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Padova-Palermo, sfida gigante contro Golia? Per Rino Foschi non è proprio così. Il direttore sportivo, doppio ex della sfida, è intervenuto ai nostri microfoni, alla vigilia dell'atteso match (fischio d'inizio domani, ore 15, allo stadio Euganeo).
"Il Palermo non sta raccogliendo i risultati attesi - le parole del DS - lo dico onestamente, con il bene che voglio a questa piazza. Non sta facendo quello che può fare. L'organico è completo, nel complesso è un'ottima squadra, specie in attacco. Ma non ha continuità, ha delle strane pause nei 90 minuti che una squadra di questo calibro non dovrebbe avere. Per me Filippo Inzaghi è un amico, quasi fratello, ma dico che subisce l'avversario che impone un certo ritmo alla gara. Va in difficoltà".
Questa potrebbe essere una chiave di lettura per domani? "Sì, fuori casa oltretutto il Palermo non è invincibile - spiega Foschi - Verrebbe da dire che manca un po' di personalità, nonostante nomi importanti nella rosa".
Il Padova ha bisogno di ricominciare a muovere la classifica, forse il pronostico non è così blindato come con il Venezia? "Il Venezia fa storia a sé, è la squadra più forte del campionato, i tifosi del Padova non devono neanche considerare quella partita. Dipenderà tutto dal Padova, se riuscirà, come ha già fatto in questo campionato, ad avere intensità e ritmo, può mettere in difficoltà il Palermo che, non va nascosto, è più forte".
Che giudizio sul campionato del Padova fin qui? "In certe partite l'ho visto davvero bene. Poi ha avuto infortuni, non è stato molto lineare. Andreoletti ha avuto alti e bassi, ma sono sicuro che salverà la squadra. Dipende anche dalla piazza come lo vede, deve sentirsi sorretto, società e allenatore si completano se ci credono insieme all'obiettivo. Certe paure fanno venire delle titubanze, se si insinua qualche dubbio nella società, si possono fare anche disastri. Padova non è una piazza facile per fare calcio, pretende, è una piazza importante. La metto al pari di Verona, molto più di Cesena. Poi la prossima stagione la nuova proprietà, che è ambiziosa, deciderà se proseguire con lui. Mirabelli? Lo conosco bene, mi chiamò quando ricevette la chiamata del Padova e gli dissi: Sei fortunato, ti invidio, quella è una grande piazza".
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