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Padova rammaricato di non aver battuto lo Spezia, ma il pari è comunque prezioso. Ecco perché

Analisi Padova Spezia
Vincendo ieri sera all’Euganeo contro lo Spezia forse il Padova avrebbe avuto potuto tirare una definitiva spallata alle dirette concorrenti per la salvezza. Ma, in fin dei conti, va bene così. Il 2-2 maturato contro la squadra allenata da...
Pietro Zaja
Pietro Zaja Redattore, telecronista 

Vincendo ieri sera all'Euganeo contro lo Spezia forse il Padova avrebbe avuto potuto tirare una definitiva spallata alle dirette concorrenti per la salvezza. Ma, in fin dei conti, va bene così. Il 2-2 maturato contro la squadra allenata da Roberto Donadoni è un punto ad ogni modo prezioso. Perché muove la classifica e perché permette ai biancoscudati di mantenere il distacco invariato da una diretta rivale. Ma soprattutto, quello di ieri, è un punto che aumenta la striscia di risultati utili positivi a tre (pareggi interni con Bari e per l'appunto Spezia, oltre alla vittoria del Braglia con il Modena) e che, quindi, accresce la fiducia del gruppo in vista delle prossime ardue sfide. Del rammarico, però, c'è, per come i patavini erano riusciti a indirizzare l'incontro. Il Padova, infatti, poteva anche vincere. Ma come afferma sempre Andreoletti, "meglio non averla persa", in un campionato in cui gli equilibri e le differenze sono sottilissime. Basta un attimo per venir risucchiati nel vortice della lotta per non retrocedere. Un singolo errore. E rimanere a debita distanza dalla zona playout è sempre un buon risultato. Con il solito equilibrio, tattico e mentale, di cui parliamo continuamente. Più di qualcosa con i liguri si poteva gestire diversamente, a partire dal giro palla, come sottolineato dallo stesso allenatore nel post-partita (leggi qui le sue dichiarazioni), ma la prestazione è stata ad ogni modo positiva. Tra i molti infortuni che hanno colpito la squadra e il turno infrasettimanale, mai semplice da gestire per ogni squadra, il punto guadagnato è prezioso. Andiamo però ad analizzare più nel dettaglio il pareggio per 2-2 di ieri tra Padova e Spezia.

Le scelte tattiche di Matteo Andreoletti

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Con gli uomini contati nel turno infrasettimanale della 28ª giornata di Serie B, il tecnico del Padova Matteo Andreoletti non ha snaturato la propria squadra per affrontare lo Spezia (4-4-2 in fase offensiva e 5-3-2 in quella difensiva), modificando non di molto l'undici titolare uscito vittorioso dal nido dei Canarini. Davanti a Sorrentino, rientrato tra i pali dopo il riposo concesso in favore di Fortin, il tecnico si è dovuto quindi affidare agli uomini presenti (out Barreca, PapuGomez, Bacci, Bortolussi e Harder), rinunciando praticamente a un turnover mirato, che tra l'altro neanche è contemplato nella sua filosofia calcistica (Andreoletti predilige infatti sempre ragionamenti di partita in partita). Nella difesa a quattro è quindi rientrato lo squalificato Perrotta al fianco di Sgarbi, con Belli a destra e il confermato Faedo sulla sinistra, così come Fusi nel mezzo. L'otto padovano, anche lui out con il Modena per squalifica, ha agito in mediana con Varas, mentre sulle corsie esterne hanno corso Capelli, che ha stretto i denti dopo qualche giramento di testa accusato nel riscaldamento, e Di Mariano. Ormai padroni incontrastati delle fasce offensive, hanno supportato, soprattutto in ripartenza, nell'attacco alla profondità e agli spazi, Lasagna e Caprari, quest'ultimo all'esordio dal 1'. Un tandem inedito, mai visto prima dall'inizio, ma che ha funzionato. Nel gioco in verticale e nel dialogo con i compagni nel 4-4-2 in fase di palleggio. Quando a fare il gioco era lo Spezia, invece, il duo offensivo è stato chiamato al compito di rimanere più alto per contrastare la salita dei centrali avversari e per permettere così al blocco basso, formato dalla linea a cinque di difesa con l'arretramento di Capelli a destra e la linea mediana, rimpolpata dall'aggiunta di Di Mariano sulla sinistra, di concentrarsi su meno uomini. Non senza sportellate e duelli fisici lì davanti, sia per Lasagna che per Caprari.

Il primo tempo di Padova-Spezia e la rimonta di Sgarbi

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Lo Spezia necessita di punti per risollevarsi da una situazione di classifica a dir poco tragica e si vede sin da subito. I liguri, infatti, iniziano a premere dal fischio d'inizio, forse sorprendendo anche un po' il Padova nei primi minuti di gioco. Tanto che la squadra di Andreoletti ha bisogno di prendere le giuste misure e di capire i movimenti del centrocampo di Donadoni, che inverte continuamente di posizione i suoi costruttori Bellemo, Nagy e Comotto (quest'ultimo il più qualitativo) per non dare punti di riferimento alla mediana Fusi-Varas. Lo Spezia riesce nel suo intento e trova varchi per impensierire la difesa di casa, soprattutto innescando la fascia mancina. Aurelio e Bonfanti dialogano bene, Capelli non al top annaspa, e così nasce la prima grande chance. Aurelio al 6' da posizione defilata viene murato da Sorrentino, ma al 24' l'asse mancino sfonda. Questa volta con Bonfanti, che si sovrappone, riceve alle spalle della difesa, e piazza un capolavoro per Artistico, a cui basta appoggiare il pallone alle spalle di Sorrentino. Un po' impreparata, la difesa del Padova poteva e doveva gestire meglio la situazione, leggendo con più anticipo i movimenti degli spezzini. Perrotta e Sgarbi, in particolar modo, sono arrivati un po' in ritardo proprio su Artistico, che non ha avuto troppe difficoltà nel prepararsi al tap-in. Il Padova incassa il colpo, ma ben presto reagisce e si risveglia, trainato dalla qualità nelle transizioni rapide del trio Di Mariano-Caprari-Lasagna. I tre si trovano a meraviglia e pian piano riescono ad abbassare la difesa dello Spezia, presa d'assalto. E da corner, in seguito a un bello schema al 39', i biancoscudati pareggiano. Caprari, liberato dopo diversi scambi su una sua battuta corta dalla bandierina, pennella in mezzo, Faedo calcia al volo con il mancino, Radunovic respinge, ma Sgarbi, a due passi dalla porta e appostato con un avvoltoio, non sbaglia e appoggia in porta il tap-in. Quarto gol stagionale per il difensore goleador e fiammata padovana che trova continuità. Dopo l'1-1, infatti, i ragazzi di Andreoletti insistono, ma Fusi mira alle stelle, chiudendo così un primo tempo aperto e divertente.

La ripresa dell'Euganeo e il rammarico di non averla vinta

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Il secondo tempo è equilibrato. Entrambe le squadre se la giocano a viso aperto, senza timore. Il Padova, più libero mentalmente dopo aver pareggiato i conti a fine prima frazione. Lo Spezia, invece, consapevole di dover cercare il bottino più alto possibile. E così nasce un secondo tempo ricco di occasioni, la maggior parte non clamorose, ma comunque vivace. Comotto apre con una staffilata dai venti metri che finisce alta, poi sale in cattedra la fantasia di Di Mariano e Caprari, che all'ora di gioco, però, abbandona il campo per Buonaiuto. Ancora senza i 90' nelle gambe, l'ex Verona lascia il campo per uno dei giocatori più in forma del Padova. Il tempo scorre e le due squadre battagliano nel mezzo: Mateju di testa mette centrale, Faedo e Varas sprecano. Andreoletti, per provare a cambiare qualcosa, decide di pescare ancora dalla panchina al 77' e di inserire Favale e Silva per Faedo e il sofferente Capelli, provando a sfruttare un mancino a destra per convergere verso il centro del campo. Ma il gol del vantaggio dei biancoscudati nasce in un modo del tutto diverso. Da una ripartenza letale. Al 78', infatti, un giro di lancette dopo la doppia sostituzione dei padroni di casa, Sorrentino blocca un'insidiosa conclusione di Romano e fa ripartire i suoi in velocità. Il pallone arriva a Fusi, che, con un colpo di genio, innesca la corsa di Lasagna. L'attaccante vince il duello fisico con Mateju e s'invola in porta, aprendo il piattone e aggirando Radunovic. Il pubblico esulta, ma la gioia viene stroncata 4' più tardi. Beruatto, infatti, appena entrato, all'82' da corner pesca la testa di Bonfanti sul primo palo, bravissimo ad anticipare tutti e a fregare Sorrentino. Il pareggio sembra scritto, ma Andreoletti vuole giocarsi le ultime chance: Di Maggio e Seghetti per Lasagna e Di Mariano. Forze fresche in avanti, ma anche più corsa e copertura dietro. Anche perché lo Spezia non molla e nel finale prova a pescare il jolly. Sbilanciandosi un po' troppo in avanti, però, i liguri regalano al Padova l'opportunità del ko. Al 94' Buonaiuto viene lanciato in campo aperto, ma, una volta rientrato sul destro al limite dell'area, il suo tiro viene respinto da Radunovic. Chance sprecata e 2-2 finale.

Padova, un punto prezioso con lo Spezia in vista delle prossime delicate sfide

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Aumentare il bottino di punti (ora 34) è sempre fondamentale. Se non si riesce a vincere, lo ripetiamo come un mantra, in Serie B è sempre meglio non perdere. A maggior ragione contro una diretta concorrente per la lotta salvezza. Un pareggio, per come si era messa ieri sera la partita del Padova con lo Spezia, può sembrare un risultato "negativo", ma così non è. Certo, vincerla sarebbe stato decisamente meglio, ma questi punti guadagnati a destra e a sinistra nell'arco di una stagione risultano alla fine determinanti. E soprattutto permettono alla squadra di lavorare più libera mentalmente, senza il peso della sconfitta da digerire e assorbire. E con il calendario che aspetta il Padova da qui ai prossimi trenta giorni anche questo punto può essere utile. Dopo la partita di sabato ad Avellino, infatti, i biancoscudati dovranno affrontare in serie Catanzaro, Venezia, Palermo e Frosinone. Quattro big, insomma. Vero, il Padova trova terreno fertile forse quando non deve fare il gioco, ma è altrettanto vero che le quattro partite appena elencate potranno risultare decisive. E affrontarle con serenità e fiducia nei propri mezzi, con una striscia di risultati positivi alle spalla, sarà a dir poco fondamentale. Per questo ogni punto conta. Il Padova può permettersi questi ragionamenti. Se fosse più in basso in classifica, invece, la situazione sarebbe ben diversa. Ma avremmo firmato tutti (impossibile mentire...), in estate, per ritrovarci a 34 punti a +6 dalla zona playout.