avrebbe individuato in lui un profilo ideale per il proprio progetto tecnico. A spingere per il suo arrivo sarebbe stato direttamente Alberto Aquilani, nuovo allenatore neroverde. Una sfida tutt'altro che semplice per il Padova, che però continua a giocarsi le proprie carte.

L'impressione è che il mercato biancoscudato sia soltanto all'inizio. Con Calabro ormai pronto a sedersi sulla panchina dell'Euganeo, Mirabelli può finalmente accelerare. E dopo una stagione vissuta inseguendo la salvezza, questa volta il Padova vuole costruire una squadra che parta con ambizioni decisamente diverse.

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