L'intervista

Padova, l’ex socio Poliero: “Ho lasciato insieme a Bergamin, non condividevo il progetto. E la Bianchi…”

Padova, l’ex socio Poliero: “Ho lasciato insieme a Bergamin, non condividevo il progetto. E la Bianchi…”

Imprenditore, titolare di Legor Group, torna nel calcio con una sua creatura e grande ambizione. Ha parlato anche del suo passato in biancoscudato

Redazione PadovaSport.TV

Massimo Poliero è tornato quest'anno nel calcio con una sua creatura, lo United Borgoricco Campetra (ne parliamo qui), che milita nel campionato di Eccellenza con l'obiettivo di raggiungere la più presto la serie D. L'imprenditore, titolare di Legor Group e in passato sponsor e presidente del Settore Giovanile del Calcio Padova ha parlato anche dei biancoscudati, ecco le sue parole ai nostri microfoni:

Ricordo con grande affetto Giuseppe Bergamin, persona che metteva sempre il cuore davanti all'idea, e questo a volte è un bene e a volte è un male, dipende da chi ti trovi davanti. Quando abbiamo deciso di fare un passo indietro insieme a Bergamin, abbiamo lasciato questa possibilità a Roberto Bonetto che voleva prendere il club, le cose poi sono andate abbastanza bene, io non mi ritenevo più utile a quel progetto, avevo la mia visione sul settore giovanile. Se le strade non collimano più, siamo tutti imprenditori e facciamo delle scelte. Contatti con la nuova società? Ho incontrato Alessandra Bianchi, penso che abbia fatto un giro di consultazioni, io avendo l'azienda a Vicenza in questo momento sto sponsorizzando il Vicenza per una serie di ragioni anche se adesso le risorse le metteremo sempre più sullo United Borgoricco. Regole per un buon settore giovanile? Prima di tutto ci vuole una proprietà che ci creda, poi un buon responsabile che coordini tutte le attività e poi io credo molto alle attività di base, dai pulcini. Bisogna accompagnarli dall'inizio. È lì che formi il ragazzo, dai 6 ai 10 anni c'è l'apprendimento massimo. Le qualità tecniche e la struttura mentale si formano in quella fascia, e noi vogliamo portare qualità lì. Non è facile trovare allenatori per quelle fasce perché tutti vogliono allenare i più grandi

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