Padova, Boscolo: “Ho passato momenti difficili, mia suocera novantenne è stata colpita dal virus. Troveremo il modo per far ricominciare il calcio e ripartire al 110%”

di Redazione PadovaSport.TV

Il Presidente del Padova, Daniele Boscolo Meneguolo, ha fatto il punto della situazione alla luce di una possibile ripresa dei campionati. Riguardo alla situazione personale: “La nostra azienda rientra in uno di quei settori strategici menzionati dal Decreto Ministeriale, per cui abbiamo continuato a lavorare. Ma lavorando molto all’estero, dopo di noi in altri Paesi molti si sono fermati, parecchi dipendenti hanno cominciato con lo smart working, abbiamo creato le condizioni perché si possa lavorare in sicurezza. Le attività però sono ritardate, non riusciamo a trasferire le merci, gli interlocutori si trovano e non si trovano, fornitori e collaboratori hanno rallentato. Rimettersi in moto dopo un periodo così non è facile. Ho toccato con mano il coronavirus, mia suocera ha cominciato a star male i primi di marzo poi è risultata positiva, ha una novantina d’anni ed è stata ricoverata. Noi siamo rimasti in quarantena per i fatidici quattordici giorni, poi siamo risultati negativi. Mia suocera ora sta bene, non ha avuto grandi conseguenze, speriamo questa settimana torni a casa. In compenso mia figlia si è laureata in video-conferenza, i suoi amici hanno organizzato una festa con Zoom, con oltre un centinaio di collegati”

Sul Calcio Padova: “Bisogna vedere le cose come stanno. Il primo elemento è che siamo in una situazione di emergenza, questa non è un’influenza normale. Qualsiasi attività se non fatta nel modo e nel momento adeguato può causare grossi problemi. Il lockdown, abbiamo visto, dà risultati positivi, c’è una data del 4 maggio in cui si spera che qualcosa possa cambiare. Il secondo elemento è quando ci saranno le condizioni per riprendere la vita normale. Play-off/Play-out subito? È un’opzione. Ora ci sono problematiche di varie questioni, alcuni club vogliono fermarsi per esigenze economiche o di classifica precedente allo stop. Il progetto Calcio Padova non è messo in discussione dall’attuale situazione, il punto sostanziale è capire cosa sarà di tutto l’ambiente calcistico. Oggi ci sono 60 squadre in C, ma l’anno prossimo? E il format sarà lo stesso o cambierà? Annullare il campionato? Dipende se sarà un decreto del Governo o se ne discuterà a livello di Lega. Ma al momento sembra un’ipotesi difficile”. Sugli stipendi dei calciatori: “A livello societario quanto sta accadendo lascia il segno, è realistico pensare che tutte le componenti possano condividere questo momento, giocatori compresi. Il direttore sportivo sta lavorando con i ragazzi, la Lega sta facendo un bel lavoro riguardo alla sostenibilità dei club, con la cassa integrazione sotto una certa soglia di stipendio”. E ancora: “Tra le varie soluzioni c’è quella di svincolare le fideiussioni. Nel prossimo campionato l’augurio è che ci siano controlli adeguati per fare in modo che tutti possano portare a termine la stagione”. Sul rimborso abbonamenti: “Ancora non se ne è parlato. Magari ci muoveremo autonomamente, al momento siamo in stand-by”. Infine gli auguri: “Faccio gli auguri a tutti i tifosi e alla nostra realtà del Calcio Padova anche da parte di Joseph. Questo tempo deve essere vissuto intensamente, quando sarà il momento dovremo ripartire dando il 110 %”.

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