Il Padova scaccia i fantasmi delle cinque sconfitte consecutive, del tabù casalingo e del periodo più difficile della stagione. E lo fa regalandosi la vittoria più bella che ci sia, contro l'Empoli all'Euganeo, dove un successo mancava da due mesi. Merito di un gol all'84' di Bortolussi sotto la nuova Curva Sud, riempita di bianco e rosso e di una passione che non vedeva l'ora di potersi scatenare nella sua casa. La spinta della marea biancoscudata (più di 10mila i presenti allo stadio, come non succedeva da 14 anni) è stata determinante. Un'autentica bolgia ha condotto la squadra di Roberto Breda ai tre punti e potrà, d'ora in poi, accompagnare con il suo calore il Padova alla salvezza. Ma non è ancora finita. Se ieri è stato sistemato un tassello fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo stagionale, le prossime partite saranno ancora più importanti. A partire dal prossimo scontro diretto con la Reggiana, ieri vittoriosa in casa con la Carrarese (2-0). La strada per mettersi definitivamente al riparo dalle zone rosse della classifica è ancora lunga, ma il Padova sembrerebbe essersi assestato sui giusti binari dopo uno sbandamento pericoloso e una sfilza di infortuni che hanno colpito la rosa. Ieri è girato quasi tutto per il verso giusto, dall'inizio alla fine, come non succedeva da parecchio tempo, ma a colpire in positivo è stato soprattutto l'atteggiamento della squadra. Diametralmente opposto a quello mostrato con il Frosinone (la curva non può non aver inciso...). E la vittoria, oltre che meritata, è voluta. Da tutti. Andiamo, dunque, ad analizzare il successo di ieri del Padova sull'Empoli di Fabio Caserta (leggi qui le pagelle biancoscudate).
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Padova-Empoli, la vittoria della Curva
Le scelte tattiche di Roberto Breda per Padova-Empoli
—Qualche dubbio alla lettura della formazione ufficiale biancoscudata era sorto. Due mancini in difesa? Sgarbi può fare il braccetto? Beh, ora lo sappiamo: sì! Confermato Sorrentino in porta, davanti a lui il Padova si sistema con un 3-5-2. Compongono una linea difensiva del tutto inedita Sgarbi, Perrotta e Pastina. Doveva giocare Villa, ma a causa di un problema fisico riscontrato alla vigilia e di una prova nel riscaldamento che non ha trasmesso sensazioni positive, Breda è stato costretto al cambio tra i titolari. Meglio non rischiare. A prendere il suo posto è così Perrotta, con Sgarbi che quindi scivola a fare il braccetto. In mezzo al campo si rivede dal 1' Crisetig, affiancato dalle due mezzali Fusi e Varas (l'ecuadoregno più offensivo), mentre sulle corsie laterali agiscono Capelli a destra e Favale a sinistra (emozionante rivedere il centrocampo titolare della promozione: mancherebbe solo Luca Villa...). Lì davanti, infine, ecco il tandem Bortolussi-Di Mariano, con quest'ultimo spesso libero di agire sulla sinistra per rientrare sul piede forte e calciare o crossare in area. In fase di possesso il Padova imposta mantenendo salda l'ossatura del 3-5-2. I difensori passano spesso dal metronomo Crisetig, che gioca semplice e smista a destra o a sinistra per far arrivare poi il pallone nelle zone pericolose, o si affidano a scambi sulle fasce, sempre supportate da un attaccante e dalla mezzala di riferimento. Quando difende, invece, l'undici di Breda si schiaccia nel più classico dei 5-3-2, con gli arretramenti di Capelli e Favale in linea con il terzetto difensivo. Caserta, infine, schiera in campo il suo Empoli con un 4-4-2 un po' macchinoso, i cui riferimenti offensivi sono i talentuosi Shpendi e Popov.
Un primo tempo a reti bianche animato dalla passione della nuova Curva
—All'ingresso in campo ogni singolo giocatore del Padova si volta a destra. La Curva stracolma è troppo bella per non essere ammirata. E chissà che scarica adrenalinica deve avergli trasmesso... Perché il primo tempo è nel complesso positivo, nonostante una partenza titubante. Un po' bloccati e intimoriti, comprensibilmente, dal periodaccio vissuto, i padovani arginano con ordine un Empoli ben più propositivo, la cui spinta sfocia al 9' in una ghiotta chance ravvicinata di Popov, respinta, però, da un riflesso miracoloso di Sorrentino. Poi il Padova prende coraggio e capisce che, supportato alle proprie spalle da una marea di tifosi festanti, il pomeriggio può essere positivo. Così l'undici di Breda inizia a premere e ad invadere la metà campo empolese. Al 17' Fulignati blocca su un mancino di Bortolussi liberato da Di Mariano, mentre al 25' nasce l'opportunità più importante della prima frazione. Da corner Sgarbi fa valere tutta la sua imponenza impattando alla perfezione di testa, ma un ottimo Fulignati respinge lateralmente. Bortolussi si avventa sulla sfera e rimette dentro, ma nessuno colpisce, neanche Varas, che si vede sfilare il pallone a pochi centimetri dal piede. Una decina di minuti più tardi l'Empoli si riaffaccia in attacco con un colpo di testa alto di Shpendi, ma il break dei toscani dura poco. Si gioca quasi su una sola metà campo: Crisetig centra in pieno la barriera da punizione, poi su un lancio lungo di Magnino, Shpendi elude l'intervento di Pastina ritrovandosi davanti a Sorrentino. Il centravanti albanese, però, si allarga un po' troppo e non riesce a calciare, murato dai provvidenziali recuperi di Pastina e Favale. Così si chiude il primo tempo. Partito un po' contratto, il Padova riesce a regalarsi comunque un primo tempo che lascia ben sperare in vista della ripresa.
La ripresa di Padova-Empoli e il boato all'84'
—Il secondo tempo è un monologo del Padova, se non in una singola occasione dell'Empoli al 63'. Ebuehi crossa dentro, Popov si infila tra Perrotta e Capelli e colpisce la parte alta della traversa da centro area. Il resto è un assolo dei padroni di casa, rimpolpati a inizio ripresa dall'ingresso di Faedo per Sgarbi, non ancora con i 90' nelle gambe. Subito dopo il legno colpito dagli empolesi, Breda inserisce anche Caprari per Di Mariano ed è da questo momento che lo show ha inizio. Caprari serve subito in area Bortolussi, bloccato da uno strepitoso riflesso di Fulignati, mentre poco dopo Fusi, davanti alla porta ma da posizione più defilata, invece che staffilare il portiere avversario, cerca un timido appoggio sul secondo palo, su cui proprio Caprari e Bortolussi non arrivano. Le sensazioni sono positive, la spinta della squadra costante, come anche l'apporto della Curva. Al 70' entrano in campo anche Ghiglione e Di Maggio per Capelli e Fusi, rinfrescando con energie nuove un assalto continuo. Proprio Ghiglione a un quarto d'ora dalla fine sterza sul sinistro e crossa sul secondo palo per Favale, bravo a impattare, ma meno ad angolare il suo colpo di testa. Mentre all'84', grazie anche all'ottimo impatto dei subentrati, succede quello che tutti aspettavano dall'inizio. Di Maggio imbuca sulla destra per un ispirato Caprari, che mette dentro. La difesa allontana, ma Pastina calcia due volte, sempre ribattuto, finché, sulla sua seconda conclusione, la palla non arriva a Bortolussi, a cui basta sfondare la rete da pochi passi per far tremare lo stadio. 1-0. Delirio all'Euganeo, ma non è finita. In pieno recupero sembra di rivivere il finale della partita con il Palermo (gol di Bani allo scadere) per un presunto intervento con il braccio di Perrotta in area, ma per l'arbitro e il Var non c'è nulla di irregolare. Il recupero si allunga, la tensione sale, ma al triplice fischio tutti i presenti si lasciano andare a un urlo di gioia e di liberazione. Il Padova è vivo e si è tolto dalla zona playout. Lì fuori deve assolutamente rimanerci.
La nuova Curva è una spinta incredibile. E quello striscione ad Andreoletti...
—Al 38' del primo tempo, dalla nuova Curva Sud è apparso uno striscione che ha fatto emozionare un po' tutti all'Euganeo: "Prima l'uomo, poi il mister: Matteo Andreoletti per sempre padovano". Per un attimo, la nuova Curva Sud ha preso il nome di Curva Andreoletti. In quei secondi il popolo biancoscudato si è stretto attorno all'allenatore che ha riportato dopo 6 anni il Padova in B e a cui si è legato con un affetto genuino e sincero che nel calcio si vede raramente. Un momento toccante, uno dei tanti in un pomeriggio che ha avuto come protagonista principale proprio la Curva. L'agonia è terminata e i tifosi d'ora in poi potranno cantare e supportare i propri beniamini dalla loro casa. Una casa all'inglese, come l'ha definita Roberto Breda nel post-partita, vicinissima alla porta. Un catino che si fa sentire e che non può far altro che aiutare i giocatori in campo, nonché intimorire gli avversari. Ieri pomeriggio la Curva ha spinto il Padova alla vittoria e ha aiutato Bortolussi a far viaggiare con più velocità il pallone in rete. E così dovrà essere da qui alla fine, con Reggiana e Pescara. Un po' di romanticismo ci vuole, ma una cosa è certa: la salvezza passerà anche dal supporto incandescente della Curva. In un campionato ostico come la Serie B avere alle proprie spalle un immenso muro che ti incita è un vantaggio enorme.
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