Altra chance per l'allenatore biancoscudato per provare a cambiare rotta, intanto continuano i contatti per il possibile sostituto

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Di Marzio: “Ecco un giocatore del Padova da tenere d’occhio”

Il tecnico incassa la fiducia della società, ma il futuro resta tutto da scrivere. Da oggi pomeriggio allenamenti blindati e squadra più a contatto per provare a ricompattare il gruppo. Intanto cresce il malcontento della tifoseria: contro l'Avellino è già ultima spiaggia.

Porte chiuse, bocche cucite e un gruppo da ricostruire. Antonio Calabro va avanti alla guida del Padova, forte di una fiducia societaria che, almeno per il momento, gli consente di restare al suo posto. Una fiducia che non cancella le ombre sul futuro del tecnico, né soprattutto le domande che accompagnano le ultime, disastrose prestazioni della squadra biancoscudata.

Padova

La risposta immediata è affidata al lavoro quotidiano. A partire da questo pomeriggio, tutte le sedute di allenamento della settimana si svolgeranno a porte chiuse. Niente tifosi a bordo campo, dunque: il Padova si isola dall'esterno per concentrarsi esclusivamente su se stesso, provando a trovare le risposte che finora sono mancate sul terreno di gioco.

Ma non si tratta soltanto di blindare gli allenamenti. L'obiettivo è anche quello di far trascorrere più tempo insieme ai calciatori, favorire il confronto interno e cementare un gruppo che, alla luce degli ultimi risultati, sembra aver smarrito certezze, compattezza e capacità di reagire alle difficoltà. Prima ancora delle questioni tattiche, insomma, c'è da capire che cosa non stia funzionando nella testa e nelle gambe della squadra.

La ricetta di Calabro, tra passato e presente

Sono strategie che Calabro ha già utilizzato negli anni scorsi alla Carrarese, dove il lavoro lontano da occhi indiscreti e la ricerca di una maggiore coesione interna facevano parte del suo metodo. Stavolta, però, la sensazione è che la ricetta stia producendo pochi effetti. Il Padova continua a faticare e le ultime uscite hanno alimentato interrogativi sempre più pesanti sul rendimento della squadra e sulla capacità dell'allenatore di invertire la rotta.

Isolare il gruppo può servire a ricompattarlo, ma da solo non basta. Servono risposte concrete, segnali di reazione e soprattutto una squadra capace di ritrovare quella solidità che sembra essersi dissolta. Perché il tempo a disposizione non è infinito e la fiducia della società, per quanto confermata, non può trasformarsi in un assegno in bianco.

La tifoseria ha già emesso il suo verdetto

Nel frattempo, il clima attorno a Calabro si fa sempre più pesante. Sui social network il malcontento dei tifosi biancoscudati è ormai evidente: una parte consistente della piazza sembra aver già perso la pazienza e chiede un cambio in panchina. I commenti contrari al tecnico si moltiplicano, fotografando una frattura che rischia di diventare un ulteriore problema per una squadra chiamata a reagire in fretta.

La contestazione virtuale, naturalmente, non equivale a una decisione societaria. Ma rappresenta un segnale da non sottovalutare, soprattutto in una piazza esigente come Padova, dove i risultati e l'atteggiamento della squadra pesano quanto le dichiarazioni ufficiali.

Avellino, l'ultima spiaggia

E allora lo sguardo corre inevitabilmente alla prossima partita, quella contro l'Avellino. Una sfida che rischia di assumere i contorni di un autentico spartiacque per il futuro di Calabro. Il tecnico avrà la settimana per lavorare, confrontarsi con i suoi giocatori e provare a rimettere insieme i pezzi. Ma alla fine conterà soltanto ciò che il Padova riuscirà a dimostrare in campo.

Dalla società, intanto, non arrivano segnali pubblici particolarmente distensivi. I responsabili dell'area tecnica mantengono il massimo riserbo. Un silenzio che lascia aperti tutti gli scenari e che rende ancora più delicata la vigilia della sfida con gli irpini. Nessuna spiegazione, nessun commento sull'andamento negativo (molto preoccupante) delle ultime giornate, che rischia di far naufragare un progetto sportivo molto costoso e su cui si riponevano grandi speranze.

Calabro è ancora al suo posto, ma la sua posizione resta inevitabilmente sotto osservazione. La fiducia a tempo permetterà al duo Mirabelli-Porchia di intensificare i contatti con gli allenatori sulla piazza (sono esclusi Stroppa e Grosso, due fuoriclasse della serie B, per via di un assurdo patto firmato dall'AIAC). Nella rosa dei candidati ci sono Mignani, Zanetti, Ballardini e Gotti. Ampio spazio alla situazione del Padova questa sera durante il nostro talk in diretta "Centrocampo", dalle 21 sul canale 73 in tutto il Veneto o in streaming su PadovaSport.tv.

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