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Padova senza identità a Frosinone: poche idee e pochi spunti positivi

Analisi Frosinone-Padova
La quinta sconfitta consecutiva fa male. Certo, contro il Frosinone di Alvini non si poteva pretendere di fare risultato facilmente. Anzi. Ma è il modo in cui è arrivato il ko che non lascia proprio ben sperare. Una scossa è necessaria, ma non...
Pietro Zaja
Pietro Zaja Redattore, telecronista 

La quinta sconfitta consecutiva fa male. Certo, contro il Frosinone di Alvini non si poteva pretendere di fare risultato facilmente. Anzi. Ma è il modo in cui è arrivato il ko che non lascia proprio ben sperare. Una scossa è necessaria, ma non pare che Breda sia ancora riuscito ad entrare in sintonia con i suoi nuovi ragazzi, forse ancora segnati da un esonero difficile da superare. Ora, però, conta il presente. Perché di tempo ce n'è davvero poco (dietro sfrecciano) e perché una svolta serve per restare fuori dalle porte dell'inferno. Placcare Caronte e impedirgli di traghettare la ciurma biancoscudata verso l'Ade della zona retrocessione dev'essere la prossima mossa, la priorità. A partire dallo scontro diretto del prossimo weekend con l'Empoli all'Euganeo. Riscattarsi e resettare dopo il brutto esordio di Breda alla guida del Padova. Una prima danza insicura e confusa. Reali segnali positivi non ne sono arrivati, ma l'avversario di certo ridimensiona la sconfitta. Con Empoli, Entella, Reggiana e Pescara, invece, passi falsi non sono ammessi, soprattutto nell’atteggiamento. Il destino è tutto nelle mani dei biancoscudati. La situazione è ampiamente risolvibile e migliorabile, ma bisogna trovare una quadra al più presto. Andiamo nel frattempo ad analizzare più nel dettaglio la partita di Pasqua tra Frosinone e Padova.

Le scelte tattiche di Roberto Breda per Frosinone-Padova

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Il nuovo allenatore del Padova, per affrontare il Frosinone, ha optato per una linea netta, quasi simbolica: fuori dall'undici titolare alcuni dei giocatori più utilizzati da Matteo Andreoletti e cambio di modulo, oltre che di impostazione tattica. Così, davanti a Sorrentino, che ha vinto il ballottaggio con Fortin, c'è la linea a tre di difesa composta da Belli, Villa e Perrotta (Sgarbi non ancora al meglio della condizione). In mezzo al campo, invece, due fedelissimi di Andreoletti, Capelli e Varas, tra i più utilizzati in stagione, partono dalla panchina. Al loro posto Ghiglione a destra e Di Maggio sulla trequarti. Sì, perché lo schieramento tattico scelto dal nuovo tecnico è un chiaro 3-4-2-1, con proprio Ghiglione sulla corsia destra e Faedo dalla parte opposta. In mediana Fusi e Harder. Sulla trequarti, invece, alle spalle dell'unica punta Lasagna, ecco Di Maggio con Di Mariano. Perché non gioca Bortolussi, capocannoniere della squadra? Per scelta tecnica, perché Breda ha deciso di affrontare il forte Frosinone in contropiede alla ricerca della verticalità. Richieste tattiche che più si sposano con le caratteristiche di un attaccante come Lasagna, unico nel suo genere su questi fondamentali. Dunque, quando attacca, il Padova si apre in ampiezza e lancia lungo alla ricerca del proprio punto di riferimento offensivo o dei giocatori scattati in avanti. Mentre quando difende, si arrocca in un 5-4-1 molto stretto, con gli abbassamenti di Di Maggio e Di Mariano al fianco di Fusi e Harder e il naturale arretramento degli esterni di fascia in linea con i difensori. Lì davanti, quindi, rimane il solo Lasagna, pronto a raccogliere i rilanci della difesa, a puntare la porta e ad attendere supporto dalla trequarti e dalle fasce.

Il primo tempo di Frosinone-Padova e l'uno due micidiale dei ciociari

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Che la partita sia durissima lo si capisce fin dalle prime battute. La squadra di Alvini prende ben presto le redini del gioco e con il suo 4-3-3 detta legge in mezzo al campo, passando quasi sempre dai suoi furibondi esterni Ghedjemis e Kvernadze. Il primo a calciare in porta è però Gelli, che al 3' impegna Sorrentino a una facile parata. Pian piano il Frosinone carbura, si accende definitivamente e semina il caos: al 10' Kvernadze mira in porta e sulla ribattuta Raimondo spedisce fuori da pochi centimetri, mentre poco dopo Sorrentino salva due volte, prima smanacciando su un cross defilato di Monterisi, poi bloccando di nuovo Gelli. Si gioca solo su una metà campo, ma al 19' il Padova si crea una delle più importanti chance, in contropiede. Calvani regala palla a Lasagna, che s'invola in porta, lasciandosi però murare da Palmisani. Il vantaggio ciociaro non tarda ad arrivare. Faedo batte una rimessa laterale, Perrotta effettua un retropassaggio a metà strada tra Villa e Sorrentino, che non s'intendono e non capiscono chi debba andare sul pallone. E la frittata è fatta, condita forse con un po’ di disattenzione (o sufficienza?). Raimondo, rapace vero, si getta sulla palla, il portiere patavino gliela rinvia addosso e lo Stirpe festeggia l'1-0 (25'). Non passano neanche cinque giri di lancette che il bis è servito. Da corner, dopo un batti e ribatti, Faedo si avventa su un pallone non nella sua zona di marcatura, si crea così una voragine su cui atterra la palla, Belli e Ghiglione rimangono letteralmente immobili e Gelli insacca il 2-0. Il Padova reagisce, trainato principalmente dalla rabbia di Fusi: al 40' Belli crossa dentro, Lasagna gira di testa, ma la palla termina fuori. Mentre poco dopo, Di Maggio si destreggia in un dribbling horror davanti alla propria area di rigore regalando palla agli avversari, che centrano in pieno la traversa con Kvernadze. Si chiude così un primo tempo abbastanza anonimo, privo di veri spunti o segnali, se non per la grinta di Fusi, l’unica certezza del pomeriggio.

La ripresa dello Stirpe e una migliore resistenza

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Nel secondo tempo il Padova è costretto a cambiare fin da subito gli infortunati Belli e Harder con Capelli e Crisetig (ma quanti infortuni!). Così, Faedo scivola a fare il braccetto destro di difesa, Ghiglione slitta a sinistra e Capelli si posiziona a destra. Con il tempo i biancoscudati trovano delle migliori letture sulle avanzate del Frosinone, ma al 50' Gelli sfiora la doppietta. Kvernadze mette dentro, proprio Gelli calcia, ma il suo tiro viene deviato da un provvidenziale intervento di Perrotta. Raimondo e Ghedjemis provano ad accelerare, non riuscendoci, e al 58' Breda cambia ancora: fuori Fusi e Ghiglione, dentro Varas e Favale. L'ecuadoregno affianca ora Crisetig, mentre l'ex Entella corre a sinistra, riuscendo a contenere con più lucidità le sfuriate di Ghedjemis. Il Padova, che ha preso meglio le misure, si propone anche all'attacco. Al 62' Di Mariano trova un pertugio e crossa in area per Capelli che colpisce male, mentre al 71' arriva l'ultima sostituzione biancoscudata, quand'ancora Alvini non ne ha effettuata neanche una. Out Di Mariano per Seghetti. I biancoscudati creano ancora poco dopo con Capelli, che serve in area Lasagna per una girata respinta da Palmisani. Il Frosinone, avvertendo il pericolo, torna all'assalto: Raimondo obbliga Sorrentino a un intervento con la spalla e Gelli a una parata sulla ribattuta di testa. La partita è ormai indirizzata e presto cala il buio alo Stirpe. Nel finale si lotta, il Padova non molla, ma non c'è più nulla da fare. La prima di Breda è una sconfitta. E come se non bastasse Lasagna sente tirare un muscolo ed esce infortunato negli ultimissimi istanti di Frosinone-Padova.

Poco di nuovo e il Padova se ne va da Frosinone con brutte notizie

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L'esperienza e la forza dell'avversario sono e si sono rivelate innegabilmente superiori rispetto a quelle biancoscudate, ma a preoccupare è il fatto che il primo Padova di Breda se ne sia tornato a casa privo di concreti spunti positivi. Il gioco in ripartenza contro il Frosinone ci può assolutamente stare, ma perché una volta sotto di due reti, non sono stati inseriti due calciatori offensivi come Bortolussi e Buonaiuto? Probabilmente Breda ha pensato di non voler rischiare di subire altre reti per non far sprofondare l'umore della sua squadra, ma anche quei mancati cambi, da un prospettiva diversa, avrebbero potuto trasmettere un segnale. Di fiducia. "Proviamo a riprenderla!". Invece, a un certo punto, la sensazione era quella che il gruppo si fosse quasi rassegnato alla sconfitta. E forse qualche cambio offensivo in più avrebbe potuto riaccendere quantomeno la fiammella della speranza, riaccendere l'animo e l'affiatamento del gruppo. Forse, però, la scelta è stata quella di preservare i due giocatori per le gare che contano davvero, i prossimi quattro scontri diretti. Con i se e i ma non si fa ben poco, ma quel che è chiaro è che il Padova non ha dato l'impressione di stare bene. Mentalmente, con un atteggiamento scarico e un po' passivo (uniche eccezioni Fusi e Lasagna), e fisicamente, visti i tre infortuni patiti. Quelli di Lasagna, Harder e Belli, che si vanno così ad aggiungere al PapuGomez, Barreca, Silva, Bacci e Caprari... L'unica cosa da fare adesso è una: fare gruppo, ripartire una volta per tutte cercando di fare tabula rasa nella propria testa, registrare qualche svarione difensivo di troppo e provare a vincere con l'Empoli per scrollarsi di dosso una tensione che inizia a pesare davvero.