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In diretta dalla sala stampa dello stadio Euganeo la presentazione del nuovo tecnico del Calcio Padova Roberto Breda.
Francesco Peghin: "Ho già il dato il benvenuto al nuovo mister e gli faccio l'in bocca al lupo per queste 6 finali da giocare con il coltello tra i denti. Volevo parlare dopo sabato scorso. Parlo da Presidente ma anche da persona che ha a cuore il Calcio Padova che si è speso più di tutti con Alessandro Banzato, di cui esprimo il pensiero, perché diventassi il proprietario del Padova evitando che il Padova andasse in mani di un gruppo estero. Mi preme fare un ringraziamento a mister Andreoletti e al suo staff, per il loro impegno messo per il Calcio Padova e per le emozioni che ci hanno fatto vivere e che rimarranno per sempre nei nostri cuori. Anche quest'anno sembravamo sulla strada giusta salvo poi abbiamo trovato delle difficoltà e in questo momento nel girone di ritorno saremo ultimi a pari punti con l'Empoli. Io e Alessandro Banzato non siamo soliti intervenire sulle questioni tecniche come fanno altri proprietari. La scelta dell'avvicendamento, fatta dalla parte tecnica dopo questa situazione credetemi è stata molto dolorosa ma credo necessaria. L'anno scorso dopo la partita con l'Atalanta U23 che ci vide sorpassati dal Vicenza telefonai a capitan Kirwan che mi disse "Tranquillo pres, ce la faremo" ho visto negli occhi dei ragazzi la stessa determinazione, per cui forza Padova e avanti tutta".
Mirabelli: "Ringrazio Matteo per quanto fatto. Per me è stata una scelta amara, quasi due anni fa quando lo presentai mi ricordo le critiche per aver affidato la panchina del Padova al più giovane tra i professionisti. Non è la prima ne l'ultima volta che capiterà ad un allenatore, nemmeno ai più bravi, quando si imballa un ingranaggio, e ci tengo a dire non per responsabilità solo sua ma di tutti coloro che lavorano qui, è nostro compito intervenire. Non vincere mai in casa era diventata la normalità e per noi era necessario cambiare qualcosa. Ora abbiamo 6 finali, dobbiamo guardare a queste gare con spirito positivo. Siamo feriti, non morti, non è ancora tempo di funerali. Da parte nostra dobbiamo rimanere focalizzati sul nostro obiettivo che è quello di salvare la squadra. Abbiamo una proprietà nuova che ci ha messo sin da subito nelle condizioni di lavorare bene e fare al meglio il nostro lavoro. Qualora questo non avvenga le responsabilità saranno solo mie, lasciamo lavorare in pace il nuovo mister e la squadra. Poi ci sarà tempo di riflettere e vedere come sono andate le cose a bocce ferme. Sono convinto che questa proprietà regalerà belle cose a questa squadra da qui a 3o anni e chiunque ci sarà questa piazza sarà invidiata da molte altre realtà di tutta Italia perché il progetto è sano e serio. Quando cambi allenatore bisogna capire anche in che periodo ti trovi. La bacchetta magica non ce l'ha nessuno, l'identikit che abbiamo tracciato prevedeva un allenatore che conoscesse squadra e categoria e che sapesse cosa voler dire entrare a stagione in corso. Abbiamo fatto questa scelta credendo sia quella migliore possibile e siamo convinti che manterremo la categoria conquistato l'anno scorso. Il contratto è fino a fine anno, di eventuali opzioni ne parleremo"
Roberto Breda: "Ringrazio per l'opportunità la dirigenza. La squadra ha certamente delle opportunità di crescita importanti e domenica quando ho avuto questo confronto ho avuto subito sensazioni positive. Il mio focus quando non alleno è totalmente sulla Serie B, categoria che conosco bene. Credo che da fuori si possano fare analisi più razionali. La squadra di mister Andreoletti l'anno scorso ha fatto una grande stagione e gli faccio i complimenti per questo. Dall'Empoli al Pescara siamo tutti coinvolti, abbiamo pochissimo margine d'errore. Il mio lavoro sarà quello di togliere la confusione, è una bella sfida che accolgo con entusiasmo. Chi vince la Serie C sa quanto difficile è, per cui sarà importantissimo mantenere la categoria. Pensiamo una partita alla volta, iniziamo dal Frosinone, noi faremo il massimo per portare ogni gara più punti possibili a casa senza fare tabelline. Quando analizzo un'opportunità la prima cosa che guardo è la potenzialità del gruppo, qui avevo già notato che è una squadra che può migliorare e fare bene. Andreoletti? Aver vinto il campionato non lo farà mai dimenticare qui, credo che salvare questa squadra sarà anche fargli un piacere e credo sia una cosa che desidera anche lui. Abbiamo la fortuna di aver una settimana in più per poter lavorare, la prima sfida sarà subito con una squadra forte. Conosco tanti ragazzi sia perché 5 ne ho allenati sia perché seguo sempre la serie B. Ci sono due tipi di allenatori, chi come Sarri che ha un modulo e gioca con quello e chi è più adattabile. Avendo così poco tempo devo rispettare le caratteristiche principali del gruppo creargli un vestito su misura e mettere i calciatori più forti in condizioni di far bene. Queste due settimane lavoreremo a porte chiuse, poi non sarà così, poter avere questo piccolo vantaggio non vedo perché sprecarlo. Ogni situazione è diversa, la mia capacità deve essere quella di togliere gli alibi e semplificare le cose. Dobbiamo lavorare concretamente e togliere emotività dalle scelte. Salerno è stata casa mia, l'anno scorso la squadra non l'ho sentita mia del tutto e credo anche per situazioni extracampo che non mi ha permesso di lavorare al meglio e ho una grandissima voglia di dimostrare di poter far bene. Moduli? Aldilà dei numeri è l'interpretazione che fa la differenza a prescindere di quanti giocatori mettiamo in difesa o in attacco. Sappiamo che dobbiamo vincerne e scenderemo in campo per questo. Se sono un sergente di ferro? Io parlo tranquillo, poi se serve faccio volare anche le scarpe. Da giocatore non mi piacevano allenatori che gridavano e basta, credo ci sia un tempo per tutto e situazioni in cui è meglio parlare tranquillamente altre in cui bisogna farsi sentire. Il Papu? Il ragazzo come tutti si è messo a disposizione subito, è un campione del mondo per cui sappiamo le sue qualità. Viene da un infortunio e vuole dare una mano, sarà da capire se è sarà pronto subito, non gli chiederò di correre come una ragazzo di 20 anni. Lo staff? Mi porto dietro sempre due collaboratori, il mio secondo e il mio preparatore. Mi piace avere una componente della società perché conoscono bene ragazzi e ambiente sono sicuro che chi mi troverò già qui tecnicamente ed umanamente sarà. La squadra? La disponibilità è stata massima e ho visto la voglia di dare il massimo in queste sei partite".
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