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Padova, sei sulla rotta giusta. E abbiamo due armi in più per il finale…

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Se il girone d’andata aveva costruito una base solida, quello di ritorno sta raccontando un’altra storia. Ma ci sono elementi per rimanere ottimisti
Stefano Viafora
Stefano Viafora Direttore responsabile 

C’è un equilibrio sottile, quasi perfetto, che racconta la stagione del Calcio Padova (ne abbiamo parlato anche ieri sera a Centrocampo). È l’equilibrio tra la ragione e la paura, tra ciò che era stato preventivato e ciò che nessuno vuole nemmeno immaginare. Dodicesimo posto in Serie B, a pari punti con Empoli e Carrarese. Una classifica che, letta freddamente, racconta di una squadra perfettamente dentro i binari degli obiettivi fissati in estate: salvezza senza affanni e sostenibilità economica, nel rispetto del budget e di un progetto costruito con razionalità.

Ma il calcio non è mai soltanto matematica. È percezione, memoria, ambizione. Ed è proprio qui che nasce la seconda verità, quella che convive con la prima e la rende meno rassicurante: il Padova è a soli quattro punti dalla zona playout. Una distanza breve, troppo breve per concedersi distrazioni. Perché questa non è una stagione qualsiasi. È la stagione del ritorno in Serie B, conquistata dopo anni di rincorsa e sacrifici. Ed è la stagione dell’insediamento di una nuova proprietà ambiziosa, guidata da Alessandro Banzato, che ha riacceso entusiasmo, prospettive e orgoglio. Retrocedere ora sarebbe più di una delusione: sarebbe un trauma sportivo e progettuale.

Il dato che preoccupa: un ritorno da zona retrocessione

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Se il girone d’andata aveva costruito una base solida, quello di ritorno sta raccontando un’altra storia. I numeri sono chiari e non ammettono interpretazioni: una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte nelle ultime sette partite. Cinque punti complessivi, una media che, proiettata su un intero girone, significherebbe retrocessione diretta. È un rallentamento evidente, che ha riportato il Padova in una zona grigia, dove ogni partita può cambiare il destino. Eppure, dentro questi numeri, si nascondono anche segnali che autorizzano a credere in una ripartenza. Il mercato di gennaio ha inserito nuove soluzioni, mentre alcuni protagonisti attesi stanno ritrovando condizione e continuità. Il potenziale, insomma, è superiore a quanto racconta la classifica delle ultime settimane.

La prima arma: un attacco che può fare paura a chiunque

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Il Padova che si prepara al finale di stagione non è lo stesso visto in difficoltà nelle scorse settimane. O, almeno, non è destinato a esserlo. Il pieno recupero del potenziale offensivo cambia completamente il volto della squadra. La possibilità di avere a disposizione contemporaneamente giocatori come Gianluca Caprari, Alejandro "Papu" Gómez e Kevin Lasagna restituisce al Padova un peso specifico offensivo di alto livello per la categoria.

Non è soltanto una questione di nomi, ma di caratteristiche. Tecnica, esperienza, imprevedibilità, profondità. Un reparto così completo può cambiare l’inerzia delle partite, può risolvere gare bloccate, può mettere in difficoltà qualsiasi difesa. E, soprattutto, può restituire fiducia a tutto l’ambiente. Perché una squadra che segna è una squadra che crede.

La seconda arma: la curva, finalmente, a due passi dalla squadra

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Ci sono poi fattori che non entrano nelle statistiche, ma che nel calcio pesano eccome. Dall’11 aprile, per le ultime tre – probabilmente decisive – partite casalinghe, sarà inaugurata la nuova curva a bordo campo. Un’opera attesa, rimandata, sofferta. Ma ora pronta a diventare realtà. Gli ultras potranno tornare a tifare a pochi metri dai giocatori, ristabilendo quella connessione diretta, fisica ed emotiva che spesso fa la differenza nei momenti più delicati. Non è solo una questione di tifo: è una questione di identità. Il Padova avrà finalmente il suo cuore pulsante al posto giusto ('Euganeo - per inciso - rimane uno stadio orrendo, ancora di più con il progetto monco del restyling della sud). E in una corsa salvezza che si preannuncia combattuta fino all’ultimo, anche questo può valere punti.

In bilico, ma padroni del proprio destino

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Il Padova è esattamente dove doveva essere. Ma è anche abbastanza vicino al pericolo da non potersi permettere di rallentare ancora. È una squadra sospesa tra due possibilità: una salvezza solida, coerente con il progetto, o un finale di stagione da vivere con il fiato corto. La differenza la faranno i dettagli. La condizione degli uomini chiave. L’impatto dei nuovi innesti. L’energia dello stadio. E la capacità di trasformare la pressione in motivazione. La rotta è quella giusta. Ora serve solo la spinta decisiva per arrivare al porto.