Padova e i “dolci” problemi di Mandorlini tra modulo e interpreti

di Redazione PadovaSport.TV

Finalmente Andrea Mandorlini ha quella gradevole sensazione di imbarazzo della scelta. Come un diesel, il Padova adesso sta prendendo velocità: le idee del tecnico ravennate sono nella testa e nella gambe di tutti gli interpreti, la qualità della rosa è alta. Ha iniziato a girare a favore anche il venticello della buona sorte e ad Arezzo sono entrati in porta ben cinque palloni, quando magari nelle partite precedenti, vuoi per poca precisione o per bravura del portiere di turno, qualche punto si è perso per strada. Dopo sei partite Mandorlini, pur avendo qualche grattacapo in difesa per via di numerose assenze (ma già Kresic dovrebbe rientrare per la sfida al vertice contro il Südtirol), può permettersi di scegliere con calma il suo undici di partenza, sapendo di poter contare su molte frecce al proprio arco.

Il regista e la staffetta

Sia Hallfredsson che Ronaldo offrono ampie garanzie, l’islandese fa valere il peso enorme, in questa categoria, della sua esperienza, detta i tempi con calma olimpica, recupera palloni, ha un lancio pulito e preciso. Il brasiliano ha sfoderato una prestazione da incorniciare in terra aretina, dalla sua ha doti balistiche di grande rilievo, sui piazzati sa fare male, arriva spesso alla conclusione in porta e porta in dote quella giusta cattiveria (a volte troppa…). Il dilemma è che, insieme, non possono più giocare: anche perché con mezzali come Hraiech, Della Latta, ma anche Buglio e Mandorlini, sembra davvero difficile trovare la quadra. Ci abitueremo a una staffetta Ronaldo-Hallfredsson (che ricorda un po’ Italiano-Milanetto di qualche anno fa)?

Due o tre punte?

Aspettando il rientro di Paponi, che slitta di qualche giorno, che decisione prenderà Mandorlini in attacco? Il tridente può contare sue due ottimi esterni come Bifulco e Jelenic ma sembra non valorizzare la punta centrale. Ma si può leggere in altro modo: in questo momento né Jefferson né Soleri offrono garanzie. Piuttosto meglio dare spazio a Nicastro, uno che scalpita per giocare e segnare: in tandem con Santini abbiamo visto un ottimo attacco, movimenti giusti, non si pestano i piedi. Che modulo aspettarsi contro la capolista? Il Padova può già permettersi, contro un avversario decisamente in forma, un trequartista e due punte? O meglio due esterni che tornano a coprire a centrocampo? Attenzione anche alle possibili varianti su tema, come il 4-3-2-1, già visto con Mandorlini, con Jelenic e Buglio dietro all’unica punta. Staremo a vedere, come dicevamo a inizio articolo, è un buon momento: tante soluzioni e tanti giocatori “sul pezzo”. E domenica il Südtirol sarà già un bel test per le ambizioni del Padova.

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