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La rincorsa

Padova e Südtirol, è una guerra di nervi. Oddo in versione psicologo

Padova e Südtirol, è una guerra di nervi. Oddo in versione psicologo

Domenica mattina l'allenatore con il ds Mirabelli si sono concessi una lunga passeggiata per il centro città, la piazza sta cominciando ad apprezzare il grande lavoro svolto dalla nuova coppia dopo l'iniziale diffidenza

Redazione PadovaSport.TV

Massimo Oddo sapeva che il suo lavoro a Padova sarebbe stato diverso dal solito. Un allenatore che ha come missione quella di vincerle tutte deve per forza di cose essere anche un bravo psicologo. Dopo la "giornata perfetta" di sabato però arriva adesso il momento cruciale della stagione. La squadra deve capire che, pur avendo fatto tantissimo... non ha ancora fatto niente. E l'impegno con la Pro Vercelli, questo sì fuori di retorica, diventa una finale da giocare alla morte. Altrimenti si vanifica l'effetto di queste sei vittorie consecutive. È ancora difficile raggiungere il primo posto, ma lo scenario è leggermente mutato in meglio. E nella situazione attuale, a differenza dello scorso campionato, è il Padova che rincorre e ha meno da perdere rispetto al Südtirol, che ha già lo champagne in frigo da settimane.

Forse la palla "scotterà" un po' di più alla squadra di Javorcic, ma comunque il Südtirol ha già dimostrato di saper digerire in fretta la sconfitta, vedi reazione post Piacenza. Dalle parti di Bolzano si continua a ripetere che bastano tre vittorie per andare in B. E davanti ci sono in effetti avversari abbordabili come Lecco e Fiorenzuola, prima dello scontro diretto che potrebbe a questo punto diventare decisivo. Ma ogni ragionamento sul possibile sorpasso passa dalle vittorie del Padova. Squadra e mister ce la stanno mettendo tutta per cercare di essere meno prevedibili, visto che ormai certi movimenti sono ben conosciuti dalle avversarie. Oddo, però, veste soprattutto i panni dello psicologo: serve un cambio di mentalità per capire che le partite si vincono dopo 90' e che abbassare la guardia è deleterio. Certi giocatori soprattutto quelli molto tecnici a volte tendono a "giochicchiare" in certe fasi della partita, in alcuni casi ci si sente superiori (inconsciamente) e si smette di pressare, aggredire. Un atteggiamento negativo, sottolineato più volte da Oddo ormai nei post partita.

Oddo e la città

Intanto Massimo Oddo ha vinto l'iniziale diffidenza della piazza (anche noi non eravamo troppo convinti della scelta, a dire il vero...) e sta piano piano (e soprattutto a suon di vittorie) conquistando la fiducia del pubblico padovano. I tifosi cominciano ad apprezzare il lavoro certosino del tecnico abruzzese, che (nonostante la già ottima posizione in classifica ereditata) ha capito esserci ancora margine di miglioramento. Ieri mattina, il giorno dopo della vittoria con il Piacenza, Oddo e il ds Mirabelli si sono concessi una lunga passeggiata per il centro, approfittando della giornata primaverile e soleggiata. Forse stanno iniziando a sentire un po' loro questa città, che freme per tornare nel calcio importante. Tutti si augurano che siano le persone giuste per centrare questo obiettivo.

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