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Padova, più cattiveria e coraggio sotto porta: con il Catanzaro si poteva riaprire prima?

Pietro Zaja
Pietro Zaja Redattore, telecronista 
Niente da fare. Nella prima sfida del delicatissimo trittico settimanale con Catanzaro, Venezia e Palermo, il Padova non è riuscito a strappare punti in casa, riducendo così ancora il margine di vantaggio sulla zona playout. I biancoscudati di...

Niente da fare. Nella prima sfida del delicatissimo trittico settimanale con Catanzaro, Venezia e Palermo, il Padova non è riuscito a strappare punti in casa, riducendo così ancora il margine di vantaggio sulla zona playout. I biancoscudati di Matteo Andreoletti, infatti, non hanno superato l'enorme scoglio Catanzaro, perdendo 1-3. Ora il sedicesimo posto dista 3 punti e le prossime due partite non sono di certo passeggiate. Anzi... Il rammarico per qualche punto smarrito qua e là nell'ultimo periodo cresce di settimana in settimana. Ma non bisogna piangersi addosso. L'unica via d'uscita è l'unione: squadra, società, tifosi. Ambiente compatto verso un unico obiettivo, la salvezza. Poi, chiaramente, più di qualcosa ieri non ha funzionato all'Euganeo (in questo articolo proveremo a capirlo), ma la salvezza è ancora ampiamente alla portata. Noi ci crediamo fortemente. La squadra è composta da giocatori di valore. Andreoletti ha in pugno la situazione e non ha mai sbandato. Il margine dalle zone calde, nonostante si sia abbassato, è ancora di 3 punti. E, soprattutto, ogni gara è una storia a sé e tutto, ma proprio tutto, può accadere. Basterebbe una vittoria, infatti, per respirare e vivere con più serenità le partite seguenti. Lo abbiamo scritto a più riprese, ma la Serie B è così. Una folle montagna russa, che conduce all'euforia e alla disperazione, sentimenti così lontani, non in cadetteria. Nelle emozioni in tempesta, però, cosa serve? Beh, lo sapete benissimo: equilibrio! Tattico e soprattutto mentale. Andiamo ora, però, ad analizzare la partita di ieri pomeriggio che il Padova ha perso contro il Catanzaro in casa per 1-3 (leggi qui le pagelle biancoscudate).

Le scelte tattiche di Andreoletti

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Ormai l'impostazione tattica dell'allenatore del Padova Andreoletti è chiara e anche contro il Catanzaro non viene snaturata. 4-4-2 ibrido in costruzione di gioco e 5-3-2 in fase di non possesso. Un mantra. Senza Barreca, PapuGomez, Bacci, Sgarbi, Harder e Ghiglione, Andreoletti ha gli uomini contati e per sostituire l'ultimo tra gli infortunati, Sgarbi (ospite lunedì scorso del nostro talk interamente dedicato al Calcio Padova, Centrocampo), preferisce affidarsi a Villa rispetto a Pastina. Così, al centro della retroguardia, davanti al solito Sorrentino, parso un po' meno lucido nelle ultime uscite rispetto agli standard a cui ci aveva abituato, agiscono proprio Villa e Perrotta, con Belli a fare il terzino destro e Faedo quello sinistro. In mezzo al campo riecco la coppia Fusi-Varas, con Capelli largo a destra e Di Mariano dalla parte opposta. Motorini a sostegno del tandem offensivo Bortolussi-Caprari. Il bomber viene inaspettatamente lanciato subito in campo dopo il problema alla schiena che lo aveva costretto a saltare le ultime tre partite con Modena, Spezia e Avellino. E, come suo solito, si sbatte a più non posso dal fischio d'inizio a quello finale per recuperare più palloni possibili. Anche perché di occasioni da rete non ne ha quasi nessuna. Il Padova, infatti, nonostante la sua rapidità nelle transizioni offensive quando trova spazi e il suo giro palla quando gli avversari si chiudono nella propria metà campo, fatica a impensierire la difesa del Catanzaro. Ben più abile e pimpante, la squadra di Aquilani è collaudata quasi alla perfezione, dinamica, davanti e sulle fasce, e spingendo costringe spesso i patavini ad arroccarsi nel suo 5-3-2, con i soliti e ben conosciuti meccanismi di arretramento di Capelli a destra nella linea a cinque di difesa e di Di Mariano nel ruolo di mezzala sinistra al fianco di Varas e Fusi. Così, quindi, con la stessa impostazione delle ultime uscite, il Padova prova a strappare punti al forte, fortissimo, Catanzaro.

Il primo tempo di Padova-Catanzaro: partenza sprint, poi emerge la qualità avversaria

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Ce lo aveva spiegato chiaramente proprio Filippo Sgarbi: il Padova cerca di partire aggressivo per colpire gli avversari nei primi minuti. Per andare in vantaggio il prima possibile, per trasmettere segnali di fiducia a sé stesso e per spiazzare i giocatori nemici. E proprio così fa il Padova contro il Catanzaro. Dopo 3' Di Mariano riceve da Capelli e spara alto sopra la traversa, mentre al 6' Faedo colpisce sul terreno facendo schizzare in aria la sfera respinta precedentemente da Pigliacelli. La partenza è sprint, il Catanzaro la patisce, ma ben presto tutta la qualità degli ospiti inizia ad emergere e a fuoriuscire dalle giocate dei suoi calciatori. Subito dopo la seconda occasione patavina, infatti, Sorrentino pasticcia e rischia di regalare il gol all'ex Pittarello, mentre al 17' i calabresi sfruttano un vuoto nel mezzo e colpiscono il bersaglio. Pigliacelli rilancia lungo, Pittarello fa da sponda, Alesi s'invola indisturbato verso l'area e scarica un destro potente che Sorrentino non riesce a respingere. Incassato il colpo, il Padova reagisce e quando tiene palla dà sempre la sensazione di poter essere pericoloso. Il problema è che le manovre d'attacco non sono concrete. L'undici patavino non pare lucido come quello avversario e in area spreca molto. Bortolussi al 25' si fa murare da Antonini a ridosso dell'area piccola, mentre poco dopo Fusi, lanciato in campo aperto, non riesce a controllare il pallone che gli avrebbe permesso di ritrovarsi davanti a Pigliacelli. La palla non entra, Di Mariano sfiora sul cross di Belli, Bortolussi al 38' non calcia in porta, ma serve in area il nulla cosmico e così, pian piano, tramonta il primo tempo. Portato il pallone a pochi metri dalla porta, il Padova pecca nell'ultimo colpo, nella stoccata finale. Non un dettaglio di poco conto nel calcio. Il tutto, in un clima di tensione per alcune decisioni dell'arbitro contestate vistosamente dai tifosi padovani.

La ripresa dell'Euganeo e un finale di fuoco

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L'approccio al secondo tempo non è dei migliori. Il Padova subisce e il Catanzaro infierisce. Al 47' un pallonetto di Alesi si spegne sul fondo a pochi centimetri dal legno, mentre subito dopo Brighenti lascia partire un destro potente che Sorrentino respinge in corner. Ma nel giro di pochi minuti il Catanzaro raddoppia, schiacciando letteralmente i biancoscudati. La squadra di Aquilani muove palla con eleganza, Favasuli dalla destra mette dentro, Pontisso con un velo libera Iemmello, che scarica un destro all'angolino. 0-2. Andreoletti, a questo punto, chiamato a far reagire la sua squadra, inserisce in campo Favale e Lasagna per Belli e uno spento Caprari, ancora non del tutto inserito nei meccanismi di squadra. Favale si sistema sulla fascia sinistra, da terzino, con Faedo che slitta a destra, mentre Lasagna va a far coppia con Bortolussi per cercare di sfondare il muro calabrese con più peso offensivo. Ma i cambi ci mettono un po' a ingranare. Favasuli silura Sorrentino al 56', poi il Padova finalmente cresce, guadagna campo e inizia l'assalto, sciupando subito la più clamorosa delle occasioni. Capelli e Faedo duettano sulla destra, l'ex Virtus Verona piazza un cross al bacio in area, ma Lasagna, a porta sguarnita, mette incredibilmente fuori. Il Padova è vivo, in partita. Favale al 67' sfiora l'eurogol e poi Andreoletti cambia ancora. Dentro Silva, Di Maggio e Buonaiuto per Faedo, Fusi e Di Mariano: è un Padova super offensivo. Con due ali pure sulle fasce di centrocampo, due centrocampisti d'inserimento nel mezzo e due terzini di spinta. Ma, nonostante il forcing, il gol non arriva. Buonaiuto si libera benissimo con il tacco e calcia sull'esterno della rete e Villa svetta su tutti ma di testa alza troppo. Proprio quando i tifosi iniziano ad abbandonare i loro posti, però, succede l'impensabile. Al 92' Di Maggio accelera verso l'area e staffila Pigliacelli, che, inerme, si vede trafiggere dalla bordata del giovane padovano, al primo gol in B. L'Euganeo si riaccende e si illude, perché nell'azione successiva Buonaiuto perde un sanguinoso pallone, Nuamah accelera in campo aperto, sgomita con tutti e serve Iemmello in area. Liberissimo, il capitano del Catanzaro appoggia in porta e condanna il Padova a una dura lezione.

Più cattiveria e coraggio in area: il Padova poteva riaprire prima il match col Catanzaro?

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Le occasioni il Padova le ha create. Nel primo tempo ha avuto almeno tre opportunità per colpire in area, mentre nella ripresa ha sprecato pure la chance di appoggiare il pallone in rete a pochissimi centimetri dalla porta. Ma la sfera, di entrare, non ne voleva sapere. Ci è voluto il coraggio di Di Maggio, ragazzo alla prima esperienza in B, che ha silurato Pigliacelli da fuori. La sensazione è questa: ai biancoscudati è mancato più di qualcosa sotto porta. Come se non avesse trovato la lucidità e la forza mentale per l'ultimo step dell'azione. Anche perché di manovre coinvolgenti e di ripartenze letali ce ne sono state. Forse la squadra sta patendo un po' troppo le numerose assenze in ogni reparto e un momento delicato, soprattutto dal punto di vista mentale. Ma sono solo supposizioni. Potrebbe trattarsi anche di semplici coincidenze. Quel che è chiaro è che ritornare al gol contro Venezia e Palermo sarà una vera impresa. Con il giusto spirito, quasi mai mancato in stagione, però, il Padova potrà dire la sua anche contro due corazzate di questo calibro. Il calcio è lo sport delle grandi imprese. E lo ripetiamo, per la millesima volta, tutto può succedere in questa folle categoria. Folle? Sì. Basti pensare che dalla decima all'ultima posizione, le squadre sono racchiuse in soli 10 punti. In Serie A il divario è di ben 20 punti. Il doppio. A confermare la difficoltà e l'equilibrio di uno dei campionati più bilanciati di tutti. Vi abbiamo convinti?