Le parole dell'attaccante biancoscudato, appena approdato alla corte di Calabro

Luca Moro si è presentato oggi in conferenza stampa, affiancato per l'occasione anche dal presidente Francesco Peghin che ha voluto "introdurre" il nuovo acquisto, secondo padovano in rosa, dopo l'arrivo di Lovato.

"È stato emozionante ritornare alla Guizza - ha detto Moro - e rivedere gli stessi campi in cui mi sono allenato fin da piccolo. Non è un ritorno solo per stare a casa e godermi i momenti vicino alla mia famiglia. Significa molto essere qui e deve essere un anno molto importante. Ho grosse aspettative da me stesso: questo deve essere un nuovo punto di partenza, insieme alla squadra. Ci sono grandi motivazioni da parte mia e dei miei compagni. Mi piace l’ambiente che si è creato, mi piace la squadra per come l’ho vista e sono felice di essere tornato".

Moro

Sull'operazione: "La trattativa è durata un po’. Sapevo di dover fare il ritiro con il Sassuolo perché la società voleva questo. Avevo già sentito il direttore prima del ritiro e avevo espresso la mia volontà positiva di ritornare. Poi sono subentrate questioni societarie e i tempi non li ho decisi io. La mia volontà di ritornare c’è stata fin da subito. La prima persona che ho chiamato è stata la mia ragazza, dato che dovevamo prepararci per trasferirci a Padova, e subito dopo la mia famiglia. Il direttore mi ha trasmesso la sua carica e mi ha indirizzato in questa scelta, Calabro sa poi valorizzare le due punte".

Moro, che ha girato molte squadre in questi anni (Catania, Frosinone, Spezia, Sassuolo), ha sempre seguito il Padova: "L’anno scorso l’ho seguito da tifoso, ero incollato alla classifica per sperare che il Padova si salvasse. La società ha dato un’impronta importante quest’anno". Ritroverà Lovato: "Ho gioco con lui sia nelle giovanili a Padova sia al Sassuolo, e adesso questa è la terza volta insieme. Lo conosco da quando ho iniziato a giocare a Padova, fin dai pulcini. Lui è un anno più grande, dividevamo gli spogliatoi alla Guizza, il pulmino e le varie attività. Abbiamo giocato insieme l’anno della Primavera, dove lui era capitano, poi le nostre strade si sono divise per poi rincontrarsi al Sassuolo e ora di nuovo qui".

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